Striscia la Notizia dovrebbe parlare dei DEBITI della Rai anziché di Insinna

Continua la demolizione di Flavio Insinna da parte di Striscia la Notizia. Ieri è andato in onda l’ennesimo servizio, probabilmente il 6° o 7° nel giro di una decina di giorni circa i furiosi fuori onda del presentatore. E’ evidente che ormai sia quasi una questione personale, visto l’accanimento dimostrato.

Fuori onda che – pur essendo certamente deprecabili per la mancanza di rispetto dimostrata – evidenziano d’altro canto anche come Insinna prenda a cuore il successo del suo programma televisivo. Il fatto che si arrabbiasse con i suoi dimostra come ce la mettesse tutta per fare riuscire “Affari tuoi”, da questo punto di vista un professionista capace che si impegna in un mondo della televisione dove raccomandati senza arte ne parte vanno per la maggiore.

Anziché accanirsi e imbastire servizi su servizi su questa futile questione il programma del biscione dovrebbe interessarsi a questioni più serie e scomode. E nel caso della TV di stato ce ne sarebbero molte di cose da dire e da evidenziare. Ma evidentemente preferiscono attaccare un presentatore piuttosto che toccare i poteri forti.

La gestione della RAI è qualcosa di assurdo

Mentre Mediaset e le TV di tutto il mondo chiudono il bilancio in forte attivo solo con la raccolta pubblicitaria, la RAI ha a disposizione anche il canone, che non è certo una cosa da poco. Ogni famiglia italiana versa annualmente quasi 100 euro, che moltiplicato per milioni di italiani fanno una cospicua somma. Ma la TV di Stato ha debiti per centinaia di milioni di euro!

Sarebbe sicuramente più utile e interessante se programmi come Striscia la notizia andassero a scavare per capire cosa ha portato a queste ingenti perdite, e sopratutto chi sono i responsabili. Che oggi non hanno un nome e un volto. Come è possibile che la RAI riscuotendo il canone oltre che gli introiti pubblicitari, si sia indebitata? Come vengono gestiti i soldi?

I maxi compensi che vengono assicurati ad alcuni presentatori è noto, ma sicuramente per arrivare a fare debiti per quattrocento milioni di euro c’è anche altro. Nessuno ne parla, poiché la RAI è sempre stata gestita dagli uomini vicini ai partiti e al governo. Nessuno sembra avere voglia di andare a capire cosa ha portato allo sfascio i conti della televisione pubblica. Perché se fosse chiamato in causa chi ha mal-gestito quei soldi, magari potrebbero emergere anche responsabilità di importanti politici.

Striscia la notizia va a pizzicare il piccolo truffatore, i furbetti da 4 soldi, qualche ladruncolo. Ma questa non è tv d’inchiesta, questo non è difendere i cittadini, è solo distrazione di massa dai veri problemi e dalle questioni serie.