Cosa sta accadendo in Turchia dopo il FALSO golpe: è dittatura conclamata

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All’indomani del presunto colpo di stato in Turchia, avevamo pubblicato un articolo che evidenziava come, alla luce degli eventi, probabilmente era stato lo stesso Erdogan o i suoi fedeli ad organizzare la messinscena del golpe. Oggi, a distanza di quattro giorni, riteniamo ancora più fondato tale sospetto, caldeggiato da autorevoli politici dell’opposizione turca, dal magnate Gulan, avversario numero uno di Erdogan, che dal 1999 vive in auto-esilio negli Stati Uniti, e da numerosi analisti internazionali, compresi quelli operativi sui media mainstream.

Come era chiaro fin da subito, la reazione di Erdogan non si è fatta attendere. Ed in Turchia il regime dittatoriale sta entrando nel vivo, purtroppo appoggiato da numerosi cittadini, la parte islamista della Turchia, i cui numeri sono in crescita.

Le principali azioni di Erdogan dopo il golpe

  1. Ha accusato senza prove Gulan di essere l’ideatore del tentativo di golpe, chiedendo con forza l’estradizione al governo americano, che pretende delle prove. In questo modo, Erdogan e soci demoliscono la figura dell’oppositore numero uno, a livello ‘politico’ ma sopratutto ideologico.
  2. Si parla di 6.000 arresti tra i militari, picchiati ed in alcuni casi torturati. Anziché in galera sono stati ammassati, ammanettati ed in mutande, in stalle, palestre e altri luoghi, in attesa di capire come punirli. Sicuramente questi giovani – il 70% dei quali 20enni che hanno obbedito agli ordini – saranno trattati duramente, con la filosofia “colpirne uno per educarne cento”. Pare che alcuni battaglioni siano stati inviati a presidiare i ponti o altri luoghi, dicendo loro che si trattava di una esercitazione. Forse per questo si sono arresi senza colpo ferire?
  3. 3.000 magistrati licenziati: Erdogan sta epurando dalla magistratura tutti i giudici che non sono fedeli alla sua linea, accusandoli di avere in qualche modo agevolato il golpe. In questo modo oltre al potere politico-esecutivo, Erdogan avrà ai suoi piedi la magistratura, e l’esercito: come ogni dittatore, del resto.
  4. Vogliono reintrodurre la pena di morte per punire i “golpisti”: che poi una legge di questo tipo non può essere retroattiva, nemmeno in sistemi giudiziari come quello turco. Ma un dittatore può tutto. La scusa è quella che “così vogliono i turchi”, ed in parte è vero, specie tra gli islamisti.
  5. Divieto di espatrio e di vacanza per i dipendenti pubblici: Erdogan così ha messo sotto pressione e incute timore ai funzionari dello stato.
  6. Un golpista è stato decapitato al grido “Allah Akbar”, in pieno stile Isis. Se volete saperne di più, leggete questo articolo.
  7. Si parla di un blitz della polizia turca alla base militare della Nato dalla quale partono i raid contro Isis.
  8. Dopo il golpe il partito di Erdogan come previsto ha subito parlato di modificare la Costituzione e introdurre il presidenzialismo.

Nonostante tutto, Obama ha detto che “l’adesione della Turchia alla Nato non è in discussione”. Nato che in alcune basi turche, custodisce persino delle bombe nucleari.

La Merkel si è opposta fermamente all’ipotesi di ripristinare la pena di morte, è stata l’unica a balbettare qualcosa, mentre Renzi, Hollande e tutti gli altri sono rimasti in silenzio anche di fronte all’ipotesi di mettere al patibolo migliaia di persone.

Seguiranno aggiornamenti…

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