Colpo di scena incredibile, De Angelis contro Biglino! Scontro tra scrittori

Colpo di scena incredibile. Chi ci segue, sul blog e su Facebook, sa bene che abbiamo dato spazio più volte alle tesi di Mauro Biglino e Alessandro De Angelis, due scrittori che stanno analizzando le “sacre scritture” sostenendo che non c’è scritto quanto ci dicono da sempre. Biglino in passato ha addirittura collaborato con le “Edizioni Paoline”, del Vaticano.

I due scrittori hanno partecipato anche ad interviste insieme, come quella che vi proponiamo:

Ora però De Angelis “attacca” Mauro Biglino, o meglio le rivelazioni di quest’ultimo, con il lunghissimo e articolo che pubblichiamo di seguito,

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Il Dio della bibbia e gli elohim erano alieni? La storia dice altro.

di Alessandro De Angelis, ricercatore antropologo, studioso delle religioni e scrittore:

Il connubio del potere politico religioso è atavico ed imprescindibile, al fine di coercizzare e sottomettere i popoli. Oggi la politica è asservita a poche famiglie di banchieri sionisti che tramite l’emissione della moneta debito ha messo sotto dittatura interi stati che lorsignori vogliono controllare attraverso una struttura sovranazionale denominata Nuovo Ordine Mondiale. L’NWO vuole resettare la religione cristiana, per costruirne una più funzionale alle sue esigenze. Negli ultimi tempi è tornata in auge la teoria degli antichi astronauti con lo scopo di sminuire il potenziale evolutivo dell’uomo, che a detta di tali sostenitori è stato “costruito” a partire da un processo di ibridazione aliena del DNA, così da condizionarlo ad una delega della sua stessa esistenza funzionale alla delega sociale attraverso il voto ai politici. Ultimamente si sta diffondendo l’idea che Yahweh, dio dell’Antico Testamento, altri non sia che un alieno, che dopo aver fatto un patto di alleanza con il popolo ebraico, ha sterminato in prima persona i popoli nemici di Israele per sottometterli ad esso. Che la Bibbia non parli di Dio è cosa nota da tempo a tutti gli storici, e la scoperta di Ugarit ha risolto molti dubbi su come sia stato costruito Yahweh a partire dal dio Ba’al. Questa scoperta ha di fatto destabilizzato la religione cristiana, dove, attraverso uno scellerato patto di non belligeranza tra ebrei e vaticano, si è voluto unire il dio ebreo dell’A.T. con il cristo re redentore Gesù. Un dio bellico, guerrafondaio e di parte per Israele contrapposto al messaggio d’amore del Gesù dei vangeli aperto a tutti i popoli del mondo. Serviva quindi rimodulare Yahweh al fine di non far cadere la religione ed il patto di non belligeranza tra ebrei e vaticano. Difatti gli ebrei conoscono la vera storia di Cristo il Romano che si salvò dalla crocifissione, ed il vaticano il fatto che Yahweh altri non sia che un inventato dio nato dal sincretismo di altri dei creati dall’uomo prima di lui. Ecco quindi la soluzione: costruire su Yahweh un alieno che salva la religione ed il potere della chiesa, mentre questa apre alla teoria degli extraterrestri, salvandosi così dall’aver fatto adorare ai credenti un dio bellico, pluriomicida e guerrafondaio ed aprendo ad un dio trascendente creatore di tutto ciò che esiste, alieni compresi. Il problema è che non solo non esiste un solo passo della Bibbia dove si evidenzia in Yahweh un alieno, ma addirittura si svela chi è in realtà. Difatti per questo scopo si usano passi biblici dove le nuvole diventano improvvisamente ufo e le azioni di questo dio quelle di un alieno, trascurando ovviamente il fatto che se veramente lo fosse stato, nella Bibbia stranamente non è stata riportata nessuna descrizione di questo essere né delle armi tecnologiche con cui avrebbe sterminato i popoli nemici di Israele. Sulla terra esistono 10 milioni di specie viventi, una diversa dall’altra, e noi dovremmo ipotizzare che esseri provenienti da altri pianeti con atmosfera, gravità e chimica diverse dalla terra siano identici a noi? Improponibile, inoltre, al contrario della Bibbia, nei miti norreni, ellenici e di altre culture si parla di esseri come Zeus, Loki, Thor e via dicendo che usano fulmini, saette e tempeste, attraverso armi come lance, martelli ed altri strumenti di quel tempo, che invece non trovano riscontro in Yahweh e nellA.T., dove al massimo si parla di nuvole e di rumori che forzatamente si vogliono far passare per il rumore di astronavi con motori a reazione, al contrario di quelli descritti oggi, silenziosi in quanto dovrebbero sfruttare l’antigravità. Abbiamo detto che nella Bibbia viene descritto Yahweh in un passo, vediamolo: Esodo 32, 1-8: Il popolo, vedendo che Mosè tardava a scendere dalla montagna, si affollò intorno ad Aronne e gli disse: “Facci un dio che cammini alla nostra testa, perché a quel Mosè, l’uomo che ci ha fatti uscire dal paese d’Egitto, non sappiamo che cosa sia accaduto”.Aronne rispose loro: “Togliete i pendenti d’oro che hanno agli orecchi le vostre mogli e le vostre figlie e portateli a me”. Tutto il popolo tolse i pendenti che ciascuno aveva agli orecchi e li portò ad Aronne. Egli li ricevette dalle loro mani e li fece fondere in una forma e ne ottenne un vitello di metallo fuso. Allora dissero: “Ecco il tuo Dio, o Israele, colui che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto!”. Aronne fu il primo sacerdote degli ebrei e fratello di Mosè, ben sapeva quindi che il dio Yahweh era un vitello, tanto che ne fece una statua d’oro. Ma perché Mosè lo distrusse? Il motivo risiede nel fatto che il nuovo culto di Yahweh era stato rimodulato dal dio degli Hyksos Ba’al e questo non si doveva sapere, quindi inserirono nei comandamenti il divieto di raffigurarlo. L’imperatore Adriano, dichiarò che i cristiani sono gli adoratori del culto di Serapide, che era un’associazione di Osiride ed Ape, ovvero il bue Apis, che in realtà era un toro. Api era il Dio Egizio della forza e della fecondità, un toro sacro, la manifestazione divina della triade di Menfi: Ptah-Sokar-Osiride. Secondo Diodoro Siculo, l’anima di Osiride dimorava nel bue, e quando il primo Apis morì, essa trasmigrò nel corpo del bue scelto a succedergli. Ricordiamo che in alcuni miti Egizi il Sole sorgeva ogni giorno da due alberi di sicomoro, ed era legato al vitello-toro. Secondo i Testi delle Piramidi dell’Antico Regno, il Faraone era chiamato “il vitello d’oro”. Nell’Antico Testamento, oltre ad Aronne, anche il re Geroboamo istituisce il culto di due vitelli d’oro nei templi di Betel e Dan: “O Israele, ecco i tuoi dèi, che ti hanno fatto uscire dal paese d’Egitto! (…) e il popolo andava fino a Dan per presentarsi davanti a uno di quei vitelli.” (1Re, 12:28- 30). Il culto del “vitello” venne mantenuto anche dal re Jeu, che non abbandonò i vitelli d’oro che erano a Betel e in Dan e fu per questo premiato da Yhwh: 2Re, 10:28-30 Ieu fece scomparire Baal da Israele. Ma Ieu non si allontanò dai peccati che Geroboamo figlio di Nebàt aveva fatto commettere a Israele e non abbandonò i vitelli d’oro che erano a Betel e in Dan. Il Signore disse a Ieu: «Perché ti sei compiaciuto di fare ciò che è giusto ai miei occhi e hai compiuto per la casa di Acab quanto era nella mia intenzione, i tuoi figli – fino alla quarta generazione – siederanno sul trono di Israele». Tutti questi passaggi ci hanno permesso di capire che Yahweh fu costruito sul dio toro Baal dagli invasori Hyksos-ebrei, e che Tolomeo I, vista la numerosa moltitudine ad Alessandria di ebrei, fece costruire il Serapeo per cercare di favorire un culto dove essi potevano riconoscersi attraverso Apis, associando al dio elementi caratterizzanti dei culti egizi, come quelli di Osiride ed Iside, rendendo la divinità accettabile anche presso la cultura greco-macedone, facendola apparire simile a Zeus, barbuto ed anziano, con in testa un recipiente simbolo della fertilità. Dal racconto di Plutarco (Iside e Osiride, 28), si può capire che il dio provenisse da Sinope, dove esisteva un tempio dedicato alla divinità semitica EA, conosciuta con il titolo di Sar-Apsi (“signore degli abissi”), e Arriano ci fa sapere in Anabasis, VII. 26, che l’oracolo di questo dio veniva consultato a Babilonia dai generali di Alessandro Magno quando era malato e Tolomeo I era il suo diacono. L’assonanza dei nomi Sarapsi e Wsrhp=Osorapis avrebbe spinto Tolomeo I alla scelta del dio per farlo accettare al popolo egizio. Nell’Antico Testamento Yahweh era chiamato anche El, ed in Palestina era messo in relazione con il dio egiziano Ptah, incarnazione del dio toro Apis. EL nelle antiche iscrizioni proto-sinaitiche è reso da due segni pittografici, la testa di un bue dalle lunga corna (elpeh, Alph) e il bastone pastorale chiamato Ox goad/pungolo per buoi. Il Dio Ebraico che conduce Israele attraverso il Sinai meridionale ha il suo stesso nome, “EL” conservato sui fianchi delle montagne in Proto-Sinatico come un Bue dalle lunga corna. Quindi, anche se non esiste nessuna statua del Dio nel Sinai del sud, abbiamo un “immagine” di lui come una creatura “Bovino” nel suo stesso nome, “EL”! El si trova in Siria in tre liste di divinità ugaritiche con il nome di “El il toro” o “Dio toro”, ed in un inno Hurrita “El dell’alleanza”, come il dio cananeo “Baal del patto”. In un testo ugaritico YHWH viene chiamato figlio di El. Vediamo come il dio d’Israele viene chiamato El in Genesi 33,18-20: Giacobbe arrivò sano e salvo alla città di Sichem, che è nel paese di Canaan, quando tornò da Paddan-Aram e si accampò di fronte alla città. Poi acquistò dai figli di Camor, padre di Sichem, per cento pezzi d’argento, quella porzione di campagna dove aveva piantato la tenda. Ivi eresse un altare e lo chiamò «El, Dio d’Israele». Baal era chiamato anche El ed In Canaan era Baal Berit (Baal del patto), a cui era dedicato il tempio di Sichem, dove poi fu adorato anche Yhwh. In conclusione il toro Baal generò Yahweh che diventerà il bue Apis o vitello d’oro d’Israele. Per ricostruire la storia di come Yahweh fu costruito dal dio Ba’al bisogna tornare al 1700 a.C., quando un popolo bellico e guerrafondaio, gli Hyksos, invasero l’Egitto dominandolo per tre secoli. Tra i primi Padri della Chiesa prevalse l’idea che gli Ebrei e gli Hyksos fossero la stessa popolazione, idea già presente, oltre che in Erodoto ed in Giuseppe Flavio, anche nel famoso storico Diodoro Siculo nella sua “Bibliotheca Historica” e nella “Aegyptiaca” dello storico egiziano Manetone, vissuto nel III secolo a.C. Ed è soprattutto da Manetone che possiamo attingere un maggior numero d’informazioni intorno alla vera storia degli ebrei. Manetone era un alto sacerdote egizio e, in quanto tale, poteva aver accesso ad una vasta gamma di informazioni e di documenti storici sicuri, come ad esempio gli elenchi e gli archivi dei faraoni. Questo storico rinnegava la versione biblica dell’esodo ebraico ritenendolo al pari di una favola; sosteneva invece che gli archivi ufficiali dei faraoni, dai quali attingeva le sue notizie, raccontavano che gli ebrei, o Hyksos, furono volutamente espulsi dagli Egizi perché considerati al pari dei “lebbrosi”, oltre che malati, esclusivi, razzisti, xenofobi e “ribelli”. Insomma tutte caratteristiche che gli Egiziani attribuivano ai conquistatori Hyksos. In effetti entrambi i popoli, gli Hyksos e gli Ebrei, avevano origini comuni in quanto gli Ebrei provenivano dalla terra di Canaan (Palestina) e gli Hyksos, secondo gli studiosi, dall’area del Vicino Oriente (Canaan, Siria etc.). Gli Hyksos erano adoratori del dio Ba’al, figlio del toro El e la sua consorte era Aserah, che in Egitto divenne Hathor, la vacca sacra. Dopo lotte intestine tra gli ebrei, adoratori di Ba’al e quelli che volevano sostituirlo con Yahweh, alla fine prevalse quest’ultimo che divenne il dio della Bibbia. La consorte di Ba’al, ovvero Aserah, divenne cosi la paredra di Yahweh. Recentemente è stata rinvenuta una iscrizione paleoebraica dell’ottavo secolo avanti Cristo nei pressi di Kuntillet ‘Ajrud dove si legge: Ti benedico tramite Yahweh e tramite la sua Ašerah. Iscrizione paleoebraica Dall’unione di Ba’al e della sua Aserah nacque Yahweh, il dio della Bibbia. Oltre all’etimologia, anche la paleografia ci dà nuove conferme a supporto delle nostre tesi. Difatti il dio fenicio Baal lo ritroviamo in un testo proveniente da Ugarit e risalente al quattordicesimo secolo avanti Cristo in Cat 1:19 – 1: 42-43 dove si legge: Per sette anni possa Ba‘al essere assente, per otto anni il Cavaliere delle Nubi! CAT [1.19 – I: 42-43] Come è possibile notare dalle tavolette ugaritiche, Baal è identificato con l’epiteto di “Cavaliere delle nubi”, lo stesso epiteto che, guarda caso, ritroviamo in Salmi 68: 5 attribuito al dio biblico Yahweh: Šîrû l-ē’lōhîm! Zamm rû š mô! ə ə Sōllû lārōkēb bā‘ărābôt! B yāh š mô ə ə w ‘il zû l ə ə əpānâw! “Cantate, o dèi! Inneggiate, o suoi cieli! Spianate la strada al Cavaliere delle Nubi! In Yahweh gioite ed esultate dinanzi a lui! Salmi [LXVIII: 5] Il figlio di Baal e della sua moglie-sorellastra si chiamava Yaw/Yam, nome che presenta una fortissima assonanza con il dio biblico Yahweh, ed anche in questo caso la prova ci viene da un frammento di un vasto poema dedicato al “mito di Baal”, restituitoci dagli scavi archeologici effettuati a partire dal 1929 nella regione di Ugarit, prova che è stata addirittura ammessa da un prete, l’abate e biblista francese Henri Cazelles: “Se vogliamo trarre una conclusione – sottolinea Giovanni Garbini – dalle testimonianze extrabibliche relative a Yahvè, possiamo affermare che i testi ci mostrano una figura divina venerata nella regione siro-palestinese fin dall’inizio del II millennio a.C., sia da parte di sedentari sia da parte di nomadi; una figura divina connessa in qualche modo con il pantheon locale, ma non preminente; una figura divina, infine, la forma del cui nome presenta una singolare fluttuazione: Yah, Yaw, Yahvè” (“Storia e Ideologia nell’Israele antico”, Paideia, Brescia, 1986, pag. 87-88). In questa iscrizione ritrovata a Kuntillet Ajrud si vede chiaramente l’immagine di Yahweh che allatta i suoi vitelli. Nella raffigurazione di Kuntillet Ayrud Yahweh viene rappresentato, oltre che come una figura antropomorfa che assume le sembianze di “bes”, anche come un animale cornuto che nutre un vitellino, il quale rappresenta metaforicamente Israele che viene nutrito da Yahweh visto come dio della fecondità. Le iscrizioni presentano una mescolanza degli alfabeti fenicio ed ebraico. Molte hanno carattere religioso e sono invocazioni a Yahweh, El e Baal. Due, in particolare, presentano le frasi “Yahweh di Samaria e la sua asherah” e “Yahweh di Teman e la sua asherah. In generale, gli specialisti concordano sul fatto che Yahweh è invocato in quanto dio nazionale di Samaria, capitale del regno di Israele, e di Teman, presso Edom, il che farebbe intendere che Yahweh avesse un tempio a lui dedicato in Samaria e pone la questione di una sua relazione con Kaus, il dio nazionale di Edom. Alla fine dell’Età del Bronzo, Baal era un dio della guerra e delle tempeste, e venne assimilato dagli Egiziani con il loro dio Seth, dopo che fu importato dagli invasori Hyksos. Baal fu assimilato anche al dio siriano della guerra e della pestilenza Reshef, che accompagna il Dio Ebraico in Sinai come divinità minore. Reshef è generalmente raffigurato in forma umana, armato di lancia e scudo, nell’atto di brandire un machete o un’ascia sopra la propria testa, tipico degli hyksos che conquistarono con asce di ferro l’Egitto. In lingua ebraica Reshef vuol dire “fiamma, fulmine”, caratteristiche che ritroviamo nel dio della bibbia in numerosi passaggi. Salmi – Capitolo 78, 43-48 quando operò in Egitto i suoi prodigi, i suoi portenti nei campi di Tanis. Egli mutò in sangue i loro fiumi e i loro ruscelli, perché non bevessero. Mandò tafàni a divorarli e rane a molestarli. Diede ai bruchi il loro raccolto,alle locuste la loro fatica. Distrusse con la grandine le loro vigne, i loro sicomori con la brina. Consegnò alla grandine il loro bestiame, ai fulmini i loro greggi. Nella stele che Amenhotep II fece erigere in prossimità della Sfinge di Giza, Reshef ed Astarte sono raffigurati nell’atto di vegliare il faraone, mentre questi prepara i suoi cavalli per la guerra. In questa immagine possiamo vedere Dio con la testa di Toro mentre alza una mano in benedizione e tiene un bastone nell’altra. Nei miti Cananei della Tarda Età del Bronzo, Baal il dio tempesta aveva la forma di un toro e si sarebbe accoppiato con sua sorella Anat, che aveva la forma di vacca, e il loro figlio un vitello. A volte, Anat è mostrata con un casco avente corna di toro, brandendo le armi di un guerriero (essendo ella una dea della guerra). Baal-Adad era il dio delle nubi di tempesta chiamate “Vitelli di Adad”, e Yahweh si manifesta sul Monte Sinai come una tempesta di nubi, quando Aronne creò il “Vitello d’Oro”). Un coccio trovato in Samaria incideva egeliah, “toro-vitello di yah”, quindi gli israeliti associarono il vitello con il culto di Yah o Yahweh, facendolo diventare “Il Signore”. Con la scoperta di Ugarit la storia di Baal, da cui nacque Yahweh e degli Hyksosebrei invasori, iniziò a diffondersi, quindi bisognava prendere provvedimenti per cercare di delegittimare dalle loro azioni belliche gli ebrei-hyksos che costruirono un dio a loro immagine e somiglianza. Come fare? Semplice sarebbe bastato sostenere che Yahweh e gli elohim della bibbia erano alieni, così le azioni belliche verso altri popoli, di cui narra l’A.T., sarebbero state da imputare ad un inesistente dio. Inoltre anche la chiesa si sarebbe salvata dall’aver indotto i credenti ad adorare un dio bellico e guerrafondaio di cui le persone stavano venendo a conoscenza. Per questo scopo la chiesa doveva aprire all’ipotesi extraterrestre, cosa che è avvenuta, mentre i mass media, controllati dalle potenti logge massoniche infiltrate al vaticano, iniziavano a supportare la favola del dio alieno. Dire che la Bibbia non parla di Dio è giusto, ma percorrere poi tortuosi sentieri antistorici per approdare su inesistenti alieni vuol dire passare da un inganno ad un altro, consiglio di leggere i libri Oltre la Bibbia di Mario Liverani e La scoperta di Ugarit di Massimo Baldacci, docenti universitari il cui contributo non deve andar perso; le fallacità antistoriche alla fine vengono svelate e non basta, come sta accadendo, censurare i post scomodi e bannare le persone dal suo gruppo per arginare la verità.

Alessandro De Angelis, scrittore, ricercatore di cristianesimo primitivo e di storia delle religioni.

Personalmente, mi astengo dal dare un giudizio, perché non ritengo di conoscere la materia al punto di formulare una mia ipotesi compiutamente, e non è mia abitudine giudicare quello che non conosco. Ognuno si faccia una propria idea

Se Biglino vuole replicare, può contattarci su Facebook o nei commenti a questo post.

Se il dottor Mauro Biglino intendesse replicare, siamo assolutamente disponibili a pubblicare una sua replica, anzi ci farebbe molto piacere, per completezza di informazione e per aprire un interessante dibattito tra i due scrittori.

Veritanwo

2 pensieri su “Colpo di scena incredibile, De Angelis contro Biglino! Scontro tra scrittori

  1. Esatta visione e ricostruzione … avevo anch’io segnalato che le conclusioni exstraplanetarie che Biglino, Falanga ed Icke erano campate in aria … tuttavia, ritenendo tali affermazioni una specie di “assicurazione sulla vita”: visto che tale “finale di ricerca storica”, forniva alla corrente sionista asckenezita che da millenni egoicamente condiziona l’umanità, una bella e credibile scappatoia, non ho insistito troppo …. probabilmente per il medesimo loro timore.
    Coelivio.

  2. Il Biglino non e’ mica ‘dottore’. Potra’ sembrare e-dotto ad alcuni, io non commento li’, ma manca del dovuto pedigree accademico. E’ un ‘signore’ normale e pinco pallino come chiunque altro, se non si considera ovviamente la sua dichiarata (ex) appartenenza alla Massoneria. Li’, di pincopallini non sanno che farsene percio’ ritengo che qualche utile ‘abilita” che lo distingua dalle masse lui l’abbia. Magari una certa dialettica populistica ed una faccia di bronzo.. chissa’. Avevo accennato la tesi Hyksos in una delle mie presentazioni all’UKC in Inghilterra e dalla facolta’ di Antropologia e Classici ricevetti solo risa di accompagnamento. Io continuo a ritenerla valida. Grazie De Angelis

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