Putin soldato Nwo: l’amore esploso con Erdogan è l’ennesima prova

Putin-Erdogan: esplode l'amore

Putin-Erdogan: esplode l’amore

Sulle colonne di questo blog e sulla pagina Facebook più volte ho proposto riflessioni sul ruolo della Russia e di Putin nello scenario internazionale e mondiale, chiedendo se davvero egli fosse considerabile “un nemico del nuovo ordine mondiale“, inteso come progetto delle elites di costituire un governo unico globale, che controlli tutto il mondo eliminando i governi centrali, o meglio lasciandoli come enti di secondo livello, con autonomia e potere decisionale limitato ad ambiti ininfluenti, come oggi sono le regioni ed i comuni nei confronti dello stato: che possono legiferare ma solo su certi ambiti, e sempre nel rispetto delle leggi e delle linee guida imposte dallo stato centrale. Questo in parte è quello che sta avvenendo, se i governi non rispettano i dettami Ue arrivano le sanzioni, tuttavia non hanno ancora assunto un controllo totale: sono ancora a metà dell’opera.

Il primo articolo di questo tenore risale al Febbraio 2015: Davvero Putin è uno nemico del nuovo ordine mondiale? Poi sono tornato sul tema a Giugno di quest’anno, con l’articolo ben più accusatorio Putin è un soldato del nuovo ordine mondiale come Obama, ecco le prove!

Putin fa parte del gioco

Per creare delle contrapposizioni servono due nemici (un po’ come il dualismo centrodestra-centrosinistra degli anni passati, quando fingevano di litigare e si facevano opposizione su questioni futili) e Putin si presta al ruolo del nemico dell’occidente. Il fatto che spesso dica cose giuste non deve trarre in inganno. Dopotutto la Banca Centrale russa è controllata dai medesimi poteri forti che controllano quelle occidentali, tutte nel “sistema di banche centrali Rothschild“, e se Putin volesse davvero il bene della sua nazione non esiterebbe a nazionalizzarla restituendo la sovranità al suo popolo.

Inoltre Putin si guarda bene dallo svelare le trame come l’11 Settembre e tutte le altre false flag, a parte quelle più evidenti, come il fatto che la Turchia aiutasse Isis, fatto che la Russia ha denunciato più volte, con tanto di video che riprendevano le carovane di autocisterne Isis che trasportavano petrolio verso la Turchia.

Il fatto che l’occidente abbia mantenuto buoni rapporti con Erdogan nonostante questo, la dice lunga. Da una parte l’occidente sostiene di combattere il terrorismo, anche con raid aerei (nonostante sia tutta una farsa, visto che in 2 anni Isis si è allargato) dall’altra però vanno a braccetto con le nazioni – non solo Turchia, ma anche Arabia Saudita, Qatar e altre – accusate di andare aiutare e finanziare il terrorismo: lo stesso terrorismo che dicono sia responsabile degli attacchi a Parigi, Bruxelles, Nizza.

Dopo il contro-golpe Erdogan a braccetto con Putin

Dopo il contro-golpe di Erdogan, con il quale ha epurato decine di migliaia di ‘dissidenti’ dall’apparato dello Stato, della giustizia, della scuola e delle forze armata, arrestandone alcune migliaia, c’è stato il riavvicinamento tra Putin e Erdogan, che si sono incontrati e hanno avuto un’intesa. Putin ha dimenticato evidentemente che Erdogan ha abbattuto un jet russo impegnato contro Isis: ha dimenticato pure le accuse che la Russia stessa ha rivolto alla Turchia, di spalleggiare il terrorismo! Lo stesso terrorismo che l’esercito russo combatte in Siria.

Ora emergono i motivi dei raid russi

Ricordiamo tutti i pesanti raid russi contro Isis, di alcuni mesi fa. L’aviazione di Putin in 2 settimane ha respinto l’Isis da numerosi territori, provocando il panico al punto che molti miliziani hanno disertato, hanno abbandonato le milizie Isis, e quelli scoperti sono stati uccisi dallo pseudo-stato islamico stesso.

In 2 settimane Putin ha infierto durissimi colpi all’Isis, che era giunto alle porte di Damasco e si apprstava a sconfiggere Assad. Ma l’intervento russo non è stato risoltivo: non hanno sconfitto Isis definitivamente come avrebbero potuto fare insistendo con quel ritmo per meno di un altro mese. No. Una volta indebolito Isis e scacciato dai territori più vicini alla Capitale, hanno ridotto l’intensità e si sono fermati, perché evidentemente la guerra che da 5 anni insanguina la Siria non si deve fermare. Altrimenti cesserebbero anche le ondate di profughi, e viene da pensare che sia proprio quello che vogliono (?).

Erdogan si atteggia a Califfo e fa il duro

Il presidente turco minaccia gli Usa chiedendo l’estradizione di Gulen, impone i suoi diktat all’Unione Europea minacciando di non rispettare gli accordi per frenare e gestire l’immigrazione (per i quali l’UE gli ha dato 6.000 milioni di euro, 6 miliardoni) se non sarà concesso il “visto facile” ai cittadini turchi, come se fosse una superpotenza: atteggiamento che gli sta facendo guadagnare la simpatia di tutto il mondo islamico e antioccidentale, che vede in Erdogan un leader forte capace di tenere testa a Putin, Obama, l’UE. Che in realtà CONCEDONO a Erdogan di fare così, è evidente. Per minare la Turchia non ci vorrebbero le bombe, ma basterebbe fargli delle sanzioni, atterrandone l’economia, senza pensare alle molte aziende occidentali presenti in Turchia, che potrebbero facilmente spostarsi altrove lasciando disoccupati milioni di turchi.

Se Erdogan si atteggia a superuomo, accrescendo sempre più il suo consenso in patria ed in tutta la regione ed il mondo islamico e anche filo islamista, è perché sa di poterlo fare, fa tutto parte di una strategia ben definita. Non a caso Usa-Ue concedono tutto questo al presidente turco. Se un altro si permettesse di fare qualcosa di simile, sarebbe demonizzato e isolato, e colpito quanto meno con dure sanzioni economiche.

Ma sopratutto gli Usa si ostinano a custodire 50 bombe atomiche molto potenti nella base Nato in Turchia, cosa che espone al rischio che se ne impadronisca l’aspirante califfo, che ormai gode di un potere assoluto e incontrastato, come spiegato in questi due articoli: Il VERO colpo di stato in Turchia? Lo sta facendo Erdogan adesso!  e Altro che entrare in Europa: Erdogan vuole fare il CALIFFO minaccioso.

Putin ha un ruolo diverso nello stesso gioco

Putin non si oppone al progetto mondialista, anche lui porta avanti il progetto di “unioni continentali” simili all’Unione Europea che stanno andando avanti in tutto il mondo, come illustrato nell’articolo Non solo UE: in tutti i continenti vanno avanti le “Unioni” con cessioni di sovranità, solo che la Russia anziché far parte dell’UE fa parte dell’Unione Euroasiatica, che sapete dove ha la capitale? (La loro Bruxelles, per capirci) ad Astana, e chi conosce questa città sa bene a cosa mi riferisco.

In tutto il mondo vanno avanti progetti di Unione dove la sovranità nazionale degli stati viene ceduta ad un organismo centrale tipo la Commissione Europea, che piano piano assume il controllo di sempre più ambiti.

Chi vede in Putin un ostacolo al progetto mondialista, secondo me ha buoni motivi per ricredersi. Poi se mi dite che spesso “parla bene”, e che le sue prese di posizione spesso sono preferibili a quelle targate Washington, vi do ragione: ma fermarsi alle parole sarebbe assurdo, altrimenti dovremmo “stare sereni” e credere che c’è la tanto decantata “ripresa”…

veritanwo

Un pensiero su “Putin soldato Nwo: l’amore esploso con Erdogan è l’ennesima prova

  1. Neanche su Topolino si leggono tante fandonie. Articolo che dimostra conoscenza scarsissima degli eventi e una ancora meno lucida capacità di lettura. La frase sulla nazionalizzazione della Banca centrale, poi, è sconcertante. La geopolitica è cosa seria, non è materia per dilettanti allo sbaraglio.

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