Fermata in Grecia nave libanese carica di armi diretta ai terroristi in Siria

A Febbraio le autorità greche hanno fermato un’imbarcazione, battente bandiera libanese, carica di armi da guerra destinate ai gruppi terroristici attivi in Siria contro il regime di Bashar Assad. Dopo 4 anni di sanguinosa guerra civile, con oltre 230.000 morti e milioni di sfollati, le potenze occidentali, anche mediante gli alleati mediorientali, continuano a rifornire armi ai cosiddetti “ribelli moderati”, e alimentano la sanguinosa battaglia, che non avrà mai fine, visto che continuano a giungere in siria “foreign fighters” provenienti da tutto il mondo, e vengono assoldati sempre nuovi mercenari da sguinzagliare contro l’esercito siriano, a sua volta sostenuto da Russia, Iran e Cina.

 

Riporto da palaestinafelix:

Il quotidiano libanese ‘Al-Akhbar’ ha pubblicato avantieri un articolo nel quale descriveva con minuziosi dettagli il documento inviato a Beirut dalle autorità greche che confermavano la natura bellica del carico del cargo ‘Kukui Boy’, fermato a Chania dopo strane manovre al largo nell’Egeo. Esso è risultato trasportare 6500 armi di tipo kukui boymilitare, 10.000 cariche di esplosivo e 10.000 sacchi di ammoniaca utilizzabili nella sintesi di ulteriori esplosivi. Un carico preziosissimo per i gruppi terroristici takfiri attivi in Siria. Sembra inoltre ormai confermato che gli armatori libanesi proprietari del vascello siano personalità sunnite legate all’Alleanza 14 Marzo, la coalizione politica filo israeliana e filo saudita guidata da Saad Hariri.

Se le potenze occidentali ed i loro alleati non cesseranno di armare la mano ai gruppi che insanguinano la Siria, la guerra non cesserà mai. Tra l’altro numerosi combattenti “moderati” sono passati nelle file del ben più organizzato ISIS, pertanto gli aiuti occidentali hanno di fatto sostenuto lo stato islamico.

La situazione in Siria non sembra destinata a rapidi miglioramenti, e sempre più siriani si mettono in marcia verso l’Europa, vista come la terra della salvezza, viste le condizioni precarie in cui i siriani in fuga vengono accolti in Turchia, ammassati in campi profughi.

veritanwo

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