Referendum: Renzi per vincere fa affidamento sul MENEFREGHISMO!

Nonostante tra pochi giorni città importanti come Roma, Milano, Napoli vadano al voto per eleggere il loro nuovo sindaco, la scena politica nazionale è monopolizzata dal dibattito intorno al referendum, sul quale il governo si gioca la faccia, e forse pure la poltrona, visto che Renzi e Boschi hanno più volte affermato di farsi da parte se vincerà il No.

L’attenzione mediatica è concentrata sul referendum

Avete notato come il dibattito politico sia più incentrato verso il referendum costituzionale di Ottobre, che verso le amministrative di Giugno? Probabilmente, si tratta di una strategia per spostare sul referendum il giudizio sul governo, evidentemente Renzi teme che il PD non esca bene dalle amministrative. Questo dovrebbe farvi riflettere anche su come siano i media, a dettare i temi su cui il popolo deve dibattere. E visto che le elezioni, con la candidata del M5s in vantaggio nei sondaggi a Roma, sono sconvenienti per il premier, dirottano l’attenzione generale sul referendum.

I sondaggi confermano che la maggioranza degli italiani è contraria

Tutti i sondaggi non lasciano spazio a dubbi. La maggioranza assoluta degli italiani, non vogliono che la Costituzione sia toccata. In molti non vedono di buon occhio nessuna modifica, ne di Renzi, ne di altri. Poi c’è il fronte che sarebbe pure aperto a modifiche costituzionali, ma non vogliono che a farle sia Renzi, Verdini, la Boschi, Alfano e soci. Con la supervisione occulta di Silvio.

Referendum: Renzi ha paura

I sondaggi spaventano Renzi e la Boschi, che promettendo le dimissioni in caso di vittoria del No hanno messo in gioco la loro faccia, la poca credibilità che hanno e (forse) persino la poltrona. Ma questo è tutto da vedere, visto che la Ministra, che quando la Cancellieri fu travolta dalle polemiche affermò che se fosse stata in lei, si sarebbe dimessa, è restata ben incollata alla poltrona, quando è finita al centro dello scandalo, ben più grave, relativo a Banca Etruria.

Si muovono le truppe cammellate del partito

Il fronte del “Si” ha costituito un Comitato, inoltre l’apparato del PD, con ramificazioni in tutta Italia, ed una fitta rette clientelare, si mobiliterà in massa, per votare e per convincere amici, parenti e cittadini di recarsi alle urne a votare Si. Il fronte del Si, filogovernativo, è molto potente. Gode dell’appoggio di numerosi media, personalità e giornalisti, e riuscirà a muovere moltissimi voti. Il fronte del “No” invece, non è così ben organizzato. Ma sopratutto, molte persone che NON vorrebbero vedere modificata la Costituzione, potrebbero cedere al menefreghismo, e non andare a votare.

Napolitano a sostegno del referendum

L’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, probabilmente il peggior presidente della storia repubblicana, anziché godersi la “meritata” cospicua pensione ed i numerosi privilegi concessi agli ex presidenti, nonché senatore a vita, si sta impegnando in favore del fronte del Si al referendum. E la cosa grave, amici, è che nonostante tutto, ci sono persone, immagino anziani, manipolati da una vita, che gli vanno pure dietro.

Il pericolo del menefreghismo

Il menefreghismo è il miglior amico di Renzi. Lo è stato in occasione del referendum sulle trivelle, e rischia di esserlo altrettanto, nonostante non sia previsto un quorum, anche in vista del referendum costituzionale. L’apparato del partito mobiliterà milioni di elettori, probabilmente metteranno anche a disposizione un servizio di accompagnamento per gli anziani, o altre trovate simili, per assicurarsi che vadano a votare più persone possibile. Il fronte del No, invece, non ha questa forza. E’ composto da partiti minoritari, dotati di scarsa potenza mediatica, e sopratutto, da moltissimi cittadini, contrari alla riforma, ma che per menefreghismo o abulia potrebbero non andare a votare.

Solo l’astensionismo può fare vincere Renzi

Renzi può vincere solo se l’astensionismo sarà alto. Come purtroppo è probabile. Sarebbe davvero imperdonabile, non comprendere che la posta in gioco è elevatissima, a questo giro, e recarsi a votare. Mi auguro che gli italiani abbiano ancora quel minimo di buonsenso per non lasciare che Renzi, Alfano, Verdini, la Boschi e soci mettano mano alla Carta Costituzionale, stravolgendola, modificandone ben 51 articoli.

Veritanwo

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