Educazione alimentare a scuola: una priorità assoluta!

L’alimentazione è uno dei pochi temi che riguarda tutti. Ricchi e poveri, giovani e anziani, milanisti ed interisti, cristiani e musulmani. Tutti hanno l’esigenza di alimentarsi quotidianamente. E se consideriamo la notevole importanza che una corretta alimentazione ha per la nostra salute, è inconcepibile che le scuole non insegnino ai bambini a nutrirsi in maniera oculata e corretta.

La questione è molto seria e sottovalutata. I cibi che troviamo negli scaffali dei supermercati sono sempre più infarciti di insaporitori artificiali, conservanti, regolatori di sapidità e altre sostanze che, assunte quotidianamente, non sono certo un toccasana per la salute. Poi ci sono gli ingredienti insalubri: come l’olio di palma. Che ormai è in moltissimi prodotti, dolci e salati. Costa poco, e rende i prodotti soffici e gustosi. Se una persona non legge le etichette, non “pensa” a cosa mette in bocca, facilmente ne ingurgita senza saperlo un mezzo bicchiere tutti i giorni. Comportamenti che, negli anni, conducono a malattie. Non è certo un caso che l’incidenza del cancro nell’ultimo mezzo secolo sia aumentata notevolmente.

Merita una riflessione anche la questione delle frodi alimentari e degli scarsi controlli, sia alle produzioni, che – cosa ancora più preoccupante – alle importazioni. Le maglie dei controlli sono troppo larghe, essere sottoposti a verifiche è più difficile che fare un terno al lotto. E quando vengono riscontrate irregolarità, anche gravi, quasi sempre finisce tutto “a tarallucci e vino”, come si suol dire in Toscana. Le sanzioni sono blande, al punto che talvolta rendono conveniente non rispettare le regole, in attesa – dopo anni – di essere scoperti. E nella maggioranza dei casi, i nomi delle aziende coinvolte in scandali non vengono resi noti, sopratutto quando si tratta di grandi gruppi. Infine gli OGM, sulla cui sicurezza molti scienziati indipendenti sono assolutamente scettici.

Sempre più persone si interessano di alimentazione. In molti hanno ridotto il consumo di proteine animali, o hanno fatto una scelta vegetariana o vegana. Ma si parla di una minoranza, mentre la grande massa si informa ben poco. Anche perché questo genere di informazione, devi andarlo a cercare: i media ne parlano poco, ben soppesando i toni utilizzati per non inimicarsi l’industria alimentare, che muove un giro d’affari, globalmente, da far impallidire qualsiasi lobbies. Associazioni di categoria di produttori inoltre, negli ultimi dieci anni hanno iniziato a finanziare campagne di marketing per sostenere i loro prodotti. Pagine di giornale per esaltare la qualità delle “carni sceltissime”, o il grande apporto nutritivo del latte, “ottima fonte di calcio”.

In un quadro come quello attuale, è necessario che le scuole insegnino ai bambini ad alimentarsi in modo consapevole. Invece nelle nostre scuole, così come negli ospedali, spesso sono installati distributori automatici di “porcherie”, merendine piene di olio di palma, bevande zuccherate, e quant’altro. Le pubblicità televisive parlano di “merende sane e nutrienti”, ed i bambini non hanno motivo per metterlo in dubbio. Ed il problema più grave, è che anche la maggioranza dei genitori prendono per buoni gli spot pubblicitari.

Personalmente – sarò impopolare – sostituirei l’ora di religione con un’ora di educazione alimentare, svolta da nutrizionisti ben preparati. Chi vuole studiare religione, potrebbe farlo comodamente nelle parrocchie. Magari senza gravare sui conti pubblici, come attualmente accade con i 26.326 insegnanti di religione (dato 2009/2010, da Wikipedia) nominati dalla Chiesa, ma retribuiti dallo stato italiano. In questo modo lo stato non dovrebbe nemmeno cercare la copertura economica per i nuovi insegnanti, mentre quelli di religione continuerebbero a lavorare pagati dallo stato pontificio. O dagli interessati alla dottrina.

veritanwo