Ecco come il ‘sistema’ può dichiarare guerra al Regno Unito dopo il Brexit

Il Brexit è davvero il festival della democrazia come sembra? Oppure è una arguta strategia delle elite, per disinnescare il crescente euroscetticismo dilagante in Europa? Queste domande, questi dubbi, per ora non avranno risposte certe. Si tratta solo di ipotesi. Dopotutto chi conosce il sistema, la sua “raffinatezza” nel dirigere le sorti del mondo, e le popolazioni come un pascolo di pecore, non può non coltivare questo dubbio.

Cameron è un europeista convinto, e che abbia acconsentito al referendum, appare molto strano. Sembra una lezione di democrazia, bisognerà capire se lo è veramente o meno. La “perfida Albione”, come veniva chiamata in passato l’Inghilterra, è una delle nazioni caposaldo del sistema. Da li è partito il sistema delle banche centrali private ordito dai Rothschild. E’ nella City di Londra il cuore pulsante ed il fulcro dell’economia mondiale, della borsa.

Fare uscire la Gran Bretagna, e “bastonarla” a dovere, utilizzandola come “esempio” per tutte le altre nazioni europee, dove l’euroscetticismo sta aumentando, non è un’ipotesi da scartare. Perché adesso scatterà la guerra contro la Gran Bretagna.

Opinionisti ed intellettuali all’arrembaggio!

Sin dalle prime ore della mattina di ieri è partito l’assalto dei media. “A votare il brexit sono stati gli ignoranti” – “i turchi immigrati di 2° generazione hanno votato per uscire” – “hanno stroncato i sogni dei giovani” e molto altro, mentre la sterlina perdeva valore e le borse crollavano a picco. Un crollo persino superiore di quello registrato all’indomani dell’11 Settembre.

Alcune testate giornalistiche si sono davvero superate.

Unione Europea ed Euro: uscire non basta!

L’Unione Europea è un’istituzione palesemente antidemocratica, dove il potere non è detenuto dal parlamento elettivo, ma dalla Commissione Europea, non eletta, e presieduta da personaggi come Van Rompuy prima, e Junker oggi, che il cittadino europeo medio non sa nemmeno chi siano. L’Europa unita nel segno delle banche e delle lobby. L’euro invece è una moneta controllata e gestita da banchieri privati, ed emessa a debito, pretendendo dalle nazioni lauti interessi, che strozzano le economie. Che si debba uscire, è fin troppo OVVIO. Ma sarebbe miope e demenziale credere che questo, da solo, sia sufficiente per uscire dalla crisi. Vediamo perché.

Lo strapotere delle lobbies che dominano il mondo.

Premesso che con la parola “lobbies” mi riferisco al mostro a più teste, composto dai grandi banchieri, dalle multinazionali (espressione delle banche) che gestiscono l’economia, il commercio, ed infine i mass media, ormai il mondo è dominato da questi poteri, e da sola, la Gran Bretagna non potrà fare molto. Anzi c’è il rischio concreto che sia tacitamente osteggiata e danneggiata deliberatamente, a livello economico, nello stile “colpirne uno per educarne 100″. In questo caso non 100 ma 27.

Chi conosce le dinamiche della società odierna, il funzionamento dell’economia, e lo strapotere delle lobbies, ha già capito a cosa mi riferisco.

Evito di ripetere argomenti, per’altro complessi, che necessitano lunghe argomentazioni, che ho già affrontato in passato. Vi invito alla lettura dei seguenti articoli:

Attacco economico-finanziario, ma anche industrial-commerciale

Per colpire la Gran Bretagna il sistema ha a disposizione gli strumenti offerti dall’alta finanza, i cosiddetti “mercati”, controllati e gestiti a loro uso e consumo da pochi potenti, come George Soros, noto speculatore e finanziatore di false “rivoluzioni colorate” e “primavere arabe” per sostituire i governanti con pupazzi compiacenti. Mediante la borsa, la sterlina, e le agenzie di rating, potranno danneggiare la Gran Bretagna.

Ma il sistema ha a disposizione anche altri strumenti. Ormai il controllo sulle nostre vite, è totale. Compriamo ciò che troviamo sugli scaffali. Scegliamo le merci, tra quelle che ci propone la grande distribuzione. Che se da domani “boicotta”, anche gradualmente o in parte, le merci inglesi, costringerà le aziende di Manchester e di tutto il Regno Unito a lasciare a casa lavoratori.

Sarebbe sufficiente che aumentassero i prezzi dei biglietti aerei da e per Londra, per ridurre i flussi turistici. E non essendo nell’Unione Europea, il rischio che siano imposte tasse aggiuntive è concreto.

L’importanza dei collegamenti aerei

Così come mediante le tariffe aeree, possono favorire determinate città. Per esempio Bruxelles, la “capitale dell’UE”, (casualmente?) è una delle mete meglio collegate e più economiche dei voli RyanAir. Fateci caso: nonostante la distanza sia persino superiore a quelle di altre mete, i voli per Bruxelles si trovano sempre a prezzi molto economici. Inoltre, i voli per Bruxelles sono disponibili da molti aeroporti, sia in Italia che all’estero.

I voli da e per Bruxelles: numerosi ed economici

Mentre sto scrivendo, ho aperto un’altra finestra sul sito RyanAir. I voli da e per Bruxelles, sono disponibili da moltissime città, a prezzi veramente molto bassi.

Fonte: ryanair

Clicca per ingrandire – Fonte: ryanair

Come potete osservare sulla mappa, Bruxelles è collegata con l’Italia, con RyanAir, persino dall’aeroporto di Comiso, che offre veramente poche tratte. Poi, partendo dal sud, Trapani, Lamezia Terme, Brindisi, Bari, Alghero, Cagliari, Roma Ciampino, Pescara, Perugia, Ancona, Pisa, Bologna, Verona, Torino, Treviso e Milano. Ben 17 aeroporti. Un numero elevatissimo, se pensiamo che Bruxelles non è una meta di rilevante interesse.  E per tutte le destinazioni, sono disponibili voli estremamente low cost, a partire da 10€. Prenotando con un po’ di anticipo, spendere meno di 70/80€ per il volo di andata e ritorno è facile. Poche mete sono così ben servite e così economiche.

bruxelles roma prezzi ryanair

Anche prenotando un volo a pochi giorni dalla partenza, da Roma (e dagli altri aeroporti) per Bruxelles la spesa è davvero bassa

Se poi prenotate con qualche mese di anticipo, la spesa è irrisoria, anche sui 10€, e persino ad inizio Agosto, periodo clou, si trovano voli per questa capitale europea a meno di 30€. Sfido trovare un’altra meta servita da così tanti aeroporti ed a condizioni così favorevoli.

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Se oggi prenotate un volo RyanAir per Tenerife, una delle mete turistiche più gettonate, avrete a disposizione solo gli aeroporti di Milano, Bologna, Treviso, Pisa, e non la pletora di aeroporti che collegano l’Italia a Bruxelles, vi troverete a spendere 300€ di biglietto:

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Se invece domani, sempre da Roma Ciampino, volessi recarmi a Londra, la spesa sarebbe questa:

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Per andare da Milano a Madrid in questi giorni, le tariffe sarebbero queste:

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Ho evidenziato il caso della RyanAir, ma tutte le compagnie aeree, o meglio le molteplici alla quale ho dato un’occhiata, sembrano molto disponibili nel collegare a buon mercato gli aeroporti di Bruxelles, sia quello di Chaleroi che quello di Zavantem, teatro dell’attentato, con le altre città europee. Può sembrare una questione secondaria, ma non lo è. Un buon collegamento aeroportuale, per di più a prezzi molto bassi, è un forte vettore per trainare il turismo. Ci sono degli enti-turismo, in Europa e forse non solo, che stringono accordi con le compagnie aeree, riconoscendo loro una somma per ogni turista portato nella loro nazione. Turisti che ovviamente, pagano per dormire, mangiare, visitare musei e altri luoghi, comprano souvenir, etc.

Questo, solo per dire, che SE VORRANNO PENALIZZARE LA GRAN BRETAGNA, per “vendicarsi” del Brexit, il sistema ha tutti gli strumenti per farlo, per esempio imponendo tasse aggiuntive sui collegamenti aerei, essendo una meta “extra-UE”, oppure facendo valere la propria influenza sulle compagnie aeree, alcune delle quali “di bandiera”, controllate dagli Stati, affinché privilegino altre mete. Non sarebbe difficile sottrarre, a livello collettivo, alcuni milioni di visitatori, spostandoli magari verso mete come Parigi, Amsterdam, e altre.

Il panico per il progetto Erasmus

Reazioni di isteria e panico tra gli studenti Erasmus, con i media che si impegnano a sollevare ed alimentare dubbi sul futuro del programma di interscambio. Come se l’uscita dall’UE del Regno Unito, mettesse in pericolo gli studenti, oppure gli emigranti che vivono li. Se sarà così, è perché chi comanda ha la volontà che sia così. Per danneggiare gli studenti e scaricare la colpa sul Brexit. Il Regno Unito è un paese “alleato”, facente parte della Nato, e gode di ottime relazioni diplomatiche con tutte le nazioni europee. Questo non deve cambiare. Ed è possibile fare scambi di questo tipo, regolati da accordi, a prescindere dall’appartenenza all’UE o meno. Se ce ne sarà la volontà, ovviamente. Ma perché non dovrebbe esserci? Se i giovani italiani, francesi, tedeschi, etc. gradiscono andare a Londra, e gli inglesi venire da noi, perché negarlo? Sarebbe una ritorsione assurda, e la responsabilità dovrebbe essere data a chi effettua questa scelta, non certo al Brexit.

Veritanwo

PS: se ci saranno, si spera vivamente di no, dei nuovi attentati terroristici in territorio inglese, diranno subito che per difenderci è necessario “essere uniti”, tireranno fuori l’esercito europeo, l’intelligence condivisa e molte altre questioni per favorire sempre di più la definitiva cessione di sovranità… mentre la lotta al terrorismo potrebbe essere coordinata a livello di polizie, di intelligence, non c’è certo bisogno di annullare le nazioni e confluire tutti in un mega-stato, dove le nazioni diventano “regioni” del nuovo stato.

Un pensiero su “Ecco come il ‘sistema’ può dichiarare guerra al Regno Unito dopo il Brexit

  1. se servisse per legnare il populismo ben vengano misure non convenzionali per dare una lezione seria agli inglesi che credono ancora alla regina

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