Guerra tra poveri: E’ QUELLO CHE VOGLIONO, ECCO LE PROVE!

Sbarca sul web un video dove un tizio afferma che “è giusto occupare le case degli anziani, che dopo essersi ritrovati fuori casa possono andare dalle loro famiglie, o all’ospizio”, e ovviamente suscita un mare di rabbia e commenti al vetriolo…

Notizie come questa ormai fanno parte della quotidianità

C’è sempre più povertà, indigenza, sono entrati e continuano ad arrivare profughi e migranti economici che in questo momento, difficilmente potranno trovare un lavoro e sistemarsi, vengono fatti entrare e poi vengono “parcheggiati” per mesi in strutture di accoglienza, spesso in condizioni precarie, per lunghi mesi, in attesa che la richiesta di asilo sia esaminata. Questo, unito al menefreghismo delle istituzioni, che non sostengono gli indigenti, e all‘impunità generale assicurata a chi delinque, rendendo in certi casi persino appetibile e conveniente commettere crimini, come le occupazioni abusive, sta creando una situazione esplosiva.
guerra tra poveri

Occupare le case? Se sei nullatente, quasi conviene!

La casa ormai è un lusso vero e proprio. Per comprarla non ne parliamo, ci vogliono almeno vent’anni di mutuo e sacrifici, sempre se hai un reddito fisso e la possibilità di contrarre il mutuo. Gli affitti sono altissimi, in zone come Roma, Milano, Firenze, Bologna, Siena e molte altre città, un bilocale in centro costa 1.000€ o più. Uno stipendio. Chi non ha nulla da perdere, consapevole delle blande pene previste per chi occupa la casa altrui, e che l’occupazione potrà andare avanti per anni, prima di essere sfrattato, risolvendo in questo modo, gratuitamente, il suo “problema casa”, può ritenere conveniente occupare una casa. Ed infatti è quello che avviene! Non solo le case popolari, ma anche quelle private.

Ricordate l’emergenza aggressioni dei cani?

Alcuni anni fa, qualcuno di Voi ricorderà la cosiddetta “emergenza cani”. I telegiornali aprivano parlando ogni giorno di un caso dove un cane ha morso una persona, talvolta anche dei bambini, con conseguenze in certi casi gravi o persino fatali. Se consideriamo che in Italia ci sono 6 milioni di cani, è fisiologico che ciò avvenga. Anzi, se facciamo un paragone con gli umani, gli amici a quattro zampe sono molto più civili e meno dannosi dei loro padroni a due zampe. Sicuramente anche ieri, oggi e domani, in qualche parte della penisola, c’è qualcuno che è stato o sarà morso da un cane. Ma in quei giorni, i media iniziarono a conferire grande risalto a questo tema, intervistando esperti e opinionisti che esaltavano la pericolosità di certe razze canine. Il governo “corse ai ripari” immediatamente, approfittando del clamore mediatico per guadagnare consensi, come da copione, il consoldiato schema “problema-reazione-soluzione”.

Subito una legge contro le aggressioni di cani!

In breve tempo, i cari politici, preoccupatissimi per le sorti della popolazione, sbranata da famelici cani, emanarono un decreto che introduceva l’obbligo, per talune razze ritenute “pericolose”, di indossare la museruola nei luoghi pubblici, l’obbligo del guinzaglio e altre prescrizioni, tra cui un bel regalino agli amici della lobby delle assicurazioni, visto che è stato introdotto l’obbligo, per i possessori di certe razze di cani, di stipulare una polizza assicurativa che coprisse eventuali danni a terzi.

Ricordate l’emergenza ultras?

Andando così, a memoria, ricordate l’emergenza ultras? Dopo gli scontri che fecero seguito ad una partita di calcio – sinceramente non ricordo quale, non seguendo il calcio, ma non è rilevante – il governo, per guadagnare consensi, fece la voce grossa contro gli ultras, e molto rapidamente arrivarò una legge che introdusse prescrizioni e limitazioni, poi consolidate nel tempo, dai “Daspo” alla tessera del tifoso, il biglietto nominale, e molto altro. Ci misero pochi giorni a cambiare le leggi.
Ora io mi e vi chiedo:

Come mai non fanno altrettanto per i reati di allarme sociale?

Eppure quando vogliono, quando gli fa comodo, nel giro di pochi giorni cambiano o introducono nuove leggi. In modo altrettanto celere, forse anche con un semplice emendamento, il governo potrebbe cambiare le regole sulle occupazioni, mettendo le forze dell’ordine nelle condizioni di restituire al legittimo proprietario che si è ritrovato nel mezzo alla strada, la propria abitazione. Per inasprire le condanne per i “topi d’appartamento”, basterebbe davvero poco. Cambiare dei numeri. Oggi chi si introduce nelle case, specialmente se è incensurato, non va nemmeno in prigione, nonostante sia un reato molto grave e odioso, che lascia un trauma profondo in chi lo subisce.

Eppure, intervenire in questa direzione, porterebbe moltissime simpatie a Matteo Renzi! Che è alla perenne ricerca di consensi!

Invece, nonostante la situazione sia sempre più allarmante, il governo non interviene. Così come – è bene ricordarlo – non intervennero Berlusconi ed i leghisti, quando hanno governato, per lunghi anni. Anzi, nessun governo ha tagliato i fondi alle forze dell’ordine tanto quanto il governo Berlusconi, per mano dell’ex ministro Giulio Tremonti. Dopotutto, se avessero risolto i problemi, oggi non sarebbero cresciuti così tanto cavalcandoli.

Mi fermo qui, evitando di ripetere quanto ho già detto nei seguenti articoli:

Appare fin troppo evidente che questa situazione sia tollerata dal governo, a cui evidentemente, va bene così. Una situazione di profondo allarme sociale, che alimenterà tensioni, intolleranza, razzismi, e darà forza ai movimenti più estremisti, che in alcune realtà, si stanno sostituendo allo stato, dando manforte a quei cittadini che vivono sulla loro pelle queste situazioni, e che lo stato abbandona a se stessi. Il fatto che le forze dell’ordine abbiano le mani legate da leggi inadeguate, porterà il ritorno dello squadrismo. Invece la soluzione non sono le “ronde” o le “bande” per difendersi e farsi giustizia da soli. E’ sufficiente mettere le ff.oo. nelle condizioni di poter operare…

Spero di sbagliarmi, e magari domani di ascoltare Renzi che, prendendo atto della situazione drammatica che si sta venendo a creare, annuncia la rapida approvazione di leggi volte a ristabilire la giustizia e la legalità, ma sopratutto, tutelare i cittadini, ad iniziare da quelli più deboli, facendoli sentire protetti dallo stato, e facendo cessare immediatamente la diffusa percezione di impunità che si è venuta a creare in Italia. Se lo farà, acquisterà grandi consensi, anche da parte di quelle persone che si sono rifugiate nella Lega Nord, o in movimentucoli ancora più estremisti, a cui gli altri partiti hanno lasciato il monopolio della sicurezza, visto che gli altri non ne parlano.

Veritanwo

PS: personalmente, sono propenso a credere che vogliano far degenerare ulteriormente la situazione, per poi intervenire, quando la situazione sarà più grave, con leggi liberticide  che nel nome della “sicurezza”, colpiranno tutti i cittadini.

Iscriviti alla pagina Facebook: La verità sul nuovo ordine mondiale

Un pensiero su “Guerra tra poveri: E’ QUELLO CHE VOGLIONO, ECCO LE PROVE!

  1. È molto probabile che stiano pianificando una situazione, per esasperare al massimo la gente, dopodiché sarà molto facile tirare fuori dal cilindro il castigamatti di turno, che riuscirà a incanalare la rabbia della gente (non certo nella direzione giusta, ovviamente) e farla sfociare in chissà che cosa. La storia si ripetetebbe un’altra volta, insomma. Tempo fa vidi un programma alla TV dove si diceva che ogni anno, in Italia, l’economia sommersa (il lavoro nero in primis) fatturava circa 550 mld di euro e la criminalità organizzata circa 200 mld. Tralasciamo le non indifferenti somme legate agli sprechi, alla corruzione eccetera. Basterebbe che solo una piccola parte di questa cifra fosse recuperata per risolvere gran parte dei problemi reali del nostro Paese. Non ci provano neanche. Ricordate 1984 di Orwell? … la guerra è fatta per durare, non per essere vinta, e non oppone uno Stato ad un altro, ma i ricchi contro i poveri, tenendo questi ultimi in una condizione di perenne precarietà, in modo tale che non abbiano neanche la possibilità di riflettere, perché dovranno semplicemente pensare a sopravvive re. Le parole non sono proprio queste, ma il concetto lo è, ed è quello che sta accadendo. Marco

I commenti sono chiusi.