Ibuprofene e rischio infarti e ictus: ora è “ufficiale”, ne parla anche Repubblica!

Segnalo questo breve ma significativo video proposto da RepTV (Repubblica) pochi giorni fa, circa la notizia, giunta dagli Stati Uniti, che confermerebbe il fatto che il principio attivo Ibuprofene, largamente usato in tutto il mondo (ed in particolare in Usa) per lenire i sintomi del mal di testa, mal di denti, dolori mestruali etc. aumenta il rischio di infarti e ictus.

Da notare che Repubblica è stata una delle poche testate giornalistiche main stream a riportare la notizia, che riguarda milioni di italiani che, al bisogno, assumono il farmaco, un principio attivo largamente pubblicizzato anche in TV.

Quando i blog e le pagine di contro-informazione pubblicano articoli circa i risultati di ricerche che avvisano sui rischi e/o sui danni provocati da certe specialità medicinali, c’è sempre chi grida alla bufala: eppure troppo spesso queste notizie, pur censurate dai media, si rivelano più che fondate.

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Nagscreen tratta da Repubblica

Come si evince dalla descrizione che accompagna il video (immagine sopra) era dal 2001 che erano stati avanzati dubbi circa il fatto che Ibuprofene aumentasse il rischio di infarti e ictus: ma come potete osservare la notizia emerge solo oggi, a distanza di 14 anni!

Il fatto che aumenti il rischio di ictus e infarti, ovviamente, non significa che chi assume il principio attivo abbia alte probabilità di morire: bensì significa che aumenta questa possibilità, magari in soggetti predisposti o che non godono di ottima salute. Chissà quante persone sono decedute, ma la loro morte non è stata collegata alle medicine. Se uno muore d’infarto, chi ci pensa a verificare se nelle ore precedenti aveva assunto un farmaco disponibile senza prescrizione medica?

Sono tanti i farmaci che sono sotto accusa per effetti dannosi o per il rischio che provochino malattie mortali: ma troppo spesso nessuno va a fondo nella questione, e per ogni medico pronto ad accusare un farmaco (inimicandosi le big pharma) ce ne sono 10 che per vari motivi non lo farebbero. E troppo spesso, viene riconosciuta la pericolosità del farmaco quando il brevetto è scaduto, diventa disponibile il “generico” a basso costo, e le big pharma preferiscono immettere nel mercato nuovi principi attivi, sui quali guadagnare di più.

Veritanwo

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