Siria: ora che ISIS sta soccombendo, la Francia inizia non meglio specificati “raid”. Cosa bolle in pentola?

Una sanguinosa e cruenta guerra da quasi 5 anni insanguina la Siria. Una guerra che gli USA, con il sostegno o con il silenzio assenso delle altre potenze occidentali, hanno voluto e alimentato in tutti i modi possibili.

In un primo momento gli USA hanno armato e finanziato (in modo da poter ingaggiare mercenari) i gruppi terroristici che Obama definisce “moderati”, il “Fronte Al Nusra” ed il cosiddetto “Esercito Siriano Libero”.

Speravano che, grazie alla propaganda, i cittadini siriani, o almeno una parte di questi, si schierassero contro il regime, come è accaduto ovunque abbia avuto luogo quella “rivoluzione artificiale” chiamata “Primavera araba”. In Siria non è accaduto, il consenso della popolazione verso Assad, dovuto al benessere diffuso in Siria, dove le donne hanno pari dignità degli uomini e dove c’è libertà religiosa (in entrambi i casi unica nazione in tutto il medioriente) non ha permesso al malcontento di attecchire contro il governo.

Negli anni i rifornimenti di armi sono stati costanti, così come costante è stata la propaganda anti-Assad, per spianare il terreno alla false flag dell’uso di armi chimiche contro la popolazione da parte dell’esercito siriano.

Solo grazie alla fermezza della Russia, e alle immagini satellitari mostrate al mondo, è emersa la verità: ovvero che ad usare i gas fossero stati i “ribelli”.

E c’è da domandarsi chi abbia fornito di tali armi i ribelli.

Ma se ONU, USA e altri, quando è venuta fuori la notizia secondo la quale Assad avrebbe usato quelle armi, si erano detti pronti ad usare la forza contro Assad, considerando l’uso di gas la “linea rossa insuperabile”, quando è emersa la verità la questione è stata accantonata. Ed il sostegno ai terroristi anti-Assad (che hanno usato i gas) è continuato incessante.

Un anno e mezzo fa, l’entrata in scena di ISIS. Che inizialmente si è scontrato anche con Al Nusra e gli altri gruppi terroristici che combattono il governo siriano, ma poco dopo, forse grazie ad una mediazione dei servizi segreti americani, hanno fatto “fronte” contro Assad.

Le armi che ISIS ha sottratto all’esercito iracheno – carri armati e jeep blindate americane di ultima generazione – sono stati spostati verso la Siria, dove si è concentrato lo sforzo bellico dell’ISIS.

Sul fronte iracheno, dove ISIS controlla numerose città, la situazione è ormai “tranquilla”, ovvero il governo fantoccio messo li dagli americani non prova nemmeno a riprendere il possesso dei territori conquistati da ISIS.

Quale fosse la situazione in Iraq, del resto, lo sapevano benissimo gli americani, esattamente come il Libia, del resto. Ma in entrambi i casi gli americani si sono ritirati lasciando il paese in mano a dei governi che non avevano minimamente la capacità e la forza di controllare i rispettivi paesi, infuocati dalla guerra e dall’imperversare di gruppi terroristici.

Hanno lasciato ingenti forniture di armi all’esercito iracheno, e queste sono finite in mano ai miliziani ISIS. A presidiare le basi militari irachene c’erano poche decine di uomini, che ai primi violenti assalti dell’ISIS si sono ritirati consegnado i depositi dove erano custoditi carri armati, blindati, kalashnikov e armi di tutti i tipi, bombe a mano, razzi, e addirittura missili!

Ma davvero qualcuno può pensare che tutto questo sia CASUALE? Ma per favore!

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Dopo questa premessa, veniamo alla situazione odierna.

L’ISIS nelle scorse settimane era avanzato, giungendo ad 8 km da Damasco. L’ambasciata russa è stata colpita da un colpo di mortaio. Putin ha rotto gli indugi e ha inviato aiuti umanitari e armi tecnologicamente molto avanzate alla Siria, insieme ad una divisione delle forze speciali addestrate all’uso delle armi in questione, ed in seguito anche una flotta di cacciabombardieri.

Rinvigorito dalle armi russe, anche moralmente, l’esercito siriano ha respito l’avanzata dell’ISIS in modo deciso e veloce, riprendendo i territori strappati pochi giorni prima dagli uomini del califfo.

L’ISIS per la prima volta, da quando imperversa, è in seria difficoltà.

Colpiti duramente con l’artiglieria pesante e l’aviazione, impossibilitati persino di rispondere al fuoco, hanno registrato pesanti perdite, sia in termini di armi e mezzi che di uomini, ed i mercenari che combattono nelle loro fila – la maggioranza dei quali ex contadini, operai, scarsamente addestrati e mandati allo sbaraglio con il Kalashnikov in mano in nome della jihad – hanno iniziato a disertare. Una decina di miliziani sono stati giustiziati perché scoperti nel tentativo di scappare.

Proprio in questi giorni, i media hanno iniziato a parlare di “raid francesi” contro ISIS, senza però fornire alcuna indicazione (come fanno sempre, con tanto di slide) per evidenziare risultati raggiunti e obiettivi colpiti. Da due giorni i telegiornali italiani ciarlano di questi raid, che tra l’altro,non sono nemmeno autorizzati da Damasco!

Cosa bolle in pentola?!?

Dopo gli aiuti forniti ai gruppi terroristici che combattono Assad, anche dai francesi; dopo il tentativo di addossare ad Assad la paternità dell’uso dei gas nervini usati dagli amati (da Obama) “ribelli moderati”; dopo tutto quello a cui abbiamo assistito, con l’aviazione israeliana che più volte ha colpito l’esercito siriano nella zona del Golan, senza mai colpo ferire contro ISIS, i dubbi sono legittimi.