Erdogan sostiene l’ISIS: ormai è fin troppo evidente

I turchi non solo non fanno niente per fermare ISIS, ma più volte lo hanno aiutato. Ecco tutti i fatti

download (3)Negli ultimi giorni, dopo l’abbattimento del jet Su-24 russo impegnato in Siria in operazioni contro l’ISIS, la Turchia di Erdogan è finita al centro del dibattito internazionale. Erdogan e soci sostengono di aver colpito il cacciabombardiere, “dopo ripetuti avvisi”, poiché avrebbe sconfinato in territorio turco. Ma la Russia sostiene che ciò non sia vero, e che il jet si trovasse ad almeno 2 km dalla frontiera.

Gli USA e la NATO hanno immediatamente preso per buona la versione turca, tanto che Obama ha affermato che “la Turchia ha il diritto di difendersi”. Una posizione che è apparsa preconcetta, non certo basata su un’indagine. E secondo molti analisti, russi ma non solo, dietro a quella che viene definita un’aggressione, ci sarebbe la regia di altri paesi occidentali, pronti ad offrire copertura e protezione alla Turchia.

Con questa ultima azione, il governo di Erdogan ha gettato definitivamente la maschera. Ora è evidente ai più che i turchi agevolino l’ISIS in tutti i modi. Ma chi ha seguito l’evolversi della situazione mediorientale, sa bene che questo è solo l’ultimo atto di una “tacita collaborazione” che va avanti da molto tempo. Tanto che ormai ne parlano anche numerosi giornalisti “main stream”, nonostante i governi occidentali facciano “orecchie da mercante”.

E’ dal confine turco che i “foreign fighters” provenienti dall’Europa entrano nel territorio siriano per unirsi alla jihad. Questo fatto è noto ufficialmente, ma da parte del governo turco non c’è stato nessun impegno per controllare i confini ed impedirlo. Anzi, alcune città turche di frontiera sono note per essere veri e propri “centri attrezzati” per favorire l’entrata in Siria.

Sempre dal confine turco passerebbero la frontiera carichi di armi e altri aiuti destinati ai miliziani del califfato, ed i barili di petrolio che ISIS vende al mercato nero per finanziarsi. Anche le cooperanti italiane rapite dai terroristi di Al Nusra, Greta e Vanessa, si sono introdotte in Siria dal confine turco.  Confini che invece erano ben chiusi e controllati quando i curdi turchi volevano entrare in Siria per aiutare i loro “fratelli” curdi siriani, sotto assedio nella città di Kobane. In quelle settimane ai curdi con passaporto turco è stato impedito di aiutare la popolazione di Kobane in tutti i modi possibili. Non potevano varcare il confine per combattere, ne inviare armi o altri beni utili ai Peshmerga.

La Turchia è inoltre accusata di aver messo a disposizione degli jihadisti feriti in battaglia gli ospedali vicini al confine.

veritanwo

Un pensiero su “Erdogan sostiene l’ISIS: ormai è fin troppo evidente

  1. Bravi…ottimo articolo, dobbiamo informare il più possibile le persone e dovrebbero farlo tutti i veri giornalisti che amano definirsi tali. Invece purtroppo si riempono solo la bocca e si fanno pilotare per convenienza…Basta!!! apriamo gli occhi. TUTTI!!!

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