Anziano sfrattato dalla Parrocchia: si suicida per non vivere in strada. E scrive al Papa

Un anziano indigente di 65 anni si è suicidato, a Prato, dopo che gli era stato intimato di lasciare la stanza dove viveva, concessa dalla Parrocchia.

La vicenda, di quelle che fanno accapponare la pelle, è raccontata dal sito notiziediprato.it:

La vittima è un uomo di 65 anni che da tempo era stato ospitato per motivi di carità dalla parrocchia ma che ora avrebbe dovuto andarsene. Sulla porta della sua stanza messa una copia della lettera dell’avvocato. Il ricordo di un amico: “Da quando aveva ricevuto la lettera mi diceva che voleva ammazzarsi. L’ho sentito ieri sera l’ultima volta, tornava dalle poste dove è andato a spedire una lettera a papa Francesco”

Non si tratterebbe pertanto di un suicidio d’impeto, ma di un gesto premeditato e pianificato con cura. Quando l’uomo ha capito che si sarebbe ritrovato per strada, ha organizzato il suo suicidio, premurandosi di scrivere una lettera a Papa Francesco per informarlo. E per essere sicuro che non fosse fatta sparire, ne ha stampate più copie, distribuendole. Per maggiori dettagli sulla vicenda, leggete gli articoli di Notizie di Prato, qui e qui.

(L’articolo segue dopo la lettera)

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Una vicenda triste, disumana, che dovrebbe far riflettere su come lo stato italiano abbandona al proprio destino chi si trova in difficoltà. Chi non ha familiari o amici pronti a sostenere un momento di difficoltà, finisce a dormire per strada. A dover rovistare nei rifiuti, o chiedere l’elemosina per mangiare. E’ così che molte persone si sono ritrovate a vivere da “barbone”, una spirale dalla quale uscire è difficilissimo. Rialzarsi è quasi impossibile, senza un serio sostegno. I senzatetto sono emarginati, evitati, considerati alla stregua di un problema di degrado. La loro vista disturba il cittadino più fortunato che va a fare shopping.

Aumenta lo sdegno il fatto che anche la Parrocchia che lo aveva ospitato, se ne volesse liberare, con una fredda comunicazione, senza preoccuparsi, evidentemente, della fine che avrebbe fatto l’uomo. Che ad una vita di stenti, ad una lenta agonia, ha preferito una fine rapida.

Una vicenda che certo non fa onore alla Chiesa, e che accade in un periodo in cui è emerso come i soldi dell’Ospedale Pediatrico siano stati utilizzati per ristrutturare la casa dove alloggia il Cardinale Bertone, per non parlare poi delle spese folli con i soldi dell’8×1000 dell’Abbate di Montecassino.

Non ci sono parole…

Veritanwo

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