Attentati e false flag: analisi delle “teorie del complotto” più diffuse

Sul web sta prendendo campo la tesi, proposta da alcuni siti/personaggi che si occupano di controinformazione, che gli attentati terroristici che hanno sconvolto Bruxelles, come quelli di Parigi, siano delle montature, ovvero che non siano mai avvenuti, che sia tutta una “messa in scena“, le immagini mostrate al pubblico sarebbero delle “fiction”, magari girate nel corso di esercitazioni. Anche le vittime sarebbero finzione.

Ebbene dopo aver approfondito le questioni, mi sento di affermare che NON è così. Gli eventi ci sono stati eccome. Non è pensabile che possano simulare eventi di tale portata. L’attentato a Charlie Hebdo è stato fatto, e in quella occasione, ha perso la vita anche l’economista Bernard Maris, uno dei pochi che parlava a chiare lettere della questione monetaria.

 

Nell’attentato a Charlie Hebdo ha perso la vita anche l’economista che svelò il segreto della creazione di moneta da parte delle banche

Per quanto riguarda l’irruzione a Charlie Hebdo, così come la strage del Bataclan e gli altri attentati, le stragi ed i morti ci sono stati. Eccome. La questione dovrebbe vertere su chi li abbia effettuati, o su chi siano in “mandanti” visto che dopo l’attentato al Bataclan, alcuni sopravvissuti affermarono:

“I terroristi erano bianchi, agivano come forze speciali”. Alcuni sopravvisuti raccontano i tragici momenti all’interno del Bataclan: “Ho visto diverse persone giovani che non indossavano maschere entrare nella sala durante il concerto imbracciando kalashnikov”

“Erano bianchi, erano giovani sui 25 anni.    Sembravano soldati delle forze speciali”.

Vedi altre dichiarazioni simili sugli attentati in questa pagina.

Così come è singolare che secondo la sopravvissuta a Charlie Hebdo, un attentatore avrebbe avuto dei “bellissimi occhi blu“, cosa che non ha nessuno, tra le persone accusate di essere gli esecutori del blitz a Charlie Hebdo.

Che qualcuno sia entrato da Charlie Hebdo e al Bataclan e abbia sparato, è sicuro. Ma è quantomeno molto strano che degli sbandatelli con piccoli precedenti penali e nessuna esperienza di armi si muovessero con una professionalità tale da essere definiti “come forze speciali”

Che esista un’organizzazione terroristica (‘ISIS) che controlla parte del territorio siriano e iracheno, e che riesce a fare presa e attirare i “fondamentalisti” è indubbio. Riesce persino ad attirare i cosiddetti “foreign fighters”, cittadini europei, quasi sempre (ma non solo) immigrati di seconda o addirittura terza generazione, che si recano in Siria o Iraq per combattere. Anche dai balcani si sono recati a combattere in Siria decine di combattenti, così come da alcune zone dell’ex URSS, Cecenia in primis.

Tra i foreign fighters anche un giovane italiano, convertito all’islam e “radicalizzato”, Giuliano Delnevo, morto in Siria mentre combatteva contro le truppe di Assad. Su Youtube è ancora attivo il suo canale, Liguristan TV, dove sono presenti alcuni suoi video.
E’ indubbio anche che una parte di questi fanatici sia votata al martirio, e disposta ad attacchi kamikaze, fenomeno che esiste da sempre, non solo nel mondo islamico. Ricordiamo per esempio i piloti giapponesi kamikaze della 2° guerra mondiale, che andavano a schiantarsi contro obiettivi nemici.Nel solo 2014 nel mondo ci sono stati 592 attacchi suicidi, e purtroppo il trend è in aumento, con l’avvento del “califfato”.
ISIS esiste, dispone di 60.000 miliziani operativi tra Siria e Iraq, è presente inoltre in Libia. Sicuramente ha delle basi in Europa, sicuramente ci sono persone disposte a compiere atti terroristici.
Tutto questo è indubbio. Semmai c’è da capire chi siano i “manovratori”, ovvero quali poteri abbiano agevolato la nascita e l’espansione del califfato, il cui “leader”, Abu Bakr Al Baghdadi, secondo numerose fonti sarebbe collegato ai servizi segreti occidentali, come lo era Osama Bin Laden. Sicuramente è stato internato in un campo americano in Iraq, e poi rilasciato.
Sarà un caso, che l’ISIS sia operativo in quei paesi che l’occidente ha “liberato” dai dittatori – Iraq e Libia, rispettivamente “liberati” da Saddam e Gheddafi – ed in Siria, dove l’occidente da anni sostiene i gruppi combattenti contro il governo di Assad?
Personalmente, trovo molto spesso ampiamente condivisibili le riflessioni di Giulietto Chiesa, ed i suggerimenti che rivolge agli inquirenti, circa “chi ci sia dietro agli attentati”. Anche i dubbi espressi dal politico belga Laurent Louis, vanno in questa direzione.
Assolutamente condivisibile anche quanto espresso da Giulietto Chiesa in questo intervento a La Gabbia:

#AttacksBruxelles La Turchia ha aiutato il terrorismo“Abbiamo scoperto che anche la Turchia ha aiutato il terrorismo. Com’è possibile che noi siamo alleati con un Paese che aiuta il terrorismo che poi viene a colpirci? Io credo che ci siano delle forze nel mondo che sono interessate a mettere in ginocchio l’Europa”.#AttacksBruxelles GIULIETTO CHIESA La Giungla Radio 105

Pubblicato da Pandora TV su Venerdì 25 marzo 2016

Un pensiero su “Attentati e false flag: analisi delle “teorie del complotto” più diffuse

  1. Che siano false Flag non c’è dubbio.
    Il fatto è che ci sono FANATICI OTTUSI USATI
    dai servizi per commettere azioni che spingono i POPOLI ANESTETIZZATATI dalla PROPAGANDA DI REGIME ad avere PAURA.
    Ovvero STRATEGIA del TERRORE.
    X ottenere la LEGITTIMAZIONE a portare avanti guerre che alimentano odio e ARRICCHISCONO i soliti signori delle guerre e i loro COMPARI PETROLIERI.
    Queste “teorie del complotto” ESTREMIZZATE servono a RIDICOLIZZARE CHI SI PERMETTE DI ANDARE CONTRO CORRENTE. E trova sempre LECCA CULO TRADITORI DELLA PATRIA disposti a servirli x 4 denari puzzolenti.

    LEGGETEVI UN PO DI STORIA
    E SIATE INTELLETTUALMENTE ONESTI

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