Giorgia Meloni: “gli spacciatori votano per chi vuole legalizzare la droga”

Giorgia Meloni commentando la posizione antiproibizionista di Virginia Raggi (M5s) “ora gli spacciatori sanno chi votare”…

CARA GIORGIA, BASTA BECERISMI, E’ ORA DI PIANTARLA! Vediamo perché (…)

Il centrodestra italiano è ancora al medioevo. Probabilmente perché prende molti voti tra le fasce più anziane della popolazione, ancora legate allo storico dualismo destra-sinistra, il centrodestra nel 2016 sostiene ancora il proibizionismo, nonostante persino gli americani, coloro che dettero il Via alla criminalizzazione della marijuana, abbiano fatto marcia indietro, legalizzandola per uso medico in California e altri stati, e persino per uso ludico in Colorado, dove sta facendo entrare dei bei soldini nelle casse dello stato.

L’assurda dichiarazione della Meloni

Intervistata da Vista, Giorgia Meloni si dice “divertita” dalla posizione assunta dalla candidata grillina, Virginia Raggi, che si è dichiarata favorevole alla regolamentazione delle droghe leggere. E si spinge ad affermare che “ora gli spacciatori sanno chi votare“, un’affermazione, destituita di fondamento, che non credevamo di sentir pronunciare a nessuno, tantomeno ad una persona dell’età di Giorgia Meloni.

E’ vero l’esatto contrario

Nocensura, che ha rilanciato il video su Facebook, dove è diventato virale, commenta con queste parole:

“La candidata M5s Raggi vuole legalizzare la marijuana, ora gli spacciatori sanno per chi votare”… – Qualcuno spieghi alla Meloni che se la cannabis fosse legalmente venduta nelle tabaccherie, GLI SPACCIATORI DI PIAZZA SI RITROVEREBBERO SENZA LAVORO!!! Per questo, cara Giorgia, è più facile che votino chi, come te, con il PROIBIZIONISMO, intende lasciare questo mercato in mano a loro, che vendono nelle piazze senza controlli qualitativi e senza pagare le tasse

Ed effettivamente, è proprio così. La legalizzazione è il peggior nemico di chi si arricchisce controllando il mercato della droga, dai grandi narcotrafficanti, fino agli spacciatori di piazza, passando per i “muli” che la trasportano e chi si arricchisce con le mazzette per “lasciare passare il carico”.

Legalizzare spazzerebbe via lo spaccio dalle piazze

Legalizzare la canapa, che potrebbe esser venduta nelle tabaccherie, lascerebbe senza lavoro l’intera filiera dello spaccio, che esiste solo nelle realtà dove il mercato è sotterraneo, ma non meno capillare e presente. A Roma, dove la Meloni si è candidata per fare il sindaco, 24 ore su 24 è possibile approvvigionarsi, di marijuana, ma anche di altre droghe, in numerose “piazze”.

Basta carcere per reati collegati alla cannabis

Secondo le stime ufficiali, in Italia consumano abitualmente o occasionalmente derivati della cannabis un numero di cittadini compreso tra i 4 ed i 5 milioni. Che con le leggi attuali, rischiano sanzioni amministrative, fino al carcere se la quantità posseduta supera i limiti stabiliti per l’uso personale, anche se molti consumatori hanno l’abitudine di approvvigionarsi della quantità che consumano in 2-3 settimane o più, per evitare troppi contatti con gli spacciatori e limitare i rischi connessi al trasporto, e questo li espone al rischio di essere considerati spacciatori e marchiati a vita anche se non lo sono. Ogni anno entrano in carcere migliaia di persone, per periodi più o meno brevi, per reati collegati alla cannabis. Tra questi, anche molti semplici consumatori ritenuti dalla legge “spacciatori”. Giovani che si ritroveranno marchiati a vita, solo perché consumano marijuana.

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Immagine da caffebook.it

Impiegare le forze dell’ordine in questioni più importanti

Anziché correre dietro ai ragazzini che fumano spinelli per ripetere loro il mantra che si tramanda di generazione in generazione, “c’hai qualcosa? Se ce l’hai tiralo fuori, che se lo troviamo noi è peggio”, potrebbero essere impiegati per contrastare il narcotraffico di sostanze pesanti, controllare i quartieri degradati, e mille altre cose più sensate.

Legalizzare significa controllare la qualità

Con un numero così elevato di consumatori, tra cui molti giovani e giovanissimi, ai quali il proibizionismo non impedisce di consumare marijuana ugualmente, ma anzi, la rende più appetibile, grazie al “fascino della trasgressione” a cui sono molto suscettibili i ragazzi, sarebbe importantissimo verificare che non circolino sostanze adulterate con altre droghe oppure con veleni. In passato, molte persone si sono sentite male a causa di carichi di marijuana provenienti dall’Albania, trattata con l’ammoniaca, prassi che consente una più rapida essiccagione della pianta, aspetto non indifferente per chi non vede l’ora di disfarsene e guadagnare.

E’ tempo di cambiare rotta

E’ tempo di cambiare rotta. Di finirla con il proibizionismo becero, riconoscendo candidamente che ha fallito, e trovare altre strade, alternative alla criminalizzazione. Nel caso della cannabis, la via più sensata è la legalizzazione e la regolamentazione, come già avviene in diversi paesi. Ma anche nel caso delle altre sostanze, la politica si deve impegnare in programmi di informazione e prevenzione, oggi totalmente assenti, e non limitarsi alla repressione, che crea emarginazione ed esclusione sociale.

veritanwo

Vi lascio con il documentario di Massimo Mazzucco, la Vera storia della marijuana

Un pensiero su “Giorgia Meloni: “gli spacciatori votano per chi vuole legalizzare la droga”

  1. Sono d’accordo con l’articolo. Questa battaglia è stata iniziata da Marco Pannella già negli anni ’90. Da simpatizzante radicale dico SI alla LEGALIZZAZIONE e SI alla REGOLAMENTAZIONE delle droghe tutte, senza distinzione tra “leggere” o “pesanti”.

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