Da quando la Russia è intervenuta in Siria 800.000 profughi sono rimpatriati!

Badreddine Hassoun RussiansDi Veritanwo

L’intervento militare russo ha risollevato il morale del popolo siriano: sia dei militari, che dei civili. Tanto che 800.000 profughi siriani, che avevano abbandonato le loro case e la loro patria per fuggire dalla guerra, sono rientrati in Siria. A rivelarlo è il Gran Mufti di Siria.

Da quando è iniziata la guerra in Siria, sono più di 4 milioni i cittadini che sono scappati all’estero. Nella maggioranza dei casi – in più del 90% dei casi – queste famiglie restano in medioriente, con la speranza di rientrare in Patria prima possibile, a guerra finita. Solo una piccola percentuale di profughi siriani sceglie la via dell’Europa. A farlo sono solitamente coloro che godono di “appoggi” nel luogo di destinazione.

Con l’avanzata dell’ISIS, arrivato alle porte di Damasco nei giorni precedenti al risoluto intervento russo, c’è stata una nuova, intensa, ondata di profughi, intere famiglie che abbandonavano le proprie case man mano che ISIS avanvanzava.

Il poderoso intervento russo, che ha inferto duri colpi alla “macchina” del califfato, ha risollevato il morale delle truppe siriane, che nei giorni precedenti erano stati più volte costretti a sanguinose ritirate, lasciando terreno agli islamisti, le cui fila sono costantemente “rinforzate” da mercenari e jihadisti provenienti da tutto il mondo islamico, e anche dall’Europa. Mentre l’esercito siriano, che ovviamente confida solo su cittadini siriani, è molto provato dalla guerra, dalle gravi perdite subite, ed il ‘morale’ dei soldati era molto basso, in modo particolare nelle ultime settimane, con le jeep dei miliziani arrivate a 4 km dalla capitale, Damasco.

L’avanzata jihadista aveva provato molto anche la popolazione, la paura di finire nelle mani del califfo, che impone la rigorosa Sharia, la “legge coranica”, era diventata molto concreta.

L’intervento russo ha ridato il sorriso ai siriani, mentre ha seminato il terrore tra gli islamisti, che tra perdite e diserzioni hanno perso molti uomini. Ma fino a quando Al Baghdadi e soci potranno commerciare barili di petrolio e gas nel mercato nero, e ottenere cospicui ricavi, potranno facilmente assoldare altri soldati, con uno stipendio di 2/300$ al mese (un ottimo stipendio) e la facoltà di esercitare un potere, che si traduce in saccheggi.

Il Mufti Ahmad Badreddin Hassoun, massima autorità religiosa sunnita siriana, nel corso di un incontro con personalità russe, lo scorso fine settimana, ha rivelato che grazie all’intervento russo molti siriani stanno tornando in patria.

Non solo quelli scappati recentemente con l’avanzata dell’ISIS, ma anche famiglie stanche di vivere in condizioni molto precarie, nelle tendopoli allestite per accogliere i profughi siriani nei paesi confinanti, come si evince nella mappa Unicef datata Gennaio 2014 che vi propongo di seguito:

mappa_profughi_Siria_7_900

Foto da Unicef.it

 

La mappa è indicativa su come e dove sono distribuiti i profughi siriani, purtroppo non ho trovato niente di più aggiornato. Considerate però che il numero dei profughi ha raggiunto quota 4.000.000 rispetto ai 2.372.000 del gennaio 2014 riportato nella slide.

A distanza di poco più di 2 settimane dall’intervento di Putin, ben 800.000 siriani hanno già deciso di rientrare nella loro patria. Ed il numero aumenta di giorno in giorno, man mano che l’intervento russo si dimostra concreto ed efficace, e la gente, molto provata, riacquisisce fiducia. Questa gente non è certo felice di aver abbandonato la propria casa, la propria vita, per fuggire dalla guerra, dalla morte, da chi vuole imporre la rigorosa legge islamica.

Veritanwo

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