E se il referendum fosse stato una TRAPPOLA? vediamo perché…

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La grande mobilitazione in difesa della Costituzione ci ha reso felici. Siamo riusciti a scongiurare il pericolo di ritrovarci in una dittatura conclamata, con un premier che dispone di pieni poteri e con un parlamento ridotto ad icona. Una riforma che era stata caldeggiata dalle grandi banche americane, e da tutti i poteri forti. Ma se il referendum fosse stato in realtà un piano preordinato per fare uscire di scena Renzi dignitosamente e consegnare il paese nelle mai dei tecnici? Mi spiego meglio.

Innanzitutto è da rilevare come le borse occidentali non abbiano risentito del No al referendum. Segno evidente che speculatori e soci sono tranquilli. Ma perché il referendum potrebbe essere stata una strategia per l’uscita di scena di Renzi?

I conti del governo non tornano

Nonostante i 12 miliardi di tasse in più pagati durante il governo Renzi, i conti non tornano. Mancano all’appello almeno altri 13 miliardi di euro che il governo avrebbe dovuto trovare per evitare l’aumento dell’IVA. Ora la patata bollente passa nelle mani del suo sostituto.

Nonostante tutti i media televisivi e cartacei sostenessero il SI, il cui comitato ha condotto una campagna elettorale faraonica, a differenza di quella del NO a cui hanno contribuito essenzialmente blogger e cittadini, è bene ricordare che a parte il PD e qualche partitino in cerca di autore come quello di Flavio Tosi, tutti gli altri partiti sostenevano il NO.

  • Forza Italia e partitini satelliti sostenevano il NO, seppur sottotraccia e con scarso impegno.
  • M5s ha sostenuto ardentemente il NO.
  • Meloni e Salvini, insieme alle formazioni minori di destra, hanno sostenuto il NO.
  • La sinistra radicale ed i centri sociali hanno sostenuto il NO.
  • Pezzi del PD hanno difeso la Costituzione, senza dare troppo nell’occhio o nel segreto dell’urna elettorale.
  • La società civile, quella di chi non ha un partito e non crede alla politica in larga maggioranza ha sostenuto il NO.

La domanda che vi pongo è la seguente:

Davvero Renzi contro tutti poteva avere la possibilità di vincere, nonostante il sostegno dei media asserviti?

Pur avendo sostenuto convintamente le ragioni del NO, perché il SI avrebbe avuto conseguenze pesantissime sulla nostra democrazia, andando ad incidere persino sulla Costituzione la nostra sottomissione all’Europa, in modo che se in futuro dovesse vincere un movimento rivale all’UE questo si trovi le mani legate dalla Costituzione, mi viene il sospetto che il referendum sia stata una strategia voluta per la Renxit, ovvero l’uscita di scena più onorevole possibile dell’omino di Rignano.

Perché Renzi avrebbe voluto uscire di scena?

Per il governo arriveranno tempi difficili, ci saranno da fare nuove tagli e da mettere nuove tasse, per dare seguito all’agenda dei poteri forti. E siccome non hanno la minima intenzione di far pagare banchieri e multinazionali, purgheranno i cittadini come al solito, e per farlo il sistema ha bisogno di tornare ad una situazione come quella ai tempi di Mario Monti. Restare al governo avrebbe penalizzato troppo il PD e la costola del centrodestra che lo ha sostenuto. Quindi cosa c’è di meglio che un’uscita di scena “onorevole”, mantenendo la parola data di dimissioni in caso di vittoria del NO?

Se ci pensate bene, anche se la martellante propaganda massiva di Renzi poteva far sembrare il contrario ingannando la nostra percezione, era scontato che avrebbe vinto il NO, sia per il peso delle forze in campo, sia perché era troppo troppo troppo indigesta la riforma, affinché la maggioranza degli italiani se la bevesse e la sostenesse.

Probabilmente si tratta solo di fantasie complottiste, ma per capirlo è necessario vedere quello che accade. Se si formerà un governo tecnico sostenuto da csx e cdx, la possibilità che il referendum sia stata una strategia per l’uscita di scena di Renzi è assai concreta.

 

Veritanwo

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