Lo scrittore De Angelis: “Gesù Cristo, ovvero Gesù Osiride”

A cura di Alessandro De Angelis scrittore ricercatore storico delle religioni

Osiride era chiamato un-nefer, come possiamo riscontrare dal libro egizio dei morti (The Egyptian Book of the Dead 1240 BC THE PAPYRUS OF ANI Translated by E.A. Wallis Budge

12804510_10207002039943569_1151602050_nBook 1): HYMN TO OSIRIS UN-NEFER
A Hymn of Praise to Osiris Un-Nefer, the great god who dwelleth in Abtu, the king of eternity, the lord of everlastingness, who traverseth millions of years in his existence.
La parola unnefer (“sempre fiorente” nei misteri egiziani) in greco, come ad esempio fa Plutarco, viene tradotto con “Chrestòs”, Osiride era Chrestos, mentre Iside era Chres. Attraverso l’ellenismo infatti  il termine passò a designare l’adepto realizzato anche di altri misteri (egizi, caldei ecc.). Giustino Martire, nella sua prima Apologia, chiama i suoi correligionari Chréstiani. “È solo attraverso l’ignoranza che gli uomini si chiamano cristiani invece di Chréstiani”, dice Lattanzio (lib. IV, 7)
In diversi casi nei tempi antichi Gesù Cristo è anche chiamato “Gesù il Chrest” o “Gesù Buon”, questi due epiteti – “Christos” e “Chrestos” – sono molto simili tra loro e spesso è stato confuso da primi padri della Chiesa. In Boeckh Corp. Iscr. (2: 245, n. 2300) appare un’iscrizione trovata sull’isola greca di Delos che legge ΙΣΙΔΙ ΧΡΗΣΤΗ o “Isis Chreste”:
Gesù Chrestos voleva quindi dire Gesù-Osiride.
Nella Yeshu Toledoth, scritta dagli ebrei nel IV secolo, sia Gesù che suo padre Giuseppe avevano accompagnato accanto al loro nome l’epiteto di Panthera, ovvero Pan (figlio) Neter (faraone) Ra (dio sole egizio). Questo epiteto ci fa capire che per gli ebrei erano figli del faraone sole, una metafora? No! Giuseppe nella genealogia dell’evangelista Luca risulta essere figlio di Eli, ovvero sole, e Alessandro Heli era appunto il Faraone “Alessandro il Sole” figlio della regina Cleopatra d’Egitto, che abbiamo dato prova essere la madre della “Maria Vergine”, e di Marco Antonio, nonno di Giuseppe e bisnonno di Gesù.
Quando la sacra famiglia fuggì in Egitto, cercata da Erode il Grande, si rifugiarono a Menfi dal faraone, come ci narra il vangelo arabo dell’infanzia di Gesù scritto da Caifa, e l’unico faraone rimasto in vita era appunto Alessandro Heli. Celso e i vangeli ci narrano di un Gesù che trascorse la sua giovinezza in Egitto, dove apprese i culti misterici isiaci ed osiriaci, per questo motivo hanno letteralmente censurato i primi trenta anni della vita di Gesù. Si doveva nascondere che Gesù Chrestos era un sacerdote del culto di Osiride.
Nella profezia della Sibilla di Erythrea si legge esplicitamente:

“Iesous CHREISTOS Theou HUIOS Stauros Soter”

Per il profano, questa serie di nomi sono senza senso, ma contengono una profezia vera, riferendosi non solo a Gesù. Inoltre è un versetto del Catechismo Mistico dell’iniziato. Questa profezia si riferisce alla venuta sulla Terra dello Spirito della Verità (Christos), dopo di che ci sarà l’avvento dell’Età dell’Oro. Il versetto si riferisce alla necessità di giungere ad una Condizione Benedetta di purificazione interiore ottenuta attraverso la Teopneustia, cioè la rivelazione spirata da un dio o un essere divino, e la teofania, per passare attraverso la crocifissione della carne o della materia. Leggendo le parole, e cambiandone la posizione, esse diventano:

“Iesous Chreistos theou yios Soter stauros”

Ovvero “Iesus, Christos, Dio, Figlio, Salvatore, Croce” una profezia pagana, non cristiana, che si riferisce ad una condizione ascetica.
Una profezia che diventò Gesù il salvatore, figlio Osiride che fu crocifisso.

Tratto dal libro in prossima uscita Cristo il Romano

Alessandro De Angelis scrittore ricercatore storico delle religioni

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