Il forcaiolismo e la voglia di dittatura cresce tra gli italiani

"Se non state attenti, vi faranno odiare gli oppressi e amare gli oppressori"... si invoca pene dure per gli spacciatori, mentre i criminali veri dominano il mondo

Da una parte la crisi economica, che ormai attanaglia milioni di famiglie italiane: milioni di posti di lavoro perduti tra aziende che hanno fallito, negozianti che hanno abbassato per sempre le saracinesche, grandi aziende che hanno licenziato i dipendenti per delocalizzare nel sud del mondo.

Dall’altra l’aumento della criminalità e del degrado, anche conseguente la situazione di crisi, aggravata dalla cosiddetta “emergenza migranti”, anche se non è propriamente un’emergenza, visto che questo termine si riferisce ad eventi eccezionali, imprevisti: mentre l’ondata di migranti era prevista e prevedibile, quando gli occidentali hanno dichiarato o alimentato conflitti in medio oriente, dalla guerra in Iraq al fomentare le primavere arabe, all’eliminazione di Gheddafi.

Milioni di italiani hanno assistito, impotenti, al declino delle proprie città, diventate più insicure, la Capitale versa in condizioni di degrado inaccettabili, nella città di Prato decine e decine di spacciatori hanno invaso il centro storico, e anziché dare risposte ai cittadini, i governi che si sono susseguiti negli ultimi lustri hanno tagliato i fondi alle forze dell’ordine, sottodimensionate come uomini e mezzi, senza contare i moltissimi agenti impiegati per servizi di scorta spesso discutibili.

Il principale fautore dei tagli alle forze dell’ordine, per la cronaca, è stato Tremonti, i governi di Berlusconi, sostenuti dai leghisti, che hanno avuto anche 4 ministri (Bossi, Calderoli, Maroni, Zaia) hanno più volte falcidiato il settore sicurezza, senza fare nulla per risolvere le situazioni che da sempre denunciano quando sono all’opposizione, come avviene adesso, con un numero incredibile di italiani che nonostante tutto, continuano a dare credibilità a questo partito, dopo gli scandali del “cerchio magico”, il trota, belsito, diamanti, yacht etc.etc.

Anziché dare risposte concrete ai cittadini che chiedono più sicurezza, la politica cavalca il disagio per ottenere consensi elettorali. Hanno lasciato che la situazione degenerasse senza far niente, e poi traggono benefici elettorali dal malcontento che si è venuto a creare.

I cittadini invece reagiscono invocando leggi più dure e liberticide, c’è chi vorrebbe dare il porto d’armi a tutti, come negli States, ed il consenso elettorale viene orientato verso chi fa la voce grossa, a molte persone viene voglia di dittatura, e aumentano anche i “nostalgici” del ventennio.

Alcuni giorni fa, abbiamo rilanciato un video, girato nel Donetsk (il territorio ucraino russofono contesto tra Ucraina e Russia) dove si vede un miliziano che frusta un povero cristo legato e immobilizzato ad un palo. Si tratta di un non meglio precisato “spacciatore di droga”, ma guardandolo in faccia, nel primo piano ad inizio del video, si capisce subito che si tratta di un tossicodipendente, uno che probabilmente, vende droga per alimentare la sua tossicodipendenza. Nel video viene frustato selvaggiamente, prima con una frusta in cuoio, ed in seguito con un cavo elettrico di metallo intrecciato, che provoca gravi lacerazioni nella schiena del malcapitato.

Immagini davvero brutte, ma sui social network, numerosi commentatori anziché condannare il gesto, hanno approvato questi metodi, auspicandoli anche in Italia.

Hanno fatto bene, mica come da noi”  – “che non ha fatto bene andatelo a dire alle famiglie di chi muore per la droga”  –  “Bene!”  – addirittura “troppo poco” – “è questo il trattamento che merita chi spaccia morte” etc. etc. Vedi anche i commenti a fine articolo.

La Russia, tra le altre cose, è una delle principali rotte dell’eroina che dall’Afghanistan inonda il mercato europeo. La Federazione russa confina con l’Afghanistan, e una volta varcato il confine russo, per arrivare in Europa, è sufficiente attraversare solamente un’altra frontiera, mentre le altre rotte, attraversando più nazioni, sono più rischiose, necessitano di un’opera di corruzione più vasta e difficilmente praticabile.

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La Russia di Putin, che qualcuno vorrebbe come “modello”, è una delle nazioni più corrotte al mondo, come si evince da tutte le relazioni sulla materia.  E’ vero che negli ultimi tempi, in merito alle guerre in Siria e Ucraina, alla lotta al terrorismo, e altre questioni internazionali, Putin ha assunto posizioni più condivisibili di quelle occidentali. E’ altrettanto vero che la Russia, dallo scioglimento dell’ex URSS in poi, ha riposto la vena imperialista, e non fomenta rivolte o golpe per coltivare i propri interessi. Ma questo non è certo sufficiente per fare della Russia un modello da seguire in toto. Visto che il “putinismo” va di moda, è bene ricordarlo. Così come vale la pena chiedersi a fondo se Putin sia veramente contrapposto al progetto di governo unico mondiale portato avanti dall’elite: il famoso “nuovo ordine mondiale”.

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La corruzione in Russia. Slide da Il Fatto Quotidiano.  Vedi anche la scheda sulla corruzione di Wikipedia.

 

 

La potente mafia russa ed i narcotrafficanti si arricchiscono, facendo transitare indisturbati grandi quantitativi d’eroina, evitando i controlli con la corruzione. 

Sarebbe interessante capire la provenienza dei capitali che hanno consentito grandi investimenti ad alcune persone che dopo la caduta dell’Unione sovietica sono diventati mega-miliardari, gente che vive nel lusso, in ville dotate di servitù, collezioni di auto sportive, yacht milionari, etc. Dopo la caduta dell’URSS, le aziende controllate dallo stato furono privatizzate, e ci furono molte persone che riuscirono a fare affari d’oro, comprando per cifre irrisorie aziende che realizzano grandi guadagni, oppure mettendo le mani sulle risorse naturali. In quel periodo, i mafiosi russi, che disponevano di grande liquidità, hanno fatto affari d’oro, investendo anche soldi di provenienza oscura. Persone che sono molto rispettate dalla società, e che hanno le mani in pasta anche negli ambienti politici. Tra questi, c’è chi ha fatto fortuna anche con il traffico di droga, ma anziché essere frustati, vivono nel lusso.  A venire frustato, come del resto ha osservato su Facebook un arguto commentatore, sono coloro che non possono permettersi di corrompere.

Del resto, a livello globale il traffico di droga è un business incredibile, visto che coltivare papavero da oppio, o la pianta della Coca, costa quanto coltivare camomilla o the, ma viene rivenduta a prezzi incredibilmente alti. L’eroina nel mercato italiano attualmente costa dai 15 ai 30 euro al grammo, con un margine di purezza del 2-5%; ciò significa che per ogni grammo di sostanza pura, ne vengono ricavati 20-50 grammi da spacciare in strada. La cocaina invece viene venduta dai 70 ai 100 euro al grammo, con un grado di purezza che oscilla dal 10 al 20%: per ogni grammo di sostanza pura, ne vengono ricavati 5-10 da spacciare al consumatore.

Un giro d’affari che a livello mondiale vale svariate centinaia di miliardi di euro all’anno, alla base del quale ci sono pochi potentissimi cartelli. Le piantagioni della pianta della Coca, in Colombia, così come quelle dell’oppio in Afghanistan, o della canapa in Marocco, sono estese per migliaia e migliaia di ettari e visibili da satellite. Se volessero veramente estirparle, basterebbero pochi giorni di fumigazioni aeree. Se è impossibile fermare il piccolo spaccio, poiché è un fenomeno molto esteso che coinvolge moltissime persone, distruggere la produzione e quindi tagliare i rifornimenti agli “spacciatori al dettaglio” sarebbe FACILE. FA-CI-LE! Se non viene fatto, domandatevi il perché.

In un contesto così, auspicare certe punizioni verso gli spacciatori è sintomo di estrema ignoranza. Certo, i venditori di droga devono essere puniti, sia ben chiaro. Ma con condanne stabilite in regolari processi.

Attualmente lo spaccio nelle piazze, quello “al dettaglio”, è gestito prevalentemente da due tipi di persone:

  1. Tossicodipendenti che spacciano per alimentare la loro tossicodipendenza, e dallo spaccio ricavano la dose giornaliera gratuitamente. Droghe come eroina e cocaina provocano una forte dipendenza fisica e psicologica, ed i drogati, man mano che si aggrava lo stato di tossicodipendenza, hanno bisogno di un quantitativo di droga sempre maggiore, anche a causa della “tolleranza”. Ovviamente non possono far fronte alla spesa necessaria per drogarsi, e molti iniziano a spacciarla, oppure iniziano a commettere furti e in alcuni casi, prostituirsi. Lo stato dovrebbe innanzitutto aiutare queste persone, che invece vengono relegati allo status di “criminali”, e si ritrovano emarginati. Altrove in Europa, hanno introdotto le cosiddette “politiche di riduzione del danno”, in Italia nemmeno a parlarne. Stesso discorso per le politiche di prevenzione. In Italia c’è solo la repressione. Eppure in molti casi si tratta di ragazzini, che potrebbero essere recuperati.
  2. Gli immigrati clandestini, spesso magrebini o centrafricani, che vengono reclutati dai connazionali come “carne da cannone” per lo spaccio nelle piazze. Sono quelli che hanno invaso la città di Prato, mostrati dalle Iene. Persone che dallo spaccio solitamente non traggono ingenti guadagni, ma i soldi necessari per vivere. Nel servizio delle Iene sopracitato si vedono degli spacciatori stazionare in strada per vendere “palline d’eroina” da 10€ ai tossicodipendenti. Di quella somma, allo spacciatore di piazza resteranno 2-3€, mentre il resto dei soldi va alle organizzazioni, che sguinzagliano e riforniscono di droga decine, centinaia di spacciatori di strada, persone che sanno bene che nel giro di qualche settimana, o mese nel migliore dei casi, si ritroveranno ad avere a che fare con le forze dell’ordine, e che finiranno in carcere, almeno per qualche giorno. Ma non hanno alternative. Anche se vengono arrestati, c’è un ricambio continuo di nuovi disperati disposti a spacciare nelle piazze. Andando a spulciare il quotidiano locale più diffuso a Prato, Il Tirreno, scorrendo a ritroso nel tempo gli articoli sul tema della droga, si evince che le forze dell’ordine hanno effettuato numerose operazioni e arresti, nel corso del 2015, ma come dimostra il servizio delle Iene, nella città sono numerosi gli spacciatori. Il ricambio è costante, fino a quando entreranno persone che non hanno alcuna prospettiva lavorativa, ci saranno sempre persone disposte a rischiare il carcere per sbarcare il lunario.

La situazione è molto complessa, e non si risolve certo iniziando a frustare i tossicodipendenti o il clandestino che vende droga nelle piazze.

Guarda il video: Ecco come trattiamo gli spacciatori in Russia