Omicidio Varani e cocaina: le riflessioni di un ex consumatore che si è “liberato” grazie al SERT

L’omicidio del povero Luca Varani ha shoccato l’Italia, sia per le atrocità che questo ragazzo ha subito dai suoi aguzzini, che lo hanno torturato e freddato con un colpo al cuore, dopo ore di sevizie, sia per la totale assenza di motivazioni, se non “la voglia di capire cosa si prova”. Una storia che mette i brividi.

“Ovviamente” su una vicenda così, i mass media non potevano che imbastire un bel banchetto, per fare una scorpacciata di “share”. I verbali degli interrogatori sono finiti immediatamente sulla stampa, e molti giornalisti ci hanno “ricamato” non poco, infarcendo i loro articoli anche di imprecisioni e – cosa peggiore – illazioni, tanto da scatenare persino la rabbia della fidanzata della vittima, che si è sfogata su Facebook, dopo che ha visto scrivere di tutto dai giornali.

I salotti televisivi hanno dato voce a commentatori di tutti i tipi: dai soliti “tuttologi” a psicologi, criminologi, e altre figure professionali, che hanno espresso il loro punto di vista. Il programma “Porta a Porta” di Bruno Vespa ha persino invitato il padre di uno dei carnefici.

I difensori degli imputati, come prevedibile, hanno subito richiesto di sottoporre i propri assistiti a perizia psichiatrica. Probabilmente l’infermità mentale in un caso come questo, costituisce l’unica possibile “scappatoia” per gli assassini. Ma l’assunzione di cocaina, può davvero spingere un individuo a tali livelli di follia?

Anziché chiederlo a qualche esperto, ho affrontato la questione con un mio conoscente che in passato ha fatto largo uso di questa sostanza, al punto di avere problemi lavorativi e sociali, e riuscire ad uscirne solo con l’aiuto del SERT e dopo alcuni anni di terapia.

L’uso della cocaina è ormai tristemente molto diffuso. E’ la droga più consumata in Italia dopo la cannabis. In molti affermano di aver “provato la sostanza almeno una volta” e una piccola parte di questi ne diventa dipendente. Ma andando a memoria, una vicenda torbida e allucinante come l’omicidio di Luca Varani, non era mai accaduto.

L’uso della cocaina può aver indotto quei ragazzi a spingersi a tali livelli di follia?

Secondo me, si. Perché stando a quello che ho letto, ne hanno consumata in grandissima quantità, pare una cosa compresa tra i 20 ed i 30 grammi di sostanza, nell’arco di 48 ore e senza dormire. Una quantità di droga di quella portata, 10-15 grammi a persona, per numerosi consumatori è quanto riescono a consumare in un mese. Una persona che sniffa cocaina saltuarialmente e non ha sviluppato abitudine alla sostanza, con un grammo riesce a sballarsi per una notte intera, consumando tale quantità in 8-12 righe. Un individuo che invece ha tolleranza arriva a 2,3 grammi, ma difficilmente di più. Io non ho mai conosciuto nessuno capace di arrivare a tali dosi e ti assicuro che di persone che pippano, ne conosco. 

Io ho provato la cocaina che avevo 28 anni, tardi rispetto a molti. La introdussero nella mia vita delle nuove frequentazioni. All’inizio avevo paura di sniffare, di sentirmi male, ma poi prendi “confidenza” con la sostanza. Sono stato molti anni ad utilizzarla saltuarialmente, poi ho avuto un periodo difficile ed è li che ci sono caduto dentro per un periodo breve. Non avendo grandi risorse finanziarie dovevo comunque limitarmi, ma spendevo tutto quello che avevo per quello, e dopo i risparmi, arrivai al punto di mettere in vendita come usato degli oggetti che a quei tempi mi sembravano superflui, nel senso che ho preferito svenderli per racimolare carta moneta da portare agli spacciatori. Per fortuna dopo pochi mesi mi sono ripreso, e ho smesso bruscamente, da quel momento non l’ho più toccata perché stavo toccando il fondo. Ero molto nervoso, ho avuto problemi sul lavoro perché pippare porta a sballare i ritmi del sonno e della veglia. Non riesci a dormire, poi ci riesci e non riesci a svegliarti. Ti porta ad essere molto nervoso e accenderti come un fiammifero anche per piccole cose quotidiane. Ti porta a litigare con le persone che hai intorno e perdere relazioni con le persone, vieni allontanato. Io ho avuto la fortuna di capire e rivolgermi ad un sert che mi ha offerto sostegno psicologico. Con il loro aiuto non ho sofferto a smettere, anche perché l’abuso più pesante, lo ho protratto per pochi mesi, non per anni. Prima di quel periodo era una cosa saltuaria spesso del weekend ma non tutti i weekend. Sono rimasto al sert 2 anni con colloqui settimanali e devo dire che mi ha aiutato molto, a dispetto di ciò che si dice delle strutture pubbliche. Certo il tossico che non vuole smettere non lo convince nessuno a smettere. Smette chi vuole liberarsi di una schiavitù e di avere paranoie ogni volta che vede una macchina della polizia. Smette chi capisce di rovinarsi e vuole smettere. C’è chi lo capisce prima e chi per capirlo deve toccare proprio il fondo. Tra chi non ha la famiglia facoltosa, per mantenere il vizio, molti si mettono a spacciare a loro volta e così finiscono nel girone della giustizia, del carcere, dell’esclusione sociale e della emarginazione. Oggi dopo che sono pulito da anni, vedo le cose con una prospettiva diversa, ma se guardo indietro mi rendo conto che una persona inizia, decide di provare, poi gli piace, ma vede che riesce a mantenere distacco dalla sostanza, pensa di poterla gestire e in effetti la gestisci per un po’, anche per anni. Ma spesso ti sfugge di mano in modo più o meno grave per te e la tua vita. Poi dipende molto anche dallo stato sociale, un ragazzo che ha disponibilità economica elevata è più soggetto a demolirsi. Chissà cosa avrei fatto io se a quei tempi avessi avuto molti più soldi. Una cosa come quella di Luca Varani non si era mai vista, e se la cocaina portasse a uccidere sarebbe una carneficina quotidiana nel mondo. Personalmente però ho provato sulla mia pelle l’essere molto più nervoso, scontroso, irritabile, e con dosi di 1 grammo al giorno, 3-4-5 volte alla settimana. Dopo aver speso i pochi risparmi che avevo e venduto oggetti usati, ho smesso e mi sono sottratto alla dipendenza. Ma ho visto persone perdere abbastanza la testa, e sempre a dosaggi molto più bassi dei due assassini di Luca. Persone mediamente tranquille in condizioni normali, che diventano più aggressive e pronte a scatti d’ira per futili motivi.

Conosco il caso di un ragazzo, di una famiglia benestante, con il vizio della coca, che ne consumava anche diversi grammi in una serata, e che dopo mesi di stravizi, è arrivato a dare in escandescenze con i propri parenti, mettendo in scena un furibondo litigio per strada, arrivando alle mani, e facendo inevitabilmente mormorare l’intero quartiere. In un contesto di quartiere, chiunque eviterebbe di dare spettacolo ed essere chiacchierato da tutti per queste vicende, pertanto se è arrivato a tanto, significa che probabilmente aveva perduto, almeno parzialmente, il lume della ragione. Niente di lontanamente paragonabile al caso di Roma, ma mi domando se a quel dosaggio incredibile, con una endurance di 48 ore, si possa arrivare alla follia. 

Non sono un medico, ne una persona con una esperienza vasta dell’ambito, ne ho avuto problemi di una certa gravità, ma secondo la mia esperienza, massicce dosi di quella sostanza possono portare al delirio, alla follia. Anche perché un caso del genere non si spiega altrimenti. Questo ovviamente non significa che i due assassini vadano “giustificati”, ne intendo ridurre il peso delle loro responsabilità. Però personalmente credo che la cocaina, a quei dosaggi surreali, abbia svolto un ruolo assolutamente determinante. La cocaina viene usata comunemente anche dai sicari di camorra, perché evidentemente gli facilita il compito. Certo i sicari non c’entrano nulla con il delirio degli aguzzini di Luca, ma un certo filo logico secondo me c’è.

Molte persone credono che la cocaina non faccia male, o che ne faccia poco. Sono molto diffusi luoghi comuni su vari VIP “che pippano quantità industriali” o che “si sono rifatti il naso d’oro, ma che non hanno avuto altri problemi di salute” e altre cavolate. La cocaina viene percepita come “la droga dei ricchi”, avere “la busta” in tasca, nelle serate di movida fa tendenza, ti senti fighetto. C’è una estrema sottovalutazione dei rischi, poiché c’è poca informazione e molti luoghi comuni. Non c’è prevenzione, non ci sono politiche di riduzione del danno degne di questo nome. Non c’è niente. Solo “repressione”, quando una persona ha la sfiga di essere beccato. Si, perché a meno che uno non si metta a spacciare, se sei incensurato e non dai nell’occhio, nessuno viene a cercarti la cocaina. La cocaina produce un danno cardiocircolatorio immenso, a livello di danni e tossicità è peggiore dell’eroina, droga che da estrema dipendenza, ed espone al rischio dell’overdose, ma a livello di tossicità, è meno letale della cocaina a dispetto di quanto comunemente creduto.

 Veritanwo