De Angelis: “Mosè era il faraone Horemheb”

Sia nella Bibbia, che in altri testi, come Antichità Giudaiche di G Flavio, Mosè viene fatto generale dal faraone. Stranamente i redattori di questi testi conoscono i nomi dei fratelli di Mosè, della principessa, figlia del faraone che lo salvò dalle acque del Nilo salvandolo, ma non il nome di questo faraone che non viene menzionato. Stranamente è dir poco, infatti se si conoscono particolari della vicenda nei minimi dettagli e il nome della figlia del faraone, allora è impossibile che non sapessero chi era. L’unica soluzione è che quel faraone fosse stato sottoposto alla memoriae damnatio, ovvero alla dannazione della memoria per gravi colpe. L’unico faraone che fu sottoposto a tale provvedimento fu Akhenaton, il faraone eretico che promosse il culto di Aton a discapito degli altri dei egizi.  Nella Bibbia aramaica, o Targum, invece i impiegare il termine Ibraé per designare Mosè come Ebreo, si serve di un’altra parola, Yahoudaé, ed in egiziano Yahou-doua significa principe, dignitario del Faraone, gli Yahud erano i sacerdoti del culto di Aton. Da questo sappiamo che Mosè era quindi sacerdote di Akhenaton, poi il faraone negli scritti di G. Flavio e nella Bibbia, promosse Mosè generale per combattere gli etiopi che avevano attaccato l’Egitto.

G- Flavio, Antichità Giudaiche:
Tharbi, figlia del re degli Etiopi, vedendo Mosè che faceva avvicinare l’esercito ai contrafforti e combatteva con grande valore, ammirava l’ingegnosità delle sue manovre e scorgeva in lui l’autore di felici eventi per gli Egiziani, disperando della propria indipendenza e del sommo pericolo al quale aveva condotto gli Etiopi, prima superbi dei successi riportati sui nemici, fu presa da grande amore per lui; e sotto l’impeto della passione mandò alcuni dei suoi servi più fidati a fargli l’offerta di matrimonio. Egli accolse la proposta a condizione che lei gli portasse la resa della città, obbligandosi con giuramento che senza dubbio avrebbe sposato la donna e, una volta padrone della città, non avrebbe rotto i patti. Alle parole seguirono subito i fatti. Dopo la vittoria sugli Etiopi, Mosè rese grazie a Dio, celebrò le nozze e ricondusse gli Egiziani alla loro terra. Costoro però che furono salvati da Mosè, gli risposero con l’odio e con uno studio accanito si adoperarono contro di lui col sospetto che approfittasse del suo successo per introdurre novità in Egitto, e suggerivano al re di ucciderlo; egli era già arrivato alla stessa conclusione da solo, sollecitato dall’invidia del comando generale di Mosè e dal timore di venire considerato inferiore a lui. Fu così che allorquando fu istigato dai suoi scribi, era già preparato a stendere la mano contro Mosè.

Mosè, oltre che uscire vittorioso dalla guerra, sposò anche la figlia del re e questo desto preoccupazione sia al faraone che ai suoi scribi che cospirarono contro di lui. Mosè saputo della cospirazione fuggì per salvarsi. Ora il generale di Akhenaton era Horemheb che divenne faraone dopo Ay, Horemheb si ritiene fosse figlio di uno sconosciuto funzionario di provincia ed anche di Mosè non sappiamo nulla a parte la storiella del suo abbandono nella cesta, palesemente ricopiato dalla leggenda della nascita di Sargon. Inoltre sappiamo che Mosè combatte in Etiopia per il faraone, vediamo se anche Horemheb fece lo stesso sotto Akhenaton.

Il rilievo soprastante proviene dalla tomba menfita del generale Horemheb, raffigura un gruppo di prigionieri Nubiani, riconoscibili dai tratti somatici di tipo negroide, dai capelli crespi e dagli orecchini ad anello. Questi siedono a terra in atto di sottomissione, sorvegliati da tre soldati egiziani armati di bastoni, mentre uno scriba, che tiene nelle mani la tavolozza per i pani di colore e lo stilo, redige il verbale di quanto accade e sceglie tra i prigionieri due servitori per la corte di Tutankhamon, come ci dice l’iscrizione in caratteri geroglifici che circonda la scena.
Ma il generale Mosè fece la guerra in Etiopia per il faraone, mentre il generale Horehmeb la fece in Nubia per Akhenaton nel suo dodicesimo anno di regno. La Nubia venne chiamata regno di Kush o “Etiope” e gli autori antichi come Giuseppe Flavio chiamavano “Etiopia” la Nubia. Quindi sia il Generale Horemheb che il generale Mosè condussero entrambi la guerra contro il regno di Kush sotto un faraone.. Ora si riescono a decriptare i vari passaggi di G. Flavio e della Bibbia proprio sostituendo a Mosè il generale Horemheb, infatti sappiamo che Horemheb si alleò con i sacerdoti del culto di Amon, insofferenti in quanto non ricevevano più offerte e per la perdita conseguente del peso politico per colpa del culto accentratore di Aton da parte del faraone.
Ecco che quindi le novità che Mosè/Horemheb voleva introdurre erano di ordine religioso: il ritorno agli dei politeistici egizi e sopratutto di Amon. Quando Horemheb tornò vittorioso dalla guerra contro la Nubia (regno di Kush), il faraone Akhenaton ebbe paura dell’ascesa del suo generale, che sposò addirittura la principessa Tharbi, figlia del re nubiano.
I consiglieri del faraone cospirarono contro Horemheb e il generale si alleò con i sacerdoti del culto di Amon per scacciare Akhenaton, avendo tra l’altro dalla sua parte, oltre che l’appoggio dell’esercito anche quello dei sacerdoti tebani e dei guerrieri etiopi.
Pensare che un generale come Mosè fuggì in piena zona desertica, invece che rifugiarsi nel regno di Kush, dove aveva non solo vinto la guerra ma addirittura sposato la figlia del re è un’ingenuità.
In quel regno Mosè aveva un esercito dalla sua parte e sapeva che poteva organizzarsi contro il faraone sfruttando anche la destabilizzazione politica che poteva creargli tirando a se i sacerdoti del culto di Amon, insoddisfatti, ma senza un esercito dalla loro per poter contrastare Akhenaton. Horemheb/Mosè diede quest’occasione di rivalsa ai sacerdoti di Amon, sapendo che essi potevano portare dalla loro parte il popolo egiziano. Horemheb vinse infine la guerra contro Akhenaton, distrusse i templi e le sue effigi e lo sottopose alla damnatio memoriae, motivo per cui i redattori non menzionarono il nome di Akhenaton, chiamandolo solamente il faraone. Ricapitolando una parte degli indizi trovati sia Mosè che Horemheb ebbero contrasti con il faraone, erano entrambi generali e dulcis in fundo combatterono entrambi in Etiopia per il faraone Akhenaton di cui Mosè era inizialmente il sacerdote. Nel prossimo articolo sveleremo la vera identità del famoso Monte Sinai, dove Mosè mostrò le tavole della legge.

Alessandro De Angelis – scrittore, ricercatore storico delle religioni

Articolo tratto dal libro in prossima uscita Exodus- Mosè: il faraone Horehmeb

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