A passo svelto verso Eurogendfor!

A passo svelto verso l’entrata in scena della tanto decantata “polizia europea”, di cui i politici (bilderberghini) sembrano tanto sentire l’esigenza, anche per contrastare la minaccia terroristica. Le sperimentazioni con poliziotti stranieri in Italia non sono altro che un antipasto. Inoltre il corpo di polizia europea c’è già: si chiama Eurogendfor, ed è stato istituito con il Trattato di Velsen firmato il 18 Ottobre 2007 nel silenzio generale di media e politici.

La notizia è di questi giorni, e viene proposta dalle autorità come qualcosa di positivo, qualcosa di cui andare fieri. Alcuni poliziotti cinesi presteranno servizio a Roma e Milano, nell’ambito dell’ennesimo “progetto sperimentale” come quello di cui avevamo parlato un anno fa, che coinvolgeva le forze dell’ordine spagnole.  Nel 2014 partì il progetto con le forze dell’ordine spagnole, riguardava solo la città di Roma e Ibiza. Un anno fa, il progetto è stato allargato ad altre città, e quest’anno potrebbe essere riproposto, nel periodo estivo, allargando ancora di più il numero di agenti coinvolti e le città interessate.

Forze dell’ordine in mutande: altro che poliziotti stranieri!

Ma veramente le nostre forze dell’ordine, a cui hanno tagliato i fondi, non hanno i soldi per le divise, per mettere benzina alle volanti, etc. hanno bisogno di essere affiancati da colleghi spagnoli, cinesi o di altra nazionalità per fare meglio il loro lavoro? Davvero questa trovata, che sicuramente sarà costata svariate migliaia di euro, tra formazione, viaggi, alloggio, conferenze stampa in pompa magna, etc. serve per rendere più efficiente il lavoro delle forze dell’ordine?

Lo sciopero della fame di Gianni Tonelli

Il segretario del SAP (Sindacato Autonomo di Polizia) Gianni Tonelli da mesi denuncia la situazione drammatica in cui si trovano ad operare le nostre forze dell’ordine, inascoltato, ha persino intrapreso un lungo sciopero della fame, che gli hanno provocato dei malori.

Come avevamo scritto nell’articolo di un anno fa, questi progetti di “pattuglie miste” tra le forze dell’ordine di vari paesi, servono solo ad abituare i cittadini a vedere nelle proprie città poliziotti stranieri, in attesa dell’entrata in scena di EurogendFor, sempre più vicina.

A seguito degli attentati terroristici in Francia e Belgio, numerosi politici di tutta Europa hanno gridato alla “necessità di un corpo di polizia europeo“, come soluzione di tutti i mali. Come se un corpo internazionale potesse affrontare meglio il terrorismo. In realtà, sarebbe sufficiente una banca dati interforze sul terrorismo, per condividere i dati relativi alle schedature dei sospetti e le indagini svolte dalle varie polizie. Il terrorismo è solo la scusa per sdoganare la polizia internazionale, altra pietra miliare verso una vera e propria unificazione dell’Europa, con Bruxelles che acquisisce sempre maggiori poteri.

Presto potremo ritrovarci controllati da un corpo di polizia europeo, fedele alla bandiera blu con le stelline, e non al tricolore. Che prende ordini da Bruxelles, e non da Roma. Perderemo anche i rimasugli di sovranità rimasti.

Se vi rassicura e vi fa sentire meglio, credete pure che “lo fanno per noi” e per la nostra sicurezza… pensate pure che le nostre forze dell’ordine per operare meglio abbiano bisogno dell’aiuto dei poliziotti stranieri…. dopotutto i politici, italiani ed europei, hanno dimostrato di essere sempre molto sensibili e attenti alle nostre esigenze, non è vero?

veritanwo

 

Vedi: Poliziotti cinesi presteranno servizio in Italia: indosseranno le loro uniformi