ECCO COME LA LOBBY DEI SUPERMERCATI CI HA IMPOVERITO (e ci tiene in pugno)

Carissimi amici di veritanwo, prima di tutto vorrei ringraziarvi per le molte visite che stiamo ricevendo, davvero oltre le aspettative, anche grazie al provvidenziale aiuto di alcuni blog e pagine Facebook che riprendono o condividono i nostri articoli: grazie! In particolare agli amici di nocensura.com, la pagina Fb che più mi ha aiutato a capire il grande inganno del sistema in cui viviamo. GRAZIE a tutti coloro che ci aiutano dandoci voce, in un modo o nell’altro, anche semplicemente mettendo gli articoli sui gruppi.

Vorrei fare alcune considerazioni aggiuntive in merito all’articolo Ecco le (poche) lobby potentissime che controllano il CIBO in tutto il mondo! di cui vi consiglio vivamente la lettura e la divulgazione.

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Chi oggi ha 20 anni o giù di lì, è nato nell’epoca dei supermercati, della grande distribuzione, ma chi come me è già negli ‘anta‘, non potrà che confermare quanto voglio scrivere, in particolare per farlo sapere ai giovani che non hanno vissuto queste vicende. Ma anche molti che le hanno vissute, non ‘razionalizzano’ come sono andate le cose, una regia occulta perfetta.

Fino agli anni 80′ non esistevano i supermercati, e tutte le famiglie italiane facevano la spesa nei negozi di generi alimentari, dal fruttivendolo, dal macellaio e nelle pescherie, dal panettiere, fino a qualche anno prima anche nelle latterie, che vendevano latte prodotto nel territorio… che nostalgia amici.

Una mia parente stretta ha avuto un alimentari, pertanto so abbastanza bene come funzionavano le cose.

Lei si approvvigionava dei prodotti che vendeva prevalentemente in 3 modi:

  1. Passavano i “viaggiatori”, ovvero il camioncino dell’azienda casearia, oppure del salumificio, etc. che forniva i negozianti della zona. L’ordine della merce veniva concordato, anche al telefono, via fax ma certo non email, oppure consegnato di volta in volta al rappresentante, ma alcuni prodotti potevi decidere anche sul momento di acquistarli, in base alla disponibilità presente sul camioncino. Alcuni fornitori passavano quasi quotidianamente, altri ogni due, tre settimane in base ai prodotti. Quello dei latticini passava spesso, quello che portava i prosciutti ogni due settimane era sufficiente. Dovevi stare attento a comprare prodotti che non rimanessero li a muffire, ma nemmeno troppo poco, o restavi sprovvisto alcuni giorni e perdevi vendite. Ma bene o male i clienti erano sempre gli stessi, salvo qualcuno di passaggio, e quindi conoscevi le abitudini delle persone, sapevi cosa comprare e cosa non comprare, anche il pane molti se lo facevano “mettere da parte”, lo prenotavano e il commerciante annotava il nome sul sacchetto. Quante volte sono andato a prendere il pane della mamma, da bambino!
  2. C’erano i distributori della zona: le aziende più grandi e organizzate hanno dei distributori di zona, con giacenze in magazzino di merce. Potevi andare a caricarla con il Fiorino (Fiorino il mezzo commerciale fiat) oppure concordavi la consegna. La mia parente si approvvigionava così di prodotti quali pasta, crackers, fette biscottate, cibi in scatola etc.
  3. Andavi dal produttore direttamente! In alcune zone d’Italia, molti commercianti, e persino alcuni cittadini, andavano dai produttori della zona, acquistavi direttamente. In alcune regioni questa tradizione, seppure molto meno, resiste ancora oggi, nei centri urbani grandi era più difficoltoso.

LA FRUTTA:

C’erano i fruttivendoli, ed i grossisti che li rifornivano. A parte i prodotti non producibili in Italia, come le banane e pochi altri, le merci provenivano dal territorio, o comunque più vicino possibile, anche per limitare costi di consegna, etc. Le insalate, i pomodori, e molti altri prodotti erano di zona, “nostrali” come dicevano gli anziani commercianti. Le mele del trentino, i kiwi dell’agropontino e altre produzioni caratteristiche di alcune zone venivano spedite nelle altre regioni ai grossisti. I nostri agricoltori stavano bene, facevano affari, e la differenza tra prezzo all’origine e quello al banco, era ben proporzionato. L’agricoltore vendeva al grossista, che ricaricava qualcosa, e forniva il commerciante, che a sua volta ricaricava il guadagno. ANDAVA BENE A TUTTI E TRE, e il prezzo era inferiore a quello di oggi, se paragonato e proporzionato.

Oggi invece, cari amici, le grandi lobby hanno fatto chiudere le nostre aziende agricole, oppure sopravvivono e guadagno pochissimo, in quanto la grande distribuzione impone prezzi bassissimi, o acquista dall’estero!!! Le nostre aziende hanno chiuso, ne sono rimaste poche, e oltretutto portano sulle nostre tavole prodotti avvelenati, come hanno mostrato recentemente “Le Iene” (leggete questo articolo dell’amico Alessandro Raffa di nocensura in merito) poichè in nord Africa come altrove fuori dall’Europa, è ancora consentito l’uso di pesticidi velenosissimi e cancerogeni, messi al bando dall’UE. Sono tossici i pesticidi consentiti, figuriamoci questi, che hanno una resa eccezionale, ma rovinano la salute. L’UE dovreebbe bloccare le importazioni da chi usa questi veleni, ma non avviene e c’è pochisssssimi controlli, e il 50% dei campioni analizzati dalle Iene erano avvelenati, sia da sostanze lecite ma in dosi 5 volte più alte del consentito, sia da veleni cancerogeni illegali.

Torniamo alla grande distribuzione.

Negli anni 80′ aprirono i primi supermercati, e da subito fecero crollare gli affari del “commerciante sotto casa”, poiché i supermercati, acquistando elevati quantitativi dei prodotti, direttamente dai produttori (senza far ricorso a grossisti) riuscivano a fare dei prezzi sensibilmente più bassi. Ma sopratutto, in quel periodo miravano a conquistare il mercato, e avevano margini di guadagno molto minori a quelli di oggi! Hanno messo fuori mercato gli alimentari, li hanno fatti chiudere e una volta che hanno assunto il controllo totale della distribuzione di cibo, hanno fatto “cartello” tra loro per non farsi concorrenza al ribasso, e hanno aumentato i prezzi!

I negozi di generi alimentari, dai quali tutti si approvvigionavano di cibo, hanno visto crollare il loro volume d’affari, perché ben presto solo gli anziani (che non guidano, si muovono male, hanno difficoltà a spostare buste pesanti, etc) rimasero fedeli al loro commerciante sotto casa. (Ovviamente alcuni anziani iniziarono a recarsi ai supermercati, magari aiutati dai figli, etc. ma molti rimasero fedeli all’alimentari)

La maggioranza delle famiglie modificò le proprie abitudini: anziché acquistare il cibo pressoché quotidianamente da alimentari, macellerie, pescherie, fruttivendolo etc, iniziarono a fare una grossa spesa settimanale di generi alimentari dal supermercato, acquistando dall’alimentari sotto casa solo il pane fresco e quello di cui ti veniva voglia, senza recarti a fare la fila al supermercato. Una sera un etto di prosciutto, poi una mozzarella, etc.

IL CROLLO FU TALE CHE IL 90% DEGLI ALIMENTARI HANNO CHIUSO I BATTENTI ENTRO 10 ANNI DALLA NASCITA DEI SUPERMERCATI!

Che inizialmente, proponevano solo prodotti confezionati, ma ben presto hanno allestito MACELLERIE, REPARTI PESCHERIA, REPARTO ORTOFRUTTA, etc. facendo CHIUDERE I BATTENTI ANCHE AL 90% DELLE ATTIVITA’ MENZIONATE!

MIGLIAIA DI FAMIGLIE ITALIANE HANNO PERDUTO LA PROPRIA ATTIVITA’: e generalmente, erano attività redditizie, nelle quali lavorava una famiglia.  Un buon alimentari poteva guadagnare (guadagno netto) dai 3 ai 5 milioni di lire “puliti” al mese, talvolta anche di più. Al posto di questi posti di lavoro, ne sono stati creati altri, da dipendenti, con contratti oggi precari e sottopagati.

Il guadagno che entrava nelle tasche di MIGLIAIA E MIGLIAIA di famiglie italiane, a livello globale si parla di centinaia di migliaia tra alimentari, fruttivendoli, macellerie, pescherie, etc CON L’AVVENTO DEI CENTRI COMMERCIALI, ENTRA NELLE TASCHE DI POCHI LOBBISTI

E questo ha IMPOVERITO notevolmente la società. Perché le famiglie dei commercianti, se guadagnavano bene, investivano sul territorio, facevano girare l’economia… i lobbisti invece no. Hanno le sedi legali nei paradisi fiscali, e DEPREDANO IL TERRITORIO in cambio di posti di lavoro sottopagati! Soldi che finiscono alle Cayman…

DOPO ESSERSI IMPADRONITI DEL MERCATO DEL CIBO A 360° i nostri amici lobbisti hanno pensato bene di volgere il loro sguardo agli altri settori: facendo chiudere negozi di arredamento, e di molte altre categorie… quello che vendono lo sapete.

E anche qua valgono le stesse riflessioni proposte sopra, ovviamente.

MA QUESTI NON HANNO DISTRUTTO SOLO IL TESSUTO COMMERCIALE: MA ANCHE QUELLO INDUSTRIALE!!! PERCHE’ SE IL COMMERCIANTE SI RIFORNIVA DAI PRODUTTORI DI ZONA, I PIU’ VICINI, O COMUNQUE “NAZIONALI”, LA GRANDE DISTRIBUZIONE SI RIFORNISCE ALL’ESTERO, LADDOVE LE MULTINAZIONALI SFRUTTANO MANODOPERA A BASSISSIMO COSTO, MODERNI SCHIAVI LEGALIZZATI CHE ANZICHE’ AVERE LE CATENE ALLE GAMBE SONO COSTRETTI A LAVORARE 15 ORE AL GIORNO PER POCHI DOLLARI, PER SOPRAVVIVERE

Ed i nostri produttori hanno chiuso, mandando a casa milioni di persone.

Se i politici avessero voluto fare gli interessi della popolazione, avrebbero impedito tutto questo. Sarebbe stato sufficiente imporre dazi doganali: anziché produrre in Italia una scarpa al costo di 10 euro, vai a produrre nel sud-est asiatico per 1 euro? E io ti chiedo 9 euro di dazi doganali! Rendendo impossibile importare prodotti. Invece i dazi doganali sono stati inadeguati, incidevano poco e rendevano comunque conveniente la delocalizzazione o l’importazione dall’estero. Anziché chiedere i 9 euro sopracitati, chiedevano 50 centesimi, rendendo conveniente queste pratiche che hanno distrutto il mercato italiano, il nostro commercio, le piccole-medie imprese, che erano la ricchezza dell’italia, la spina dorsale dell’economia, categorie che stavano bene economicamente e facevano stare bene perché facevano girare l’economia! Con 800 euro al mese e l’affitto o il mutuo da pagare a girare sono solo le “scatole”, ed il crollo dei consumi ha fatto chiudere altre aziende, una spirale di devastazione economica. Con l’UE poi abbiamo aggiunto alla concorrenza estera anche quella interna, dell’est europeo

DIETRO ALLA GRANDE DISTRIBUZIONE OVVIAMENTE CI SONO LE POTENTI LOBBY, GRUPPI MULTINAZIONALI ALLA BASE DEI QUALI CI SONO LE BANCHE, LE POTENTISSIME BANCHE, GOLDMAN SACHS, JP MORGAN, MORGAN STANLEY E MOLTE ALTRE.

In molti casi la grande distribuzione ha iniziato anche a produrre (sempre nel sud del mondo) parte della merce in vendita.

E’ CONVENUTO AGLI ITALIANI METTERSI IN MANO A QUESTE GRANDI MULTINAZIONALI? FAR CHIUDERE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI NEGOZIANTI, ETC?

Inizialmente facendo la spesa al supermercato risparmiavi, è innegabile, in questo modo hanno conquistato il mercato, sbaragliato la concorrenza del piccolo commerciante che non poteva competere. E quando hanno conquistato il mercato, i prezzi sono iniziati a lievitare…E OGGI SPENDIAMO, IN PROPORZIONE, MOLTO DI PIU’ DI QUANTO SI SPENDEVA 30 ANNI FA PER FARE LA SPESA, PER SFAMARE UNA FAMIGLIA!!!

I produttori di arance vengono presi per il collo: “ti compriamo tutto il raccolto, ma a 5 centesimi al kg, ok? Altrimenti compro le arance tunisine che mi costano 3 centesimi al kg, prendere o lasciare?”  E SE NON VOGLIONO FAR MARCIRE I PRODOTTI LASCIANDOLI SUGLI ALBERI (raccoglierli senza venderli sarebbe solo un costo aggiuntivo) DEVONO ACCETTARE QUESTE CONDIZIONI… capite?

Poi ci meravigliamo se nei campi, a Rosarno, impiegano, per 10 euro al giorno, dei poveri disperati stranieri? Il produttore per riuscire a guadagnare qualcosa, e ben poco, con quei prezzi bassi, è COSTRETTO ad utilizzare manodopera sfruttatissima e utilizzare pesticidi per massimizzare il raccolto e aumentare il profitto.

Arance che poi arrivano sugli scaffali del supermercato a 2€ al chilogrammo!!! Se al produttore anziché arrivare 5 cent al chilo ne arrivassero 30, potrebbe certamente dare lavoro dignitoso ai lavoratori. Poi in alcuni territori c’è il problema della criminalità organizzata, ma la questione è quella.

CAPITE COSA è SUCCESSO?

Il popolo, ignaro, si è consegnato a queste lobby… e oggi se vogliamo mangiare, dobbiamo rivolgerci a loro. Almeno nel 90% del territorio italiano la situazione è questa! Immaginatevi cosa accadrebbe, nei grandi centri urbani – Roma, Milano, Torino, Napoli, etc etc – se di punto in bianco, chiudessero tutti i supermercati. Milioni di persone non saprebbero dove approvvigionarsi di cibo. Il potere che hanno queste lobby, se ci pensate, è IMMENSO!

UNA CLASSE POLITICA SERIA, CHE HA A CUORE LE SORTI DI QUESTO PAESE, AVREBBE IMPEDITO TUTTO QUESTO.

MA UNA CLASSE POLITICA DI DISONESTI INVECE PREFERIREBBE LUCRARE SU TUTTO QUESTO, INVESTENDO SOLDI PER PARTECIPARE AL BUSINESS, OPPURE INCASSANDO MAZZETTE MILIONARIE DA LOBBY CHE AVRANNO INTROITI MILIARDARI, PER SVENDERE IL PAESE.

GIUDICATE VOI QUAL è IL NOSTRO CASO…

Poi parlano di crisi, di superare la crisi, di posti di laovro…e la gente gli crede!

Ragazzi la situazione è grave, molto grave… e non potrà che peggiorare, è palese. Purtroppo però molti non lo capiscono.

Questo perché politici e mass media NON NE PARLANO, E ANZI OCCULTANO la questione, distraendo e deviando la colpa verso altre vicende, magari il barista sotto casa che non fa uno scontrino…

I grandi media si dividono in 2 categorie: quelli controllati direttamente dall’elite, e quelli controllati attraverso contratti pubblicitari: le grandi multinazionali investono ogni anno decine, se non centinaia, di milioni di euro in pubblicità, e sono gestite per lo più da poche, ma influenti agenzie. Se un giornale attacca un’azienda gestita dall’agenzia, rischia che questa non gli passi più la pubblicità… necessaria per sopravvivere. Se invece un media difende a spada tratta i loro interessi, anche a costo di mentire spudoratamente, magari ottiene maggiori investimenti… ecco spiegato il servilismo e l’intoccabilità di certi grandi marchi e/o gruppi.

Mi fermo qua, per ora, per evitare di dilungarmi ulteriormente, ma torneremo sulla questione. Collegatevi alla nostra pagina Facebook per restare aggiornati!

LA QUESTIONE DESCRITTA SOPRA è STATA UNA BELLA MAZZATA PER L’ITALIA E PER GLI ITALIANI, CHE SI SONO IMPOVERITI: il “ceto medio” che ci contraddistingueva è ormai venuto meno, ormai la divisione è sempre più tra ricchi e poveri, come nel terzo mondo. E’ ciò che stiamo diventando.

Nel corso della storia, molte nazioni e popoli ricchi e potenti, hanno avuto un declino inarrestabile fino a raggiungere la povertà. Aree che un tempo erano prospere e ricche, oggi sono lande desolate dalla miseria, così come alcune zone dove oggi c’è benessere un tempo erano poverissime. E l’Italia, sta per avere il suo declino, deciso a tavolino da qualcuno.

Per arrivare al livello di declino raggiunto ovviamente non bastava quanto descritto sopra, pur essendo una grande mazzata. Le cause della crisi sono da ricercare nel sistema monetario, bancario e finanziario, ovvero nella mancanza di sovranità monetaria e l’assoggettamento a un debito pubblico inestinguibile, che ci costa 100 miliardi all’anno solo di interessi!! Soldi che dall’economia reale vengono sottratti e condotti nei caveau delle banche! In questo articolo di nocensura ci trovate descritte tutte le cause del declino.

Veritanwo

 

PS: La riproduzione dell’articolo è libera, però citate veritanwo come autore e fonte, con link attivo, come facciamo sempre noi, del resto, e tutti i blogger corretti nei confronti di chi dedica ore del proprio tempo alla scrittura di articoli per il bene comune…

Spero di aver espresso i concetti nel modo più chiaro e comprensibile possibile… perdonate eventuali refusi dovuti all’interruzione costante da parte del nipotino! 😉

 

17 pensieri su “ECCO COME LA LOBBY DEI SUPERMERCATI CI HA IMPOVERITO (e ci tiene in pugno)

  1. La grande distribuzione ha distrutto i piccoli commercianti, il WTO ha dato il via libera alla delocalizzazione. Ma il consumatore, ignaro o meno, è stato complice.
    Oggi molti sanno e parlano di questo ma quanti son tornati a fare la spesa dall’alimentari sotto casa o va a comprare il televisore nel negozietto di elettrodomestici in paese?
    Il potere politico e mediatico avranno pure le loro colpe ma in questo caso a mio parere la colpa più grande è del cittadino/consumatore.

    • generalizzare non va mai bene …. non si possono semplicementi incolpare i cittadini per aver aderito incondizionatamente …. il bisogno del risparmio ci è stato imposto probabilmente in maniera subdola … come tutto ormai … la colpa è solo e solamente di chi è stato profumatamente pagato per difendere gli interessi di questo pseudo-paese ed invece hanno fatto il contrario … hanno pensato solo a dividerci, con destre e sinistre farlocche… nord e sud …. come una guerra di religione e di razza superiore ed inferiore …. ma c’è qualcuno che sta leggendo che si rende conto come “siamo” stati usati ????? e noi … che facciamo …… da furbi continuiamo a foraggiare questo sistema … continuiamo a dare il voto all’amico ed all’amico dell’amico …. o meglio … mandiamo tutti a quel paese non andando proprio a votare (non meritano la nostra attenzione) …. e loro …… CONTENTI …..bè si …. proprio contenti …. avete dato CARTA BIANCA ai vostri veri nemici … a vete venduto la vita ed il futuro dei vostri figli e nipoti …. ed anche le loro pensioni ….. ma a voi bastano 80€ per risolvere tutto ….. siete proprio dei furbi …. fate proprio parte degli ‘eletti’ ……

  2. La perduta sovranità’ alimentare e’ connessa alla perduta sovranità’ monetaria e politica. Ho letto di un commento che responsabilizza il consumatore inconsapevole che fa la spesa nei supermercati …ma se sono inconsapevole dirigono la mia attenzione/consumo/denaro dove posso risparmiare. Inoltre da tener in conto che i centri commerciali si sono organizzati come anche ritrovi ricreativi…e’ assurdo ma realtà’, la gente organizza i fine settimana da passare non al mare o in montagna ma nei centri commerciali…dove vi trova l’intrattenimento per i bambini; i comici idioti ma di moda in TV; i cantanti che una volta erano di animazione nelle sagra paesane, ecc, ecc. Per me e’ basilare l’informazione e pertanto sono iscritto ed attivista di un Gruppo D’acquisto Solidale, promotore e fondatore di una onlus ambientalista che si occupa anche di nutrizione ed arte(organizziamo fiere, conferenze e corsi) e cerchiamo di fare Rete con altre associazioni sul territorio locale(gas, produttori bio, des) e con associazioni nazionali(recentemente abbiamo fatto una conferenza sulla pericolosità di erbicidi, pesticidi e OGM con l’associazione Nogm)..stiamo cercando di guadagnarci campo(seminato con informazioni e semi di consapevolezza) con l’amministrazione comunale e con i giornali locali. Il consumatore inconsapevole …finché’ non viene informato non ha colpe.

  3. Oggi il consumatore ha uno strumento per COMBATTERE lo strapotere dei supermercati. Si chiama LA SPESA INTELLIGENTE. E’ un’applicazione nata da consumatori, senza scopo di lucro, un movimento di esseri PENSANTI e ragionanti che vuole evitare di essere spremuti da questo sistema. I vecchi “piccoli negozianti” non erano certo santi. i prezzi erano comunque molto alti ed in quei tempi il commerciante si e’ arricchito forse anche troppo, quindi non ne farei una crociata pro o contro questa o quella categoria. In quanto CONSUMATORI pensiamo a difenderci. Proviamoci, almeno! lsi.altervista.org Da questo portale si accede all’app, al blog, a facebook e twitter… insieme si possono cambiare le cose!

  4. Salve faccio parte di quelli che hanno raggiunto gli “anta” personalmente ho gestito assieme alla mia famiglia un’alimentazione e concordo a pieno ciò che hai detto e aggiungo se posso che ad incrementare l’impoverimento della popolazione italiana è l’errato utilizzo del denaro pubblico che è in mano ad un sistema politico-mafioso.La cosa che più mi rattrista dè che non vedo soluzioni per almeno arginare i problema tu cosa ne pensi a riguardo?

  5. Sono un figlio di ambulanti, mio padre ha iniziato nel 1962 a fare i mercati con un banco di formaggi, mio zio prima di lui subito dopo la guerra, poi hanno continuato i figli tra cui io per ben 20 anni e mio fratello continua ancora oggi insieme a mio padre del 1939.
    Posso confermare per esperienza che l’articolo è veritiero al 100% ed è quello che vado sostenendo da ben 10-15 anni. Tanto da arrivare a decidere di mollare tutto pur di non morire come schiavo per mezzo di questa gente.
    Un cosa però vorrei aggiungere che è stata dimenticata dall’autore dell’articolo, ed è che questi Supermercati o Centri Commerciali, sono anche agevolati fiscalmente, bisogna sapere che questi signori ricevono aiuti fiscali e pagano molto meno di tasse rispetto un normale commerciante, e in più esiste un legge che in caso di buco a fine anno di questi signori, ci pensa lo stato a risanare il tutto.
    La gente deve sapere che l’offerta che si trova al supermercato viene poi ammortizzata con i soldi delle sue tasse.
    Basterebbe che lo stato facesse pagare le stesse tasse dei commercianti a questi supermercati, e questi morirebbero in poco tempo, perché non hanno qualità, non hanno prezzo, e soprattutto non hanno cordialità.
    La flat-tax servirebbe anche a questo, per quello che non la vogliono.

    • Io dico solo che il mondo è profondamente cambiato ed è difficile stimare quanto si spende in piu’ rispetto a trent’anni fa… mi limito a dire che sono Contro il meccanismo del mega supermercato senza rapporto umano e quello delle multinazionali che delocalizzano per trarre enormi profitti. Però non nego che mi capita di comprare il prodotto in super offerta, che vado al centro commerciale e che uso prodotti di aziende che definire mercenarie è un complimento pensate ai servizi come telefonia gas carburanti e elettricità, li è monopolio imposto!…. però io e la mia famiglia ci siamo imposti di comprare un 30% nei negozi sotto casa e abbiamo notato che usiamo meno l auto, e mangiamo e beviamo molto meglio con un costo che sarà del 20% superiore. allora dico che si, ci sarà pure la crisi, e qualcuno avrà lo stremo bisogno di risparmiare, ma sono una piccola percenutale. Perchè tutti hanno l’utilitaria nuova, lo smarthphone, vanno a cena fuori e escono spesso e tutti hanno scarpe firmate. questa è l’ipocrisia dell’italiano medio che preferisce apparire con l audi A3 e poi va al LIDL a fare la spesa…. spendete meno in Cazzate e mangiate bene la frutta e il prosciutto dell alimentari che sono piu’ buoni e salutari arrivano da canali alternativi e non sono fatti di polveri e solfiti!!!!!!!!!!!

  6. Purtroppo non vedo soluzioni, ormai siamo in catene: sarò pronto a seguire qualunque strada purché sia percorribile ed abbia qualche probabilità di esito positivo. Complimenti per l’articolo che rispecchia il mio pensiero.

  7. oramai è tardi….hanno fatto cartello….18 insegne controllano il 92% del mercato…i ricarichi sui prodotti hanno subito negli ultimi 15 anni aumenti incredibili…..cosa impensabile 15 anni fa….ma è anche normale…..ne aprono sempre di più e i loro incassi sono diminuiti di molto…..ma le spese rimangono alte…assumono personale a pochi euro l’ora….e cmq hanno fatto chiudere decine di migliaia di aziende di produzione medio piccole…grazie ai nostri politici…

  8. CRITICITA’ ESISTENTI E LINEE STRATEGICHE DEll’ AGRO -ALIMENTARE

    _______ Il Progetto SERRE NUTRACEUTICHE cerca di sviluppare ua strategia di Produzione capace di andare oltre alle criticita esistenti del comparto agro alimentare . http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=68671
    Riteniamo infatti che La principale sfida dello sviluppo locale delle zone rurali in Toscana sia quella di incentivare come obiettivo strategico la diversificazione produttiva realizzata mediante la progettazione in serra di prodotti agricoli per la costruzione di un mercato locale di prodotti al elevato contenuto nutraceutico/terapeutico al fine di favorire la prevenzione della salute ed il contemporaneo mantenimento della salvaguardia degli ecosistemi e della loro biodiversita’ e del riciclo delle risorse naturali ,la transizione a basse emissioni di CO2 la resilienza e a protezione ai rischi del cambiamento climatico. Tale innovazione di sistema risulta praticamente impossibile finche’ l’ unico mercato disponibile rimane quello della grande distribuzione globale delle merci agro-alimentari . paolo manzelli 18 Genn 2016 [email protected]; –> Ricerca Collaborazione Progetto Serre Nutraceutiche: Vedi in : http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=68671,
    Gli obiettivi principali del progetto sono:
    – Diversificazione produttiva ,sociale ed economica
    – Sostenibiita’ risorse naturali , ambientali
    – Integrazione Energie Rinnovabili e Agricoltura
    – Sviluppo mercato di fliera corta Agroalimentare

    Paolo Manzelli

    Vedi Progetto GAL- CORTO CIRCUITO-Calabria: http://www.galsila.com/Progettocooperazioneinterregionale.pdf;
    vedi anche Naturalmente Verona: http://www.naturalmenteverona.org/cibo-e-prevenzione-ruolo-delle-produzioni-locali-di-qualita/ ;

  9. bisogna lottare di piu . andare a far la spesa ai mercatini rionali, comperare farmaci solo in farmacia, non prendere tessere dai supermercati, cerchiamo di evitare di incrementare il reddito dei pochi suini che governano la grande distribuzione

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