Gli incredibili spot americani anti-marijuana degli anni ’30 per sostenere il proibizionismo

Dopo quasi un secolo di becero proibizionismo della canapa indiana,leggi che hanno condotto in galera, e talvolta alla morte (decessi in prigione, non certo a causa della canapa) milioni di consumatori di marijuana, migliaia di piccoli spacciatori di piazza, disperati utilizzati come manovalanza dalle mafie, e ben pochi narcotrafficanti (basti pensare che in Marocco ci sono piantagioni di canapa estese come intere province italiane, così come in Colombia ci sono di piante di Coca, ed in Afghanistan di oppio: sono visibili da satellite, e potrebbero essere facilmente eradicate, anche tramite fumigazioni aeree, ma evidentemente non vogliono farlo… non vogliono sconfiggere il narcotraffico, che è un business colossale… stanno finalmente emergendo le proprietà mediche, oltre che come materia prima industriale, di questa pianta, che anche usata come sostanza stupefacente, produce comunque molti meno danni rispetto a sostanze legali come l’alcool ed il tabacco.
Ora che i laboratori medici di tutto il mondo hanno iniziato a studiarla, stanno emergendo sempre nuovi utilizzi medici.
E si capiscono i motivi che hanno portato al proibizionismo: avrebbe potuto soppiantare petrolio e derivanti e anche molti farmaci, pertanto per le lobby avrebbe provocato perdite economiche ingenti, a beneficio dell’umanità.

Questo spot, degli anni 30, ben rappresenta la propaganda che ha portato al proibizionismo, sfruttando l’ignoranza generale. (Siamo ignoranti oggi, figuriamoci nel 1930 quando ancora c’era un discreto tasso di analfabetismo in occidente)

Per indurre l’opinione pubblica a schierarsi contro la marijuana e chiederne la messa al bando, i media, con l’aiuto degli scienziati, dei medici dell’epoca e dell’immancabile propaganda mediatica, sostenevano che la marijuana conducesse alla follia, con tendenze omicide e suicide! Guardate lo spot!

Coltivando per alcuni anni la popolazione con propaganda come questa, le corporations hanno ottenuto ciò che volevano: criminalizzare la canapa indiana e metterla al bando, farla sparire dalla cultura, impedire che fosse studiata.

La scienza dell’epoca non aveva scoperto le proprietà, che stanno emergendo da alcuni anni, ma è ragionevole pensare che chi si è impegnato, investendo milioni di dollari, per arrivare all’illegalità della pianta, conoscesse bene queste proprietà, e abbia voluto bandirla per questo, per proteggere i propri interessi.

Ancora oggi, nel 2015, nonostante siano emersi gli usi terapeutici, è disponibile come cura solo per i malati terminali, per una ristrettissima porzione di persone che potrebbero beneficiarne, evitando medicinali chimici dannosi e ben più pericolosi.

Questo dovrebbe far capire anche, qualora ce ne fosse bisogno, come i media hanno sempre rappresentato il braccio operativo dell’elite, manipolando le popolazioni contro i loro stessi interessi, facendo credere il contrario di quello che è in realtà.

Ed è triste, tristissimo, constatare ancora oggi come molta gente continui a credere a certe fregnacce propinate dalle tv, sempre più manipolate e manipolatorie, anche quando sostengono l’insostenibile.

I “complottisti” sono loro… non certo chi cerca, come noi, con umiltà e senza pensare di detenere verità assolute, cerca di darsi da fare per capire ciò che ci nascondono.

DUBITATE, DUBITATE SEMPRE, DUBITATE DI TUTTO, PONETEVI DOMANDE E NON DATE NIENTE PER SCONTATO. E SIATE DISPOSTI, SOPRATUTTO, A METTERE DA PARTE I VOSTRI ”DOGMI” SE VOLETE ARRIVARE NON DICO A CAPIRE LA VERITA’, MA ALMENO A COMPRENDERE QUANDO CERCANO DI MANIPOLARVI!!!

VERITANWO