Antonio Pappalardo, l’ex Generale dei Carabinieri che vuole ‘cacciare’ la casta

Tra i gruppi a cui la Questura ha negato il permesso di “marciare su Roma” c’è anche “Movimento di Liberazione Italia”, che voleva allestire un presidio permanente in Piazza Montecitorio, dinnanzi al parlamento. Si tratta di una nuova formazione politica capitanata dall’ex generale dei Carabinieri in congedo Antonio Pappalardo, che negli anni novanta ha ricoperto l’incarico di sottosegretario.

L’iniziativa dell’ex Generale

Pappalardo dichiara che il suo movimento pretende che sia dato seguito alla sentenza pronunciata nel Gennaio 2014 dalla Corte Costituzionale, e che a sua detta avrebbe stabilito che i politici sono abusivi, ma questi sono rimasti al loro posto. Una “bestemmia giuridica” per il Generale, che vuole consegnare la suddetta sentenza alle autorità chiedendo loro di eseguirla entro 24 ore. I toni assomigliano a quelli del Movimento 5 stelle, ma Pappalardo rifiuta di essere paragonato ai pentastellati, che secondo lui sarebbero la reincarnazione della peggior sinistra.

“Qualora i politici si rifiutino di andarsene a casa chiederemo al Presidente della Repubblica di sciogliere le camere e formare un governo tecnico, che noi abbiamo preparato” afferma il Generale, inoltre il suo movimento avrebbe già pronta anche un’assemblea costituente. “Non possiamo dimenticare che il nostro paese ha un solo sovrano, ovvero il popolo, che non ne può più, come non ne possono più le forze dell’ordine, insultate e maltrattate”. L’ex Generale starebbe girando l’Italia – autofinanziandosi, ci tiene a precisare – per portare il suo verbo ed il suo programma. In occasione degli incontri che organizza gli capita di interloquire con numerosi appartenenti alle forze dell’ordine, racconta, i quali afferma, sono pronti per offrirgli manforte.

“Dobbiamo fare pulizia”

L’ex Generale dei carabinieri si dice convinto che alcuni parlamentari siano disposti ad ammettere le loro responsabilità e mollare il loro posto. Ma afferma di non essere interessato a candidarsi, allo stato attuale delle cose. “Non possiamo fare come il M5s, che ha messo la Raggi a fare il sindaco a Roma, dove c’è un caos totale. Prima di entrare dobbiamo fare pulizia, da fuori”. Poi affronta la questione di un suo recente viaggio a Dubai, che era stato oggetto di illazioni. “Qualcuno ha detto che sono andato a prendere finanziamenti per fare un golpe, non c’è niente di vero. Ero in visita insieme al presidente del musulmani europei. E laggiù mi hanno confidato di essere preoccupati per il crescente clima di odio tra cristiani e musulmani. Sono pronti a finanziare un progetto per rendere fertili i terreni del Nord Africa e fermare il flusso migratorio” conclude.