Quando la Clinton accusava Putin per il sostegno ad Assad (mentre loro aiutavano gli islamisti)

Fa un certo effetto rivedere oggi questo video, risalente ad alcuni mesi fa, quando Hillary Clinton minacciava Russia e Cina per il loro appoggio al governo del leader siriano Bashar Assad. “Cina e Russia pagheranno per l’appoggio ad Assad…perché stanno bloccando il progresso” diceva la Clinton.

Secondo gli americani infatti, spodestare il legittimo governo siriano avrebbe rappresentato un elemento di “progresso”. Lo stesso “progresso” che è stato portato in Afghanistan, Iraq e Libia, dove gli Usa sono intervenuti per defenestrare i talebani, Saddam Hussein e Muammar Gheddafi.

In Afghanistan hanno perduto la vita oltre 200.000 civili, e oggi il paese si ritrova in una situazione ben peggiore della precedente. I talebani controllano un territorio più ampio di quello che controllavano nel 2001. E la produzione di oppio è decuplicata. Niente male come bilancio.

La “guerra del golfo” combattuta da Bush padre, con le successive sanzioni internazionali, che hanno fatto mancare persino le medicine più essenziali, è costata la vita ad oltre 1.000.000 di civili. Altrettanti sono morti con la seconda guerra, proclamata da Bush figlio. E oggi il paese è ancora nel caos, parzialmente controllato anche dai miliziani ISIS.

Anche la Libia, come noto, dopo l’intervento franco-americano per buttare giù Gheddafi, è dilaniata da una sanguinosa guerra civile.

La stessa ricetta, Hillary Clienton e soci la proponevano anche per la Siria. Che da 4 anni è insanguinata da una guerra che contrappone il popolo e l’esercito siriano, ai miliziani mercenari dell’ISIS, provenienti un po’ da tutto il mondo. I cosiddetti “foreign fighters”.

Se Russia e Cina non avessero sostenuto l’esercito siriano, il paese sarebbe stato rapidamente conquistato dagli islamisti, armati e finanziati dalle potenze occidentali contro il governo di Assad. E oggi l’ISIS – a cui è stato consentito di crescere e rinforzarsi – sarebbe ancora più potente. 

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