Israele censura Facebook (e le violenze nei territori)

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Mentre in Italia ed in occidente con la scusa di contrastare le bufale si vuole imbavagliare tutte le voci fuori dal coro, in Israele il problema del governo non è quello dell’opposizione politica, o dei cittadini indignati che denunciano sprechi, ruberie e altro: ma quello delle immagini provenienti dai territori occupati.
 
Con la scusa di eliminare i “contenuti violenti” il premier israeliano intende eliminare in modo evidente le immagini ed i video provenienti dai territori occupati, immagini che spesso mostrano civili palestinesi feriti tra cui bambini. La legge è stata definita “legge Facebook” per l’importanza che ormai riveste il social network blu, ma ovviamente vale anche per gli altri strumenti offerti dal web.
 
La magistratura israeliana avrà facoltà di intervenire per fare rimuovere tutti i contenuti che “istigano alla violenza”… e ovviamente pubblicare le foto di una casa distrutta, le foto di bambini morti o altri contenuti simili viene considerato tale. Si tratta di CENSURA bella e buona.

Il potere teme la libera informazione

I social network hanno consentito fino ad oggi a migliaia di cittadini di fare rete, dando visibilità anche a quei piccoli blog (come questo) che fino a qualche anno fa sarebbero stati raggiunti solo da quei “volenterosi” che si mettono a scavare nei meandri della rete. E questo per il potere è un grosso problema. Che vogliono risolvere, a colpi di censura.

Video delle violenze sui territori addio

Con l’entrata in vigore della legge, lo stato israeliano impedirà la divulgazione di contenuti come quello che vi proponiamo di seguito, e che spesso sui social divengono virali. Video che mostrano le violenze commesse dai soldati israeliani sulla popolazione palestinese e che potrebbero “istigare alla violenza”. In pratica vogliono censurare la loro violenza poiché mostrarla potrebbe istigare violenza (?) si tratta di censura a tutti gli effetti, mal mascherata.