Aviazione russa distrugge una raffineria di petrolio controllata da ISIS! VIDEO

di Veritanwo

A pochi giorni di distanza dalla distruzione di una cinquantina di autocisterne utilizzate dall’ISIS per contrabbandare petrolio (rubato al popolo siriano) l’aviazione di Putin sferra un ulteriore duro colpo all’economia del califfato, che dopo aver perduto una consistente parte della flotta di autotrasporto, vede colpire al cuore la propria capacità di raffinare petrolio, che fino ad oggi ha rappresentato un’importante fonte di finanziamento per l’ISIS, che ha sul libro paga un esercito di circa 70.000 jihadisti, impegnati in Iraq ed in Siria.

Ecco il video dell’operazione:

Ogni combattente fedele al califfo percepisce una retribuzione di circa 300$ mensili, che moltiplicato per settantamila, fa la bellezza di 21.000.000 di dollari al mese che Al Baghdadi sborsa solo per pagare gli stipendi, senza considerare le spese per le armi e gli altri oneri necessari per dispiegare un numero così ampio di miliziani, superiore a quello di numerose nazioni, con a disposizione una popolazione di decine di milioni di persone. Teniamo in considerazione che l’ISIS attualmente controlla una porzione del territorio di Iraq e Siria, dove vivono circa 6.000.000 di persone. Numerosi i cittadini che sono scappati quando le milizie hanno preso il controllo del territorio, per evitare di vivere sotto l’imposizione della “sharia”.

Il petrolio per l’ISIS è una fonte di finanziamento importante e irrinunciabile, che ha giocato un ruolo fondamentale nell’espansione del gruppo. All’inizio delle scorribande, quando l’organizzazione di Al Baghdadi muoveva i primi passi, e grazie ai finanziamenti a disposizione riusciva a controllare alcune migliaia di uomini, il primo obiettivo dei miliziani, furono i depositi di munizioni, che furono i primi ad essere attaccati e conquistati, cosa che ha permesso ai terroristi di mettere le mani su armi pesanti e munizioni a volontà, dopodiché fu il turno delle banche, tra cui la Banca Centrale di Mosul, dalle quali l’ISIS ha ottenuto la liquidità necessaria per reclutare molti altri combattenti. Si stima che già nel Luglio 2014 il patrimonio di ISIS si aggirasse sui 4 miliardi di euro.

Dopo essersi consolidato conquistando i depositi delle armi che gli USA avevano lasciato in dote all’esercito iracheno, e la liquidità delle banche, hanno subito cercato di acquisire il controllo del maggior numero di pozzi petroliferi e raffinerie, in modo da garantirsi un reddito fisso.

Gli USA, nonostante i proclami di Obama, che predica da un anno e mezzo la “distruzione dell’ISIS”, non hanno mai colpito questi obiettivi, vitali per il califfato. Così come non ne hanno ostacolato in nessun modo l’avanzata.

La decisa entrata in scena della Russia però, ha radicalmente cambiato la situazione. ISIS ha subito ingenti perdite, sia in termini di uomini e mezzi, che a livello di risorse. Nel giro di poche settimane hanno restituito al controllo del governo di Assad centinaia di km di territorio conquistato, e continuano a perdere terreno ogni giorno.

A differenza dei leader occidentali, ad iniziare da Obama, che si riempono la bocca con mille proclami, Putin ha parlato poco e agito duramente, colpendo veramente gli obiettivi vitali dell’ISIS, cosa che – evidentemente – è piaciuta ben poco a tutte le potenze occidentali.

Veritanwo