Emergono dettagli sconcertanti sull’omicidio di Carlo Giuliani: a sparare fu davvero Placanica?

* Aggiornato dopo la pubblicazione iniziale con i video integrali di riferimento

Carlo Giuliani è un nome che bene o male, lo ricordiamo tutti. Fu ucciso da un colpo di pistola sparato da un carabiniere in occasione del G8 del 2001. Le dinamiche hanno sempre suscitato grandi divisioni tra l’opinione pubblica, tra chi sosteneva le ragioni del Carabiniere che ha sparato, e chi invece si è schierato a difesa del giovane. C’è da dire che buona parte dei mass media hanno favorito un certosino lavoro di disinformazione, proteggendo gli errori delle forze dell’ordine, emersi in buona parte solo negli anni successivi, e tenuti ben nascosti all’opinione pubblica. Ma sopratutto, i fatti del G8 sono stati raccontati in modo molto parziale, in modo da non permettere all’opinione pubblica di farsi un’idea chiara e poter esprimere un giudizio completo. I fatti di cui sto parlando, non li conoscevo nemmeno io, che vi assicuro, ho visionato moltissimo materiale sui fatti del G8 del 2001.

Innanzitutto, il carabiniere che ha sparato, Placanica. Lui giura e spergiura di aver sparato per aria, si dice sicuro di questo, al punto che grida al complotto: “non ho sparato io a Giuliani. Mi accusano per coprire qualcuno di grosso” sostiene l’ex carabiniere, che pensa al coinvolgimento di qualche ufficiale. In realtà, più probabilmente se c’è stata una regia, è stata da parte di altre forze in gioco, come vedremo di seguito con le sconcertanti rivelazioni censurate di Agnoletto.

Il Carabiniere potrebbe aver sostenuto di non aver sparato per discolparsi, direte voi. Ma ne avrebbe avuto davvero interesse? Dal momento che sin dall’inizio è apparsa chiara la volontà di difenderlo, sia legittimando lo sparo che con la storia del calcinaccio che avrebbe deviato la traettoria. Inoltre il fatto che Giuliani brandisse un estintore è sembrato un motivo sufficiente per giustificare lo sparo. L’impunità come sappiamo in certi casi è quasi una regola, anche in casi più eclatanti. Aveva davvero bisogno di discolparsi, e sopratutto di gettare ombre sul corpo al quale apparteneva? Oppure è stato un gesto comunque coraggioso (incosciente?), che sicuramente ha avuto ripercussioni nelle relazioni con l’Arma?

Non solo: i proiettili estratti dal cadavere di Giuliani sarebbero di un modello non in dotazione ai semplici carabinieri! Nel video è proprio l’ex Carabiniere a raccontarlo. Che dopo aver espresso i suoi dubbi, e aver parlato, pare abbia ricevuto minacce, ed in seguito ha avuto problemi con la giustizia, è stato addirittura accusato di pedofilia. Ottimo per distruggere la sua già scarsa credibilità, non vi sembra?

Ma c’è di più! Quando penserete di essere sconvolti, per quello che avete appreso, dopo metà video viene proposta una incredibile e inedita testimonianza dell’ex deputato di rifondazione Agnoletto, uno che ai tempi del G8 era considerato il leader. Ebbene, rivela che i Carabinieri di quartiere hanno trovato dei carteggi, un mese prima del G8, appartenenti ai servizi segreti, dove veniva ricostruito l’omicido di un giovane, ad opera di un “Carabiniere 20enne inesperto e stressato”… una testimonianza incredibile!

Guardate il video con attenzione prima di esprimere qualsiasi commento!

Approfondimenti

I fotogrammi che ricostruiscono gli scontri di Via Tolemaide, dove il contigente dei Carabinieri ha attaccato il corteo delle “tute bianche” senza motivo, come ampiamente documentato nelle aule di tribunale, sono estratti dal documentario OP La gestione dell’ordine pubblico durante il G8 a Genova nel 2001, che vi propongo di seguito in versione integrale.

Questo interessante e accurato documentario descrive, rifacendosi a quanto accertato nelle aule del tribunale, i fatti di Genova 2001 ma non menziona minimamente i fatti inquietanti evidenziati dal video sopra, che avrebbero meritato di essere approfonditi.

Di seguito il video integrale dove Mario Placanica, ospite televisivo insieme al padre di Carlo Giuliani, conferma la sua versione dei fatti secondo la quale avrebbe sparato in aria. Da notare che anche il padre di Carlo pensa che non sia stato lui a sparare, poiché il proiettile che ha ucciso il ragazzo non era quello in uso ai Carabinieri. Tuttavia il padre pensa che ci sia la volontà di coprire qualcuno che era all’interno della jeep, mentre il Carabiniere si dice sicuro che il colpo non sia partito dall’interno del mezzo, ma dall’esterno.

Infine, di seguito il video integrale dove Vittorio Agnoletto racconta alcune vicende a dir poco “strane” e ipotizza un coinvolgimento dei servizi segreti:

A Genova in quei giorni erano operativi i servizi segreti delle 8 più potenti nazioni della terra, e mi volete far credere che le cariche immotivate dalle quali ha avuto inizio il caos è stato deciso in modo autonomo da un funzionario di Polizia?”  inoltre parla della vicenda, acquisita agli atti, del ritrovamento del già citato carteggio dei servizi segreti…

Veritanwo

14 pensieri su “Emergono dettagli sconcertanti sull’omicidio di Carlo Giuliani: a sparare fu davvero Placanica?

  1. tutta questa ricostruzione dei fatti può anche essere verosimile, ma non è completa… manca il movente, a che scopo tutta questa messinscena? perr quale motivo uccidere un manifestante a caso, per dimostrare cosa? mi pare un bel castello, ma senza fondamenta …

    • Il movente è quello che è successo dopo. Bisognava delegittimare il movimento del g8, figlio del popolo di Seattle, che aveva previsto lo sfascio economico a cui il mondo è arrivato oggi. Fargli perdere credibilità per non avere mani libere nel manipolare l’economia a favore di pochi ed a scapito di tutti.

    • In italia vediamo complotti dietro ogni angolo, e i fatti di genova si prestano molto bene, si potrebbe vedere la morte di giuliani come prestesto per infiammare ancora di più una situazione che era già all’estremo, morte che ha poi portato al massacro della diaz.

    • E’ evidente il fatto che non conosci minimamente i fatti e sopratutto ignori i sotterfugi dei servizi segreti. Destabilizzare, impaurire per far si che le persone non scendano più in piazza. Informati bene prima di parlare di catelli in aria e cazzate simili. Io c’ero a Genova e ho vissuto e visto i fatti. CARLO VIVE !!!

    • Forse per il solito gioco delle 3 carte: tu sei concentrato sempre su quella sbagliata. A distanza di anni ci ricordiamo del poveretto ucciso, ma pochi ricordano le decisioni prese al G8. Mentre prendono decisioni lasciando il popolo ai margini degli spalti, lo confondono con spettacoli mediatici. L’ultima porcheria è il TTIP. Ormai è una dittatura e noi siamo schiavi delle agenzie di riscossione.

  2. C’è una canzone dei Linea 77 che in una frase molto breve, riferendosi per altro alle giornate di Genova, riassume tutto in modo semplice ed emblematico. “Infondere paura come forma di controllo”. Il g8 di Genova è stato fatto tutto su questa linea d’onda. Mostrare il lato più brutale dello Stato, quello feroce, quello che reprime, quello che lascia sangue, feriti, e nel caso anche morti in strada. Amnesty International, non uno stronzo a caso, ha definito le giornate di Genova con particolare riferimento alla vicenda della Diaz, la più grave sospensione dei diritti in uno stato democratico dal dopoguerra. Genova ha inaugurato una deriva sempre più autoritaria dello Stato Italiano, con un messaggio molto semplice “Noi (stato) possiamo fare tutto, e autoassolverci”. I movimenti grandi piccoli organizzati o disorganizzati che fossero, dopo Genova sono stati sempre più cauti, più silenziosi, oppure sottoposti al medesimo trattamento, si veda la Val di Susa. L’immagine di Carlo a terra in una pozza di sangue e delle barelle che escono dalla Diaz sono indelebili e creano indubbiamente rabbia e vergogna, ma soprattutto creano paura. Paura di fare la stessa fine, istigazione a stare buoni, a non alzare la testa. Ci sono paesi in cui questo è all’ordine del giorno, noi lo abbiamo, o meglio lo hanno applicato in soli 3 giorni di inizio millennio, anche in modo molto confuso e poco programmato se vogliamo, eppure ha funzionato abbastanza bene.

  3. Con Genova si è voluto criminalizzare un movimento,
    Coprire la forte denuncia dei rischi della globalizzazione che questo movimento denunciava con lucidità presentandolo come una banda di violenti

  4. sono passati anni ma molto è stato taciuto ed omesso per volere di qualcuno….. io c’ero e ho visto cose “strane” tipo vedere alcuni black block vestirsi nelle aiuole e avere già gli zaini pieni di sanpietrini ( a genova sono davvero poche le zone con sanpietrini….) tutto velocissimo come se fossero addestrrati……in altri casi li hanno visti scendere da jeep……quindi non credo che si arriverà mai a capo di tutta la nefandezza che è stata fatta e soprattutto capire CHI c’era dietro……basti pensare che ad oggni non si sa chi c’era davvero i Questura a genova…. (altri gradi e forse ministro e altro …..solo voci … )

  5. Ancora cazzate su questo caso, ogni persona narra i fatti plasmandoli come si deve per farli apparire come si vuole. Pezzi d’intervista pubblicate, ma al di fuori del contesto, fantomatici proiettili speciali in dotazione solo ad Ufficiali, Agnoletto che parla di documenti che descrivevano più o meno la morte di Giuliani giorni prima che avvenisse, ma per favore bisogna fornire prove, di quello che si dice. Poi cosa più ridicola gli Agenti di Polizia che non hanno voluto arrestare il manifestante che ha colpito Giuliani con una pietra. La raccomandazione primaria che viene fatta agli Operatori e quella di non isolarsi mai in servizio di O.P. altrimenti è la FINE. Detto questo vorrei dire a questi professionisti della menzogna di finirla di sparare cazzate.

  6. Negli anni 70/80 durante vari disordini di Piazza spesso sono stati immortalati da fotografi della Polizia Scentifica personaggi che impugnavano una pistola e facevano fuoco contro le Forze dell’Ordine, be sapete che cosa dicevano personaggi interessati a buttare fango sulle Forze di Polizia, che quelli erano appartenenti delle Forze dell’Ordine e non dimostranti. Tutto questo nonostante le foto che inconfutabilmente dimostravano il contrario. Non aggiungo altro

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