Se iniziano gli attentati kamikaze in Europa, sarà caos totale e legge marziale

Da quando parte dell’Iraq e della Siria sono finiti sotto il controllo dei miliziani dell’ISIS, che hanno assunto il controllo di giacimenti e raffinerie di petrolio e di gas, da vendere al mercato nero, e su ingenti ricchezze, il numero degli attacchi kamikaze nel mondo è aumentato vertiginosamente.

Evito di ripetere molte considerazioni espresse in precedenza, dalla nascita dell’ISIS, ad altre considerazioni sul “califfato”, propedeutiche alla comprensione del contesto e della situazione, (vedi archivio articoli su isis) e vengo al dunque.

Secondo un articolo del Corriere della Sera datato 6 Gennaio 2015, nell’anno precedente il numero degli attacchi suicidi effettuati nel mondo è stato di 592 episodi in un anno, con un bilancio di 4.400 vittime, in forte aumento rispetto alle 3.200 vittime dell’anno precedente (2013)

La maggioranza di questi attacchi kamikaze sono avvenuti in medioriente, nei territori controllati dall’ISIS, o comunque dove sono attivi gli islamisti, che spesso impiegano i kamikaze nelle proprie azioni, sia di rappresaglia, che di guerra.

Anche per conquistare la base militare siriana di Raqqa, all’interno della quale si erano asserragliati alcune decine di militari siriani fedeli ad Assad, i terroristi non riuscendo ad assumere il controllo della base, perché come si avvicinavano i soldati sparavano, hanno scagliato contro l’edificio dei kamikaze, alla guida di camion imbottiti di benzina ed esplosivi, per devastare la base e “scardinare” la resistenza dei militari.

Le azioni dei kamikaze, definiti “martiri” e trattati da eroi, vengono sovente postate dai jhadisti sui social network (in particolare twitter) per istigare altri a “voler morire da eroi“, in cambio della “riconoscenza di Allah” e sopratutto, di benefici per la famiglia del kamikaze, che sarà sostenuta e aiutata.

Di seguito alcune immagini di un kamikaze: lo vediamo mentre si prepara all’operazione di martirio, e quando si fa esplodere contro il bersaglio.

Foto da ISIS: il califfato degli orrori – news e approfondimenti

Provate ad immaginare cosa potrebbe accadere in Europa se, decine o centinaia di kamikaze, iniziassero a farsi saltare in aria nelle città europee. Se tutti i giorni, in qualche città europea saltasse in aria qualcuno, uccidendo persone innocenti che hanno l’unica colpa di trovarsi al momento sbagliato nel posto sbagliato.

Scatenerebbero il caos, il terrore generalizzato, ci costringerebbero a vivere blindati, nella paura, probabilmente sarebbero introdotte leggi speciali, forse persino il coprifuoco, e molto probabilmente tutto questo non basterebbe per prevenire attacchi. E’ praticamente impossibile fermare un kamikaze che esce di casa, imbottito di esplosivi, per farsi saltare in un pullman, in un negozio, o in altri luoghi.

Si paralizzerebbe l’economia, il turismo, i consumi. Le borse crollerebbero a picco. Uno scenario ‘apocalittico’ ma che non mi sembra così impossibile, vista la situazione. Nel giro di un anno abbiamo assistito a diversi attentati, e la situazione non promette niente di positivo.

Come è notorio, molti islamisti radicali che aderiscono all’ISIS sono immigrati di seconda o terza generazione, hanno il passaporto europeo, come la maggioranza degli abitanti del controverso quartiere Molenbeek di Bruxelles.

Centinaia di islamici radicali con cittadinanza europea si sono recati a combattere in Siria, ed in tono minore in Iraq.

Oltre agli estremisti nati in Europa, secondo fonti di intelligence, almeno 4.000 uomini fedeli al califfato sono entrati in Europa insieme ai profughi.

La situazione è davvero esplosiva, ed il rischio è che nei prossimi mesi, esploda veramente il caos. L’occidente ha permesso a ISIS di crescere, di mettere le mani su molti soldi (avrebbe una liquidità di alcuni miliardi di dollari) e hanno a disposizione persino 40kg di uranio, sottratto all’Università irachena di Mosul, con il quale potrebbero produrre “bombe sporche” in grado di contaminare città.

Se poi consideriamo la posizione ambigua dell’Europa e degli USA, che dicono di combattere ISIS, ma di fatto gli hanno permesso di dilagare (mentre Putin in poche settimane gli ha provocato ingenti perdite e li ha scacciati da numerose città, dimostrando che il fantomatico “stato islamico” non è così forte come vogliono farci credere… si tratta di alcune decine di migliaia di miliziani che un esercito serio potrebbe spazzare via in pochi giorni)  e che continuano ad andare a braccetto con chi l’ISIS lo ha agevolato, la situazione appare oscura, e il futuro anche.

Spero di sbagliarmi, ma non prevedo niente di buono per il futuro…

veritanwo

Vedi anche: Le 8 domande su ISIS a cui nessun politico o giornalista risponderà mai

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