Le choccanti torture a Regeni: ma qualcosa non torna

Pretendiamo verità per Giulio Regeni... non dimentichiamolo

Pretendiamo verità per Giulio Regeni… non dimentichiamolo

A distanza di sette mesi dal ritrovamento del cadavere di Giulio Regeni emergono i dettagli delle torture subite da questo povero ragazzo. I medici legali hanno appurato che è stato torturato a lungo, per giorni, si presume dal modus operandi da dei professionisti.

Per i dettagli evito di ripetere quanto già noto e vi rimando al seguente articolo, proseguendo la mia disamina sulla vicenda.

Caso Regeni: indagini ancora in alto mare

A sette mesi dal ritrovamento del corpo di Giulio, la verità sembra ancora lontana: lontanissima. Gli appelli si sono scontrati con la difficoltà di effettuare indagini in Egitto, specialmente quando le autorità del paese in questione non sembrano supportare l’inchiesta come dovrebbero. Non sembra che abbiano molta voglia di fare emergere la verità, se c’è chi aveva ipotizzato addirittura che Regeni fosse vittima di un incidente. Se leggete gli esiti dell’autopsia, capite bene che è impensabile che si possa arrivare ad ipotizzare ciò, di fronte ad un cadavere che si presenta in quella terribile maniera.

La scarsa collaborazione dell’Egitto è qualcosa di “strano”. Perché non collaborano? Vogliono “coprire” qualcosa o qualcuno?

Ci sembrano interrogativi che è lecito porsi. Altri interrogativi riguardano il modus operandi deti torturatori. Regeni è stato torturato in modo disumano, ed è difficile stabilire perché questa gente si sia comportata in questo modo. A detta degli esperti si tratta di modus operandi di “professionisti” e non di criminali comuni.

Generalmente quando i professionisti arrivano a torturare a quel livello una persona non lo fanno per il piacere di farlo, come le menti malate dei serial killer, bensì lo fanno per uno scopo: estorcere informazioni, per esempio.

E qui la rosa degli interrogativi diviene ampia.

Perché hanno torturato in quel modo Giulio? Cosa poteva sapere o cosa queste persone ritenevano che potesse sapere?

La situazione appare effettivamente “strana”, ed in rete sono state avanzate le più disparate teorie. C’è chi ipotizza che Regeni potesse essere un collaboratore dei servizi segreti, addirittura di quelli inglesi, adducendo come “prova” il fatto che Giulio studiava a Cambridge, considerato “una palestra” dei servizi segreti di sua Maestà. Ma in concreto non c’è nessun elemento che possa provare o far sospettare concretamente dei legami tra Regeni ed i servizi occidentali. Si tratta di ipotesi e supposizioni.

Chi suppone che Regeni fosse collegato ai servizi segreti ipotizza che sia stato torturato per farlo parlare, rivelando i dettagli della sua missione e tutte le informazioni ritenute utili, e poi ucciso per dare un “segnale” ai servizi segreti che lo avevano infiltrato: facendo ritrovare l’uomo torturato e ucciso, come un macabro avviso di non interferire. Anche queste sono solo ipotesi e supposizioni, non suffragate da nessun elemento concreto.

Un’altra ipotesi altrettanto verosimile è che Giulio abbia scoperto qualcosa che non doveva scoprire, in un paese dove la situazione politicamente è rovente, e dove ci sono molte tensioni. Regeni era venuto a conoscenza di qualcosa che poteva compromettere qualcuno? Ma in questo caso non si spiegherebbe la feroce tortura a cui è stato sottoposto: avrebbero potuto eliminarlo facendo ricadere la colpa ad un rapinatore, per esempio.

Quello che è sicuro, è che però c’è qualcosa che non torna. e questo ci lascia presumere che difficilmente emergerà facilmente la verità. Magari la sapremo dopo molti anni, come è accaduto più volte in casi simili.

In ogni caso ciò che è sicuro è che un giovane connazionale ha vissuto le pene dell’inferno e poi è stato macabramente ucciso, ed è giusto invocare e sostenere le richieste della sua famiglia di VERITA’ più forte possibile. Non permettiamo che i riflettori sulla vicenda si spengano… #VeritàPerRegeni

Veritanwo

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