Scrittore De Angelis choc: “Gesù: l’ultimo faraone d’Egitto”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dallo scrittore Alessandro De Angelis, autore di diverse pubblicazioni antropologiche

Dopo aver perso la battaglia di Azio contro Ottaviano, Cleopatra e Marco Antonio si uccisero lasciando i loro due figli nelle mani di Cesare Augusto che diventò il primo imperatore di Roma. I due figli di Marco Antonio e Cleopatra erano Alessandro Helios ovvero Alessandro il sole, nato il 25 dicembre del 40 a.C. e Cleopatra Selene o luna. Cesare Augusto (Ottaviano) affidò i due gemelli, di dieci anni, alle cure della sorella Ottavia Minore, di ben 29 anni più grande di loro. Cassio Dione ci narra che l’imperatore risparmiò la vita ad Alessandro Helios, mentre uccise Cesarione, nato dall’unione di Cleopatra e Giulio Cesare, Cleopatra Selene fu poi data in sposa a Giuba II re di Numidia. Sembra che Ottavia ebbe una relazione di sei anni con Alessandro Helios, forse i due si unirono anche in matrimonio nonostante la differenza di età, ma essendo le fonti storiche scarse su questa vicenda abbiamo trovato numerosi indizi di questa relazione da cui nacque Giuseppe, sposo di Maria dalla cui unione nacque Gesù. Innanzitutto la data di nascita di Alessandro Helios, 25 dicembre, è stata ripresa per darla anche a Gesù, ma oltre questo, Ottavia morì nell’11 a.C., e quando la sacra famiglia, nel 5 a.C., fuggì in Egitto per scampare ad Erode il Grande che voleva ucciderli in quanto aveva scoperto l’adulterio di sua moglie Maria con Giuseppe, da cui nacquero Gesù e Giacomo il Giusto, sappiamo dal vangelo arabo dell’infanzia di Gesù, scritto da Caifa che andarono dal faraone a Menfi. L’unico superstite dei figli di Cleopatra era proprio Alessandro Helios, che alla morte di Ottavia tornò con suo figlio Giuseppe in Egitto. La conferma di questa vicenda ci viene da numerose prove che abbiamo trovato, innanzi tutto hanno volutamente occultato i primi trenta anni della vita di Gesù in quanto non si poteva dire che era in Egitto, ma sappiamo da Celso che: “Spinto dalla povertà andasti a lavorare a mercede in Egitto, dove venisti a conoscenza di certe facoltà per le quali gli egiziani vanno famosi. Quindi ritornasti, orgoglioso di quelle facoltà e grazie ad esse ti proclamasti Dio”.
Ovviamente Alessandro Heli, suo figlio Giuseppe e suo nipote Gesù erano discendenti della dinastia dei faraoni tolemaici e quindi conoscevano tutti i culti misterici dei sacerdoti egizi, tanto che nel vangelo di Giovanni Gesù compie il miracolo di ridare la vista ad un cieco impastando la sua saliva con la terra, esattamente come fece Iside quando impastò la saliva del dio Ra con la terra per creare un serpente magico che morse Ra alienando su Iside i suoi poteri.
Un’altro importantissimo indizio ci è dato dalla genealogia dell’evangelista Luca che va da Gesù, a Giuseppe e poi ad Eli, o sole che era l’epiteto di Alessandro. Un indizio che ci viene confermato dall’epiteto attribuito a Giuseppe, chiamato Panthera dagli ebrei nella Yeshu Toledoth, ove tale termine proviene dall’egiziano Pan=figlio, Neter/Nefer=faraone, Ra=dio sole. Giuseppe Panthera, ovvero figlio del faraone sole Alessandro Heli. Lo stesso epiteto verrà dato a Gesù Panthera, ultimo faraone d’Egitto che non a caso nasce il 25 dicembre, stesso giorno di Alessandro Heli.
A questo punto ci ritroviamo Giuseppe nipote nientemeno che del primo imperatore di Roma Cesare Augusto, che è anche zio di II° di Gesù, che avrebbe così sangue romano sia da parte di Marco Antonio, che da Cesare Augusto.
Abbiamo altre conferme del sangue romano di Gesù? Assolutamente si, ed a parlarne sono i Mandei a parlare di Gesù come di un uomo dal sangue Romano. In un testo sacro dei Mandei, l’Hawan Gawaita, Gesù viene definito con queste parole: «Egli travisò le parole della luce e le cambiò in tenebre, convertì coloro che erano miei e alterò tutti i culti», mentre il vangelo dei Mandei dice: «Non credere (a Gesù), perché pratica la stregoneria e l’inganno».
I Mandei attendono l’avvento di una figura, Anosh-Uthra (Enoch), che «accuserà Cristo il Romano, il mentitore, figlio di una donna che non è dalla luce» e «smaschererà Cristo il Romano come mentitore; egli sarà legato dalle mani dei giudei, i suoi devoti lo legheranno e il suo corpo sarà trucidato». I Mandei continuano a sopravvivere in Iraq come setta gnostica eterodossa dei Nazorei, che parla dialetto aramaico.
La stregoneria e l’inganno di cui ci parlano i Mandei erano i culti misterici egizi, isiaci ed osiriaci, che Gesù ben conosceva in quanto nipote di Cleopatra da parte materna e di Alessandro Heli da parte paterna.
Tutte queste scoperte non possono essere estrapolate singolarmente per provare a confutarle, in quanto legate a prove storico documentali dove si dimostra attraverso gli scritti di Giuseppe Flavio, che Maria Vergine era la terza moglie del re Erode, e figlia della regina Cleopatra d’Egitto. Il potere massonico-sionista infiltrato nel vaticano, sta facendo la congiura del silenzio sulla più grande scoperta di tutti i tempi, non dando spazio mediatico ad essa, attraverso il controllo di gruppi fb, radio web, conferenze e televisioni da loro controllate; ci rivolgiamo pertanto alla parte sana che opera in nome della verità, ricordando ai fratelli che i Catari ed i Cavalieri Templari furono sterminati dalla chiesa in quanto ben sapevano che il Santo Graal  era il Sang Real o Sangue Reale di Gesù, ultimo faraone d’Egitto, nipote di Cleopatra, di Cesare Augusto, cugino carnale di Nerone, imparentato inoltre con gli imperatori Tiberio, Caligola e Claudio, oltre che a Giulio Cesare, chiamato Chrestos come Gesù ed Osiride un-nefer (“sempre fiorente”), parola che in greco, come ad esempio fa Plutarco, viene tradotto appunto con “Chrestòs”. Che Osiride sia chiamato un-nefer è rilevabile dal Libro dei Morti:

A Hymn of Praise to Osiris Un-Nefer, the great god who dwelleth in Abtu, the king of eternity, the lord of everlastingness, who traverseth millions of years in his existence.

Alessandro De Angelis scrittore, ricercatore di storia delle religioni e di cristianesimo primitivo

Tratto dal libro Cristo il Romano, oggetto di congiura anche da parte della distribuzione nazionale che ci impedisce di farlo arrivare nelle librerie ed acquistabile solamente su Macrolibrarsi

Cristo il Romano
Da Marco Antonio a Gesù: la linea di sangue romana