Italia – Molotov e incendi contro la comunità islamica, ma i media TACCIONO!

Rozzano (Milano), 15 marzo 2016 – Una bomba molotov è stata scagliata contro un centro islamico. Un vero e proprio atto intimidatorio, anche se quando è stata lanciata la bottiglia incendiaria nello stabile non era presente nessuno, poiché in via di ristrutturazione. La notizia è rimasta praticamente confinata alle cronache locali. Vedi l’articolo de ilgiorno.it

La nascita di questo luogo di aggregazione per islamici era stato al centro di polemiche e proteste da parte dei residenti, poiché era stata diffusa la notizia che si trattasse di una Moschea.

Mirandola (Modena) 18 Marzo 2016 – Nella notte ignoti hanno dato fuoco ad una macelleria gestita da musulmani, scrivendo con una bomboletta di vernice spray “andate via” sull’asfalto davanti al negozio, accompagnando l’atto da una svastica. Ed in effetti questo blitz razziale, ricorda quelli che subivano gli ebrei quando iniziò la persecuzione nazista.

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Anche questo episodio è rimasto confinato alle cronache locali. Vedi l’articolo della Gazzetta di Modena.

Immaginate se anziché un centro culturale, la molotov fosse stata scagliata contro  una sinagoga, o una chiesa, da parte di un islamico. I media avrebbero dato grande risalto alla notizia, il gesto sarebbe stato considerato un atto terroristico. Ci sarebbe stata una caccia all’uomo per dare un nome all’autore dei fatti.

Da notare che questi episodi sono avvenuti prima degli attentati di Bruxelles, e non come “reazione” agli stessi. Il clima era già molto teso, e lo sarà di più dopo questi ultimi episodi. Negli ultimi anni e negli ultimi mesi, il massiccio arrivo di migranti, i terribili video divulgati dall’ISIS, e gli attentati di Parigi e adesso Bruxelles, hanno spinto su posizioni xenofobe e intolleranti moltissime persone, in Italia come altrove in Europa. Nei confronti degli islamici c’è un clima di crescente diffidenza, come se tutti i musulmani fossero in qualche modo responsabili per la follia dei terroristi.

Questo ovviamente avviene grazie ai media, che sostengono determinate posizioni o danno grande visibilità a chi sostiene posizioni anti-islamiche, a chi criminalizza il mondo islamico indiscriminatamente.

download (1)La prima pagina di Libero dopo i fatti di Parigi, e quella de Il Giornale dopo Bruxelles.

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Guardate come i media parlano della zona di Molenbeek, il quartiere con la più alta densità islamica di Bruxelles. Ci vivono decine di migliaia di persone, in larghissima misura gente che lavora e conduce una vita normale. Che non hanno niente a che vedere con i radicalismi ed il terrorismo. Ma in questa zona, ci vivono diversi individui che si sono “radicalizzati”, e ci vivevano pure alcuni foreign fighters e gli attentatori di Parigi. Questo è sufficiente per guardare con sospetto un intero quartiere. Come se tutti gli abitanti del quartiere Eur Magliana fossero stati guardati con sospetto perché operava li la banda della magliana. Ovviamente i soggetti estremisti devono essere controllati, è giusto che le autorità indaghino, ma senza arrivare alla persecuzione e alla repressione indiscriminata.

Salah Abdeslam, arrestato in relazione agli attentati di Parigi dopo 4 mesi di latitanza, si trovava nel quartiere Molenbeek, in un appartamento. Questo è bastato per accusare il quartiere “di avergli dato ospitalità, di aver agevolato la latitanza“. Come se tutto il quartiere avesso dovuto sapere che il ricercato si fosse rifugiato in un appartamento di quel quartiere. Questo rende l’idea di come ci sia la volontà di criminalizzare.

Si sta andando verso lo scontro di religioni e di civiltà.  E questo non produrrà certo la fine del terrorismo. Al contrario, lo alimenterà sempre di più. Trattare come terroristi persone innocenti, discriminare e perseguitare il mondo islamico, non farà che crescere l’odio di alcuni verso l’occidente, e aumentare il numero di coloro che si radicalizzano.

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